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Settembre

21.09.2011

Al Tocatì zughi forti che piacciono al bareto

La posta della Olga

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«Altro uichènd da fogo» scrive la Olga. «Stavolta il menù prevede il Marmomacchine, il Tocatì, il primo congresso mondiale dei zughi e il concerto de Sùcaro. È la solita filosofia del "Più gente entra più bestie si vedono". Senonché la gente che entra l'è quasi tutta foresta perché di veronesi, sabato e domenica, se ne vedranno pochi in città, considerato che sarà impossibile arrivarci per via delle transenne e dei vigili col fischietto che pareranno via chi tenterà di parcheggiare l'auto o semplicemente di portare la nona in piassa Bra dove ghe piasarìa béarse un cafè al taolìn. Sarebbe meglio dirlo che la nona in Bra la si deve portare nei giorni feriali perché la domìnica la città l'è in man ai foresti. El Veneto ai veronesi, ma Verona ai foresti. Meglio sarebbe fare un'ordinànsa apposita perché dopo va a finìr, come è successo nel uichènd scorso, che el Cilo del bareto el l'à perso la nona e i l'à dito ànca a "Chi l'ha visto?" che, nell'occasione, avrebbe dovuto intitolarsi "Chi l'ha vista"».
«È soprattutto un peccato che i veronesi, tranne ovviamente quelli che partecipano ai zughi, non possano assistere ai tre giorni (el scomìnsia vènardi) del Tocatì. Perché mentre i primi anni le strade, le piasse e le Toresèle (ghe voléa la pendènsa par i caretini con le rue a sfera) ospitavano i nostri veci zughi nostrani ("Salta moleta che vegno", "La corsa coi sércoli", ecc) adesso ci sarebbero delle cose che piacerebbero molto anche ai nostri amici del bareto. Vedo infatti che nel programma c'è la Capoeira brasiliana, un zugo che co' 'na peà se pol stacarghe la testa al zugadòr avversario; la Kabubu, una lotta congolese con molto spargimento di sangue e fuoriuscita de buèle; la Saccagna, lotta rusticana dei Pirenei; la Ghigliottina, vecio zugo francese sostituito con l'ergastolo; la Eviràndola, zugo i cui sono ammessi i colpi bassi e in cui il vincitore se mete in scarsèla la parte del corpo di cui è riuscito a privare l'avversario».
«Insomma sarebbe proprio il programma adatto per chi al bareto ghe piase i zughi forti e mas-ci. Il mio Gino, pensando fino all'ultimo di poter entrare in città e di assistere al Tocatì, si è comprato una di quelle strasse che i samurai si legavano attorno alla fronte e sono tre giorni che si prepara anche nel sìgo marsiale. Ma, come ho detto, dal bareto non si muoverà nessuno».