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L'intervento

23.12.2011

Ibis sacro? Non africano ma francese

Ibis sacri a Oppeano

Ibis sacri a Oppeano
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Su L'Arena di sabato 17.12.2011, a pag. 52, è inserito un articolo sulla presenza di una colonia di IBIS SACRI al Feniletto, nei pressi di Vallese di Oppeano. L'articolo suggerisce come la segnalazione di questi uccelli sia il frutto di una sorta di mistero delle migrazioni, affermando quanto questa osservazione sia "alquanto singolare, trattandosi di animali migratori che solitamente vivono nell´Africa subsahariana"...

Ahimè noi studiosi e appassionati sappiamo invece che non è proprio così, i motivi della presenza nel Veronese sono ben altri. In Italia, infatti, questa specie è considerata esotica (alloctona se vogliamo usare un termine più tecnico), cioè è un uccello che dalle nostre parti non esisterebbe se non fosse a causa... dell'Uomo.

L'ibis sacro, infatti, vive sì nell'Africa sub-sahariana, ma i suoi spostamenti sono a corto raggio, per cui tutti gli individui che si osservano da circa 30 anni in Europa non arrivano dall'Africa per migrazione, bensì, com’è successo per altre specie esotiche, la popolazione che oggi si è naturalizzata alle nostre latitudini è conseguenza della fuga dalla cattività di alcuni individui o dell'introduzione scriteriata in natura!

I primi due nuclei storici di popolazione europea si sono originati in Francia, negli anni 80 e 90 del XX secolo. In Italia la specie è nota da oltre un ventennio, le colonie riproduttive (è inappropriato parlare di “colonia” nel caso del Feniletto visto che non ci troviamo di fronte a una nidificazione) sono quasi tutte confinate in Piemonte, nelle province di Vercelli e Novara, anche se qualche coppia nidifica in Emilia Romagna e in Lombardia (un singolo caso anche nel Veneziano). Le prime nidificazioni piemontesi risalgono al 1989. Ancor oggi non si sa se il nucleo italiano sia originato da fuga da un allevatore locale o sia invece conseguenza della dispersione di individui di origine francese.

Al di fuori del periodo riproduttivo, gli ibis sacri si possono disperdere nei territori circostanti, in particolare lungo il corso del Po, arrivando fino all'Adriatico, ma anche in Friuli o in Toscana. Ecco perché possono capitare alcuni IBIS SACRI anche nella nostra provincia, anche se irregolarmente: non dall'Africa, quindi, ma dal Piemonte!

Negli anni, la popolazione italiana è progressivamente aumentata: un centinaio sono le coppie nidificanti, ma in Piemonte si contano anche raggruppamenti di 300 soggetti. Di conseguenza sono sempre più frequenti le osservazioni nella nostra provincia: almeno una dozzina solo negli ultimi due anni, mentre la prima segnalazione veronese risale al settembre 1992, probabile prima diretta conseguenza della dispersione degli individui piemontesi, e non a un anno e mezzo fa, come indicato nell’articolo di sabato 17 dicembre.

Oltre a quelli contattati al Feniletto, gli ibis sacri in questi giorni sono stati osservati anche il 17 dicembre: 19 individui erano nella vicina Palù (R. Pastorello), mentre altri 8 hanno sorvolato Palude Pellegrina, fotografati dal sottoscritto, ahimè in volo controluce...

Tutte queste segnalazioni sono state prontamente comunicate attraverso i canali di Verona Birdwatching, e le immagini di questi soggetti, così come quelle di numerose altre osservazioni passate, sono visibili sul sito web dell’associazione:

http://www.veronabirdwatching.org/public/gallery2/main.php?g2_itemId=265

Maurizio Sighele
Associazione Verona Birdwatching

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