20.07.2011
«Mentre nel Paese reale aumenta la disoccupazione» scrive la Olga «in quello che vive fuori dalla realtà, cioè quello della politica, non solo non ci sono disoccupati ma ci sono superoccupati con doppi o tripli incarichi. Il discorso è complesso ma semplice, come ha detto il politologo Scoatìn dell'università di Cavaión parlando al bareto, in pié su una carega, ai margini del zugo delle boce».
«"Alla vigilia di una nuova infornata di nomine per il consiglio di aministrassión della Zai - ha detto el Scoatìn, con il fazzoletto in testa par non ciaparse l'insolassión - c'è una grande agitassión tra i consiglieri comunali a caccia della seconda o terza carega e quindi del secondo o terzo stipendio, oltre naturalmente allo stipendio che ciàpano per il lavoro che fanno fuori dalla politica. Anche le moiér a casa sono in agitassión perché un terzo o quarto lavoro in faméia, visto che lavorano anche loro, farebbe comodo quando nelle altre faméie c'è chi il lavoro l'ha perso».
«El Scoatìn sostiene che quello che conta in politica è l'àlbio e quanto l'àlbio conti lo ha dimostrato il fatto che la Finanziaria non ha toccato neanche un sesìno degli stipendi degli onorevoli che sono tutti 'na mànega perché dicono di voler il bene del popolo mentre al popolo gli segano le pensioni e gli mettono i ticket».
«Era in corso una partìa de boce del primo torneo interbareti del quartiere ma ogni tanto i zugadori si fermavano par bàtarghe le mane al politologo. Il quale ha detto anche che in Consiglio comunale non tutti sono avidi e ha fatto l'esempio della proposta di un gruppo trasversale che vuole varare un codice etico in base al quale chi ottiene una carica in un ente deve lasciare la carega di consigliere. Peccato - ha però aggiunto lo Scoatìn - che tra i promotori dell'inissiativa non ce ne sia uno che sia candidato al doppio o triplo incarico».
«Insomma il doppio o triplo àlbio è una pratica condannata solo da chi non può affondarci il grugno perché tagliato fuori dai zughi di partito o di coalissión di partiti».
«Dopo il discorso del politologo Scoatìn, il consigliere di circo-scrissión Memo detto Ciupascòndi, per dare l'esempio, ha rassegnato le dimissioni da segnapunti al zugo delle bocce. "Se pol servìr a calcòssa" ha detto, consegnando il gessetto nelle mani del ragionier Dolimàn che ne ha apprezzato il gesto».