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I veronesi e le armi

17.03.2009

Da Grezzana a San Felice una lunga scia di sangue

LE STRAGI DELLA FOLLIA. Non solo Germania o Stati Uniti: anche Verona ha le sue tragedie


L’ultimo caso a novembre 2008: un uomo ha ucciso con la pistola la moglie i tre figli e poi si è sparato

Un'immagine della casa di San Felice, teatro dell'ultima tragica strage nel veronese
Un'immagine della casa di San Felice, teatro dell'ultima tragica strage nel veronese
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MONTORIO 1987. Ventun'anni fa la tragedia di via Lanificio 14, dove il 16 gennaio del 1987 Bruno Anselmi, 29 anni, uccise a colpi di pistola la moglie Antonella Udali, 26 anni, che era incinta di tre mesi, e il figlioletto Andrea di due anni e mezzo. L'uomo, che lavorava come autotrasportatore per conto di un'importante azienda avicola veronese, si era assurdamente convinto di aver contratto l'Aids. Sconvolto da questa convinzione, che l'autopsia successivamente smentì, impugnò la pistola, comprata il giorno prima, attese che la moglie e il figlio si fossero addormentati, li uccise entrambi e poi si tolse la vita.
VERONA-MALCESINE 1992. Il 19 giugno del 1992, tra borgo Milano e il lago di Garda si consumò una tragica sequenza di follia. Maurizio De Manincor, un impiegato di 37 anni, uccise con 12 coltellate la moglie Sabina Frate, 31 anni, nella camera da letto della loro casa di via Francesco Baracca. Poi prese con sè la figlioletta Sara, di appena quattro anni, e in auto raggiunse Malcesine. Qui si legò la figlia addosso con del filo di plastica e da un pontile si buttò nel lago. I due corpi senza vita uniti in quell'abbraccio mortale furono avvistati da alcuni pescatori. Quando i carabinieri si recarono in via Baracca per avvisare la moglie scoprirono che era stata assassinata poche ore prima. A scatenare il raptus il timore di veder naufragare il matrimonio.
GARGAGNAGO 2003. La follia si manifestadi buon mattino il 7 marzo del 2003 in una villetta di Gargagnago, frazione di Sant'Ambrogio. Sergio Nicoletto, operatore sanitario di 32 anni, strangola la moglie Raffaella Boscaini, 29 anni, infermiera, e poi soffoca il piccolo Andrea, di appena tre mesi, mentre dorme nel suo lettino. Compiuta la strage, si reca alla stazione dei carabinieri e si costituisce. Nicoletto confessa di aver sofferto di forti disagi psichici dopo la nascita del bambino. Nel processo d'Appello ottiene una riduzione della pena pari a un anno e mezzo. Lo scorso primo novembre per Sergio Nicoletto il tribunale di sorveglianza di Reggio Emilia ha deciso che l'ex operatore sanitario deve trascorrere altri 2 anni in ospedale giudiziario.
GREZZANA 2006. Era il 13 febbraio 2006 quando un camionista di 49 anni, Claudio Rubello, nella propria abitazione di Grezzana uccise a colpi di martello e coltello la moglie Paola Costa, casalinga di 43 anni, la figlia Jennifer di 10 anni e ridusse in fin di vita gli altri due figli, Thomas di 16 anni e Anthony di 14, prima di suicidarsi con il coltello. I due ragazzini vennero colpiti dal padre con il martello mentre dormivano ma riuscirono a sopravvivere ai gravi traumi cranici al capo. Probabilmente il padre, convinto di averli uccisi, non infierì su di loro. Trascorsero parecchie settimane tra la vita e la morte e la loro ripresa avvenne nel giro di alcuni mesi, sempre affettuosamente seguiti dagli zii. In quel caso il tragico raptus di follia dell'autotrasportatore era stato messo in relazione allo stato di prostrazione che l'uomo viveva per i riflessi economici della crisi avicola dovuta a una presunta epidemia di influenza aviaria in Italia. Rubello lavorava nel trasporto del pollame e l'aviaria aveva ridotto gli affari. Nell'ultimo biglietto lasciato ai parenti Rubello parlava di «stupide disattenzioni» che non gli avrebbero più consentito di mantenere il tenore economico fin lì garantito in casa.
SAN FELICE 2008. Il 21 novembre dell'anno scorso è il giorno, nel libro nero delle morti violente veronesi, della strage Mariacci. Lui, affermato commercialista con studio a Verona, 43 anni, spara alla moglie, coetanea, avvocato, Maria Riccarda Carrara e ai tre figlioletti di 9, 6 e 3 anni e poi gira la pistola contro sè stesso. Tra i motivi ipotizzati il timore che la moglie stesse per abbandonarlo, portando con sè i tre piccoli.B.F.

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