12.05.2009
LE CRONOMETRO. NELLE CITTÀ D’ARTE DUE APPUNTAMENTI TECNICAMENTE POCO IMPEGNATIVI
Venezia apre il trittico delle prove a tempo, chiuso da Roma ma la selezione è attesa lungo la Sestri Levante-Rio Maggiore
L'impareggiabile fascino di Venezia, le suggestioni naturalistiche delle Cinque Terre e la passerella finale tra le strade, zeppe di storia, della città eterna: le tre cronometro programmate quest'anno lungo il percorso del Giro d'Italia nascondono tutte elementi di sicuro interesse anche se solo in un caso - quello della Sestri Levante-Rio Maggiore - potranno sostanzialmente scombinare la classifica generale.
Andiamo allora a curiosare nel dettaglio.
PRIMA TAPPA. LIDO DI VENEZIA. Il Giro d'Italia 2009 nasce con una cronometro a squadre di 20 chilometri e mezzo con partenza e arrivo al Lido di Venezia. L'assenza di dislivelli e un percorso sostanzialmente piatto dal primo all'ultimo metro - a corsa ancora in rodaggio - sono destinati a favorire le squadre meno imballate.
Se l'interesse tecnico è contenuto, vale la pena di accennare allo storico feeling del capoluogo lagunare con la corsa, ospitata per la settima volta.
Singolare che per la terza volta vi si corra una cronometro (Giuseppe Olmo la spuntò la prima volta, nel '36, e Francesco Moser ci piazzò il suo prestigioso sigillo nel 1978) e che, sempre per la terza volta, l'incontro con Venezia (o Mestre) avvenga nella tappa d'esordio:avvenne infatti lo stesso sia alla partenza del Giro '72 (e relativo trionfo di Marino Basso a Ravenna) che con il volatone di Mario Cipollini al Lido nel '97, anno dell'ultimo appuntamento.
DODICESIMA TAPPA. SESTRI LEVANTE-RIOMAGGIORE. La crono di metà Giro è quella che prende il via dalla Baia del Silenzio di Sestri Levante per chudere a Riomaggiore, lungo 61 chilometri e 700 metri di lotta contro il timer immersi nello spettacolo verde del Parco delle Cinque Terre.
I corridori dovranno affrontare due gran premi della montagna (passo del Bracco e passo del Termine, rispettivamente a 17,7 km e a 43,7 km dalla partenza) per giungere a Riomaggiore, in lievissima ascesa.
I corridori sanno di essere chiamati tutti, pretendenti alla vittoria e comprimari, a un impegno severo, senza possibilità di rifiatare, senza rilassamenti o pause. A pena di patire una durissima selezione.
Il Giro d'Italia da queste parti ci è già arrivato tre volte: nel 1960 la spuntò Gastone Nencini e nel '62 Graziano Battistini mentre l'ultima volta, nel 2006, sul gradino più alto del podio si sistemò lo spagnolo Horrach.
VENTUNESIMA TAPPA. ROMA. Il Giro del centenario si chiude con la terza tappa a cronometro, interamente programmata sulle strade della capitale.
La partenza e l'arrivo di giornata (31 maggio) sono state programmate ai Fori Imperiali, all'ombra del Colosseo.
Poi la sfida della velocità pura è dstinata ad accendersi tra Piazza Venezia e Porta Pia, Corso Italia e Villa Borghese, Via del Babuino, Piazza del Popolo, San Pietro, via della Conciliazione e via del Corso... La cronometro individuale di chiusura si snoda lungo 15 chilometri e cinquecento metri a cavallo di due millenni, dalla Roma dei Cesari al Papato, dall'unità d'Italia al Ventennio.
Tecnicamente la prova è facile, con l'unico tratto in pendenza a via Veneto. anche se il fondo stradale, spesso irregolare, potrebbe causare qualche problema agli atleti.
E se è del tutto inusuale che la Capitale ospiti la chiusura del Giro, abituata più ai viali milanesi che non a questi, non va dimenticao che quella del 2009 sarà la 46esima visita della Corsa rosa a Roma.
Il primato dei successi va a Girardengo (pokerissimotra il 1914 e il '26) mentre l'ultimo a vincere fu il ceco Jan Hruska nel cronoprologo del 2000, anno del Giubileo.