Cartelli di protesta all’ingresso della GlaxoSmithKline FOTO MARCHIORI
23/02/2010Il caso GlaxoSmithKline all'attenzione dei parlamentari veronesi. Si è svolto ieri mattina all'Ater, in piazza Pozza a San Zeno, un incontro tra ricercatori Glaxo, parlamentari veronesi e sindacati, per presentare la condizione di 700 lavoratori del centro ricerche, che rischiano il posto. La vicenda è al centro della campagna elettorale per le regionali. Da destra a sinistra, passando per il centro, è in corso una mobilitazione per parlare della questione. Intanto, è stato fissato per giovedì 25 il primo incontro del tavolo interministeriale convocato da Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro per mettere a confronto le parti sociali sulla chiusura della sede di ricerca italiana dall'azienda britannica.
Al tavolo dovrebbero partecipare i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo, insieme a rappresentanti sindacali e dell'azienda.
«Io sono italiano, mia moglie è inglese, ci siamo trasferiti a Verona perché da 15 anni lavoriamo qui al centro ricerche. Gsk ci ha cercati, voluti e fatti trasferire per le nostre capacità», ha raccontato un ricercatore. «Abbiamo acceso un mutuo e qui mandiamo a scuola nostro figlio. La chiusura del centro per noi rappresenta una tragedia». «A maggior ragione», ha aggiunto la moglie, «perché da noi non c'è crisi, il centro ricerche chiude per un calo dell'utile del 3%. Se qui ci lasciano a casa e non ci sono problemi reali, chi vorrà assumere in questo periodo personale altamente specializzato?».
La situazione è senza precedenti a Verona, dove a gennaio sono state già consumate le ore di cig straordinaria, ultima tappa prima del licenziamento, dell'intero 2009.
«L'incontro con i parlamentari ci ha confortato. Abbiamo discusso e presentato ai deputati numeri e situazione. Abbiamo ottenuto la loro attenzione e sono d'accordo nel sostenerci per mantenere il centro di neuroscienza», afferma Francesco Crespi della Rsu di Glaxo. «A prescindere dalla decisione finale, Gsk deve essere responsabile a livello economico, ma soprattutto sociale, per i danni che produrrà».
Per il gruppo, i medicinali in sviluppo a Verona non sarebbero sufficientemente promettenti. In pratica, si paventerebbero dei flop alla prova del mercato e questo timore spingerebbe Glaxo ad abbandonare un settore giudicato non più di primario interesse.
«Ci hanno presentato numeri, situazioni umane e mantenere viva l'attenzione su tutto questo è importante», ha commentato la senatrice Cinzia Bonfrisco, «ma ancora più importante sarà l'incontro tra vertici aziendali, governo e lavoratori. Finora ci siamo limitati a sentire le due parti singolarmente. Il tavolo interministeriale rappresenterà l'occasione di capire se e quali possibilità ci sono per il futuro».