martedì, 22 maggio 2012

Al via l'88ª stagione lirica in Arena

Al via l'88ª stagione lirica in Arena

Placido Domingo ritorna all'opera del suo debutto

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Placido Domingo concertatore in Arena: dal 16 luglio dirige Turandot, in cui debuttò da tenore nel 1969

17/06/2010Dopo 41 anni precisi, Placido Domingo torna in Arena con l'opera che l'ha visto debuttare come cantante a Verona: Turandot. Non indosserà più i panni di Calaf, come in quel lontano 16 luglio 1969, ma il prossimo 16 luglio riprenderà il collega Giuliano Carella per dirigere l'opera pucciniana.
Quarantuno anni che contrassegnano una delle più splendide carriere liriche mai viste. Quando il tenore spagnolo scese nell'agone areniano fu preceduto da una consistente fama che ne illustrava i traguardi già conquistati. Domingo aveva esordito da baritono, dodici anni prima, nella zarzuela Gigantes y cabezudos e ancora ventenne era passato al registro tenorile con una Traviata del 1960, facendosi ammirare subito dopo, per una Lucia di Lamermoor a Dallas con il celebre soprano Joan Sutherland. A un anno dall'approdo in Arena si era anche messo in luce al Metropolitan di New York con Adriana Lecouvreur e alla Scala con Ernani. Ma quella stagione 1969 fu davvero magica per la sua carriera, per il doppio debutto areniano che ne seguì. Infatti il tenore fu anche chiamato per il ruolo di don Carlo, nell'omonima opera verdiana, data per la prima volta nel nostro anfiteatro. Fu un'esecuzione che ormai tutta la critica mondiale definisce come storica. Il gesto audace del sovrintendente Gianfranco De Bosio fu quello di affidare anche la concertazione di don Carlo a un giovane, il direttore israeliano Elihau Inbal, mentre la regia era nelle salde mani del grande Jean Vilar, un artista di alta moralità, passato immune attraverso l'uragano del maggio '68, quando gli studenti contestarono il suo Festival di Avignone.
L'incontro tra regista, cantanti, direttore, riuscì perfettamente e in Arena un'opera nuova, e nemmeno popolare, entusiasmò gli appassionati e conquistò il pubbolico. Per i conoscitori fu l'occasione di una riscoperta. In scena fu una gara a chi cantava meglio. Con Placido Domingo, un cast eccellente: dal soprano Montserrat Caballè, che, sebbene vittima di un infortunio alla gamba, non volle mancare all'appuntamento (e vi aggiunse un trionfale recital al Teatro Corallo), al Rodrigo di Piero Cappuccilli, alla Eboli di Fiorenza Cossotto, fino all'Inquisitore di Giovanni Foiani e al Filippo II di Dimiter Petkov, con la scene di Luciano Damiani e i costumi di Pier Luigi Pizzi.
Ma anche le nove recite di Turandot vissero momenti felici per la suggestiva regia di Luigi Squarzina, le magnifiche scene e i costumi di Pier Luigi Pizzi. Domingo fu costretto ad una specie di incontro-scontro vocale con il grandissimo e svettante soprano svedese Birgit Nilsson (nella parte della protagonista), ma se la cavò bene, facendo aumentare il tasso artistico delle rappresentazioni. Alla bella edizione parteciparono anche il basso veronese Ivo Vinco, le due notevoli Liù di Gabriela Tucci e Maria Chiara. Debuttò in Arena come direttore Giulio Bertola (in seguito finirà alla Scala per dirigerne il coro) nella Risurrezione di Cristo di Perosi: vivissimo il successo. Fu anche il primo anno areniano con un direttore artistico: Mario Medici di Parma, mentre il corpo di ballo, che agiva in Arena col famoso coreografo Ugo Dell'Ara, finì al teatro Romano a presentare, con buon successo, tre serate. G.V.



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