martedì, 22 maggio 2012

Estate in montagna

Estate in montagna

«Un codice internazionale per un sms che salva la vita»

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Marco Vignola, capo della stazione veronese del Soccorso alpino

19/06/2010La diffusione del telefono cellulare ha reso nella maggioranza dei casi gli interventi di soccorso, sia sulle strade che altrove, tempestivi come non lo erano mai stati prima. Tutto questo si rivela soprattutto prezioso in ambienti poco antropizzati, la montagna prima fra tutti. Tuttavia la telefonia mobile non ha risolto ogni problema. Fatta eccezione per il telefono satellitare, poco diffusoe costoso, quando ci si allontana dai centri abitati, magari lungo valloni selvaggi racchiusi fra alte pareti, la copertura telefonica non è garantita, anzi. Gli esperti del Soccorso Alpino consigliano allora di non ostinarsi ad effettuare chiamate dirette (in casi normali sempre e solo al 118) ma di optare per un sms, il cui segnale viene più facilmente captato dalla rete. Ma l'sms non deve essere indirizzato al 118, numero che non è programmato per ricevere questo tipo di messaggi: va invece inviato a una persona di fiducia e di riferimento la quale a sua volta dovrà allertare il Soccorso Alpino (o altre forme di soccorso a seconda della circostanza) sulla base delle informazione contenute nell'sms pervenutogli.
E proprio sulla figura di questa persona cui fare riferimento in caso di necessità, è stata avanzata dagli operatori del 118 una proposta tanto intelligente quanto utile. «Recentemente», riferisce il capo del Soccorso alpino di Verona, Marco Vignola, «gli operatori delle ambulanze, con i quali spesso ci troviamo a lavorare, hanno segnalato che in occasione di incidenti stradali accade che, sebbene i feriti abbiano con sé il proprio telefonino, non si riesca sempre a sapere con certezza (specie se il ferito è privo di coscienza) quale nominativo contattare fra quelli contenuti nella rubrica perché non è specificato chi, tra i tanti, sia la persona (coniuge, figlio, amico) di riferimento in caso di urgenze».
Per ovviare a questo inconveniente gli operatori delle ambulanze hanno avanzato la seguente, utilissima proposta: che ciascuno inserisca nella rubrica del proprio telefono portatile, sotto l'acronimo internazionale predefinito ICE (che si unifica «In Case of Emergency»), il numero della persona da contattare appunto in queste circostanze. Nell'eventualità poi che vi fossero più persone da contattare, si potranno utilizzare gli acronimi in sequenza: ICE1, ICE2, ICE3 e così via. È un'operazione facile da mettere in pratica, non costa niente e può risultare vitale. La proposta vale per gli interventi di soccorso di ogni genere e tipo, compresi quelli in montagna.
Commenta infatti al proposito Marco Vignola: «È un'ottima idea che può rivelarsi molto utile anche a noi quando abbiamo a che fare con infortuni a escursionisti o alpinisti solitari, peraltro sempre più frequenti nonostante le nostre raccomandazioni circa l'opportunità di muoversi sempre almeno in due». EU.CIP.



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