Una gita in bicicletta. Sono sempre di più le famiglie veronesi che usano la bici e l’arrivo della primavera è l’occasione per una pedalata fuori porta
15/04/2010Verona. Venti appuntamenti settimanali con altrettanti itinerari cicloturistici è quanto offre ai suoi lettori L'Arena da domenica e per ogni settimana fino alla fine dell'estate in collaborazione con la Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab).
Il turismo sulle due ruote cresce e non conosce crisi e il territorio della nostra provincia è cerniera fra aree (Trentino, Mantovano ed Emilia) dove la bicicletta e il suo indotto sono patrimonio coltivato e considerato da decenni.
Per non parlare di oltre confine, dove ad esempio la pista ciclabile del Danubio, in Austria, 350 chilometri costati 40 milioni di euro, rende ogni anno altrettanti soldi.
In Trentino, solo uno dei quattro contapassi installati, conta un milione di passaggi all'anno e a Vicenza duemila persone all'anno dormono in albergo dove sono arrivate in bicicletta.
Venti milioni di euro è la cifra di progetti cofinanziati nell'ultimo anno dalla Regione e 70-80 milioni di euro del bilancio regionale, pari alla metà del totale destinato alle piste ciclabili, è quanto sarà impegnato per i prossimi cinque anni. Di fronte a simili importi serve una regia di programmazione e un collegamento fra utilizzo destinato al trasferimento locale in bicicletta e alla valenza cicloturistica. Un forum in redazione con i responsabili Fiab è servito per mettere sul tavolo i problemi ed evidenziare che siamo di fronte a una realtà in crescita accertata, ma ancora molto confusa.
«Ci sono tratti esistenti di piste protette e centinaia di chilometri di strade secondarie che potrebbero diventare itinerari cicloturistici», elenca Paolo Fabbri, presidente Fiab, «ma c'è anche la concreta possibilità che ogni Comune decida per suo conto, senza una visione d'insieme e rischiando di rovinare con una rotatoria, ad esempio, un percorso perfetto, interrompendo itinerari belli e sicuri con passaggi pericolosi», denuncia.
È fondamentale nella programmazione della viabilità tener conto che per strada ci sono anche pedoni e ciclisti: «e per far questo non servono più soldi, solo più buon senso», avvertono gli Amici della bicicletta.
L'esigenza di coordinamento è evidente in particolare nella segnaletica dove il «fai da te» è la regola. «Il nostro codice della strada non dà indicazioni, come invece avviene all'estero», fa sapere Marco Passigato, consigliere nazionale Fiab, «così la Regione Veneto ha proposto una propria segnaletica, mentre sarebbe utile un gruppo di lavoro che si inserisse nella revisione del codice, almeno per l'uniformità dei segnali cicloturistici».
La segnaletica è il vero tallone d'Achille del turismo su due ruote, che cerca itinerari lontani dalle grandi arterie trafficate e rischia di finire impantanato in un limbo dal quale è impossibile uscire con le cartine e con la segnaletica a disposizione.
«Anche perché purtroppo la prassi è di aprire una pista ciclabile a valle di una situazione di pericolo e concluderla a monte perché ottusamente le amministrazioni non valutano la valenza turistica ed economica di questo fenomeno», denuncia Fabbri, «e manca qualcuno che autorevolmente dica come risolvere la politica della mobilità».
Guido Dosso è l'estensore dei 20 percorsi che saranno pubblicati e Luigia Pignatti coordinatrice del progetto. A maggio Fiab pubblicherà una dettagliata cartina delle piste ciclabili del Veronese dove sono indicate le piste protette adatte anche a famiglie con bambini piccoli. A sua volta Fiab ha costituito una rete di 700 alberghi in Italia (Alberga bici) che garantiscono accoglienza ai ciclisti anche solo per una notte, rimessa per le bici, vicinanze di un meccanico per piccole riparazioni, e cartografia.
Per il Veronese, fatta salva la centralità del capoluogo dove le piste ciclabili hanno la doppia valenza di trasferimento locale e cicloturismo, appare evidente la valenza dell'entroterra gardesano, fruibile per 7-8 mesi all'anno, ricco di strade e sentieri alternativi, capace di potenzialità enorme.
Tutta la provincia vanta centinaia di stradine secondarie, non più funzionali alle auto perché troppo strette e spesso dimenticate dagli stessi residenti che preferiscono tracciati più veloci. Il recupero di questi "relitti" stradali ai fini dell'utilizzo per percorsi pedonali o cicloturistici rappresenta la grande scommessa di amministratori lungimiranti.
Una stima dei ciclisti in città è stata fatta dai soci Fiab posizionando una telecamera a Ponte Pietra, dove nell'ora di punta fra le 7,30 e le 8,30 è stato calcolato che ogni 11 veicoli passano 3 biciclette, una sopravvivenza che concilia con la salute e che dovrebbe essere premiata da iniziative che rendano più facile e più sicuro muoversi in bicicletta anche in città.
«Intervenire è fondamentale», dicono concordemente gli Amici della bicicletta, «ma occorre essere attenti anche alla qualità dei percorsi: certe piste belle, ma prive di collegamento, sono destinate a restare deserte e prestarsi alle critiche di chi ritiene che i soldi siano stati spesi inutilmente».
A Bolzano la creazione di piste ciclabili è partita da un'indagine sul flusso dei ciclisti, sui cui tracciati si sono poi concentrati gli sforzi di un ciclo virtuoso.
Da noi è abbastanza evidente che gli interessi si concentreranno dalla città verso il lago, evitando una frantumazione di progetti che rischia di vanificare le risorse: «Aspettiamo solo un coordinamento politico di queste attese, perché ancora una volta la passione dei cittadini ha dimostrato di sorpassare e precedere i propri amministratori», concludono gli Amici della bicicletta.
Vittorio Zambaldo
1 tommasomoro 15/04/2010 11:36 19 commenti
fantastico! Forse smetterò di andare in carinzia alla ricerca di ciclabili, diSERVIZI lungo le cicalbili, di STRUTTURE CONVENZIONATE con i ciclisti...