Tulipa Australis
15/07/2010I fiori sono là. Di quasi duemila specie. La concisione della cronaca ci chiede di segnalare i 20 più belli. Ed ecco la scelta di Alessio Bertolli di Brentonico che li conosce tutti. È il direttore del Giardino dei Semplici a palazzo Baisi, l'autore con Filippo Prosser e Francesco Festi del libro sulla flora baldense:
Sassifraga del Monte Tombea. Saxifraga tombeanensis. Avvinta a pulvini (mensole) sulle rupi, fiori bianchi di porcellana alti 10 centimetri a cespi, cresce al confine fra Malcesine e Brentonico, in cresta, a Lastè di Tolghe ed a cima Valdritta, tra i 1600 e 2150 di quota. E' un endemismo internazionale, minacciato di estinzione. Ha un areale limitato alle Prealpi meridionali, dalla Corna Blacca (Brescia) al Baldo e ai monti a nord di Mezzocorona di Trento.
Cisto a foglie sessili. Cistus albidum. Arbusto mediterraneo la cui presenza baldense appare come relitto postglaciale; cresce alto un metro con fiori «stropicciati» a cinque petali a Torri, fra i 210 e 250, minacciato dal bosco e dall'espansione edilizia.
Carice candida. Carex baldensis. Una delle sette entità fanerogamiche insignite dell'aggettivo «baldensis». Cresce fra i 75 e 2110 di quota. Coin stupendi glomeruli «astratti» bianchi su steli altri 20-40 centimetri.
Ofride del Lago di Garda. Ophrys benacense. Orchidea stupenda, sembra un insetto. Si trova tra Nago e Torbole fra i 75 ed i 650 di quota su prati magri e asciutti e negli oliveti. A Malcesine raggiunge la bellissima località Fagiolo. Rarissima lungo l'Adige.
Tulipano montano. Tulipa australis. Splendido tulipano spontaneo dalla fioritura primaverile che sul Monte Baldo raggiunge il suo limite sud-orientale di crescita. La stazione baldense costituisce l'unica presenza per il Veneto, dietro il baito di Naole, unisca specie censita. Alta 30 centimetri con fiori gialli a sei petali di cui i tre esterni arrossati sul dorso. Scoperta nel 1995 da Daniela Zanetti di Cavaion, unica presenza nel Veneto.
Primula meravigliosa. Primula spectabilis. L'unica primula a fiori rossi, presente solo nella catena centrale fra i 1070 ed i 2150 metri. È una specie endemica delle Alpi centro-meridionali tra il Grappa e la valle dell'Oglio.
Campanula del Monte Baldo. Campanula petraea. Specie rupicola che rappresenta una delle poche entità endemiche esclusive della provincia di Verona. Sul Monte Baldo si può rinvenire sulle rupi strapiombanti all'imbocco della Valle dell'Adige. Fra i 250 e gli 850 di quota. L'unica campanula non azzurra ma glauca, fiorisce raramente e, subito dopo, muore.
Colchico di Spagna. Bulbocodium vernum. Specie dalla fioritura precocissima che nelle Alpi sud-orientali costituisce una vera e propria rarità. L'unica stazione sul Monte Baldo è di rilevante valore fitogeografico, entità a carattere steppico. La si trova a 900 metri sul monte Cornalè di Brentonico, ha fiori violetti vistosi e preferisce rupi e cenge esposte. Presente solo in altri 4 punti delle Alpi.
Alisso di Obir. Alyssum ovirense. Specie endemica illirica che sul monte Baldo raggiunge il limite occidentale di crescita ( 1930-1980), colonizza un solo tratto di ghiaione nella fascia alpina. Pianta strisciante nota solo sotto cima Valdritta dove è stata scoperta nel 1991. I fiori gialli sono riuniti a bocciolo di broccato.
Ranuncolo di Kerner. Callianthemum kerneranum. Il simbolo esclusivo della flora baldense dove cresce esclusivamente nelle zone più elevate della catena dal Monte Altissimo a Naole. Sulle creste da 1550 a 2115 m. Bellissimo cuscino di fiori a 10 petali glauchi e rosa è in copertina ai tre volumi della Flora Alpina della Zanichelli e alla «Flora Illustrata del monte Baldo» edito dalla Cassa Rurale di Brentonico nel dicembre scorso.
Peonia selvatica. Paenia officinalis. Sontuoso fiore rosso cremisi. alto anche oltre 70 cm. con pistilli gialli impiegata un tempo nella farmacopea ma con valenze anche tossiche, si trova su roccere, prati ed esce con foglie bellissime dalle crepe da 95 a 1815 di quota.
Giusquiamo nero. Hyoscyamus niger. Rimanda all'arte orientale, alto anche un metro lo si trova negli alpeggi tra m. 900 e 1450 di quota con fiori a corolla reticolata nocciola e fondo viola. Velenosissimo, con vari impieghi officinali.
Genziana maggiore. Gentiana lutea. Alta m70 cm fiori a grappolo gialli e foglie ovali di 20 cm che escono simmetriche dal fusto eretto, costella prati e pascoli dai 1015 ai 2050 di quota. Disseccata non va confusa col mortale Veratro (foglie simili, ma che escono a spirale dal fusto eretto). Assente in Lessinia. Specie officinale.
Ciclamino delle Alpi. Cyclamen purpurascens. Va dal lago ai 1825 di quota. Profumato, popola boschi e cespuglieti, ha foglie reniformi molto belle ed è specie officinale ma è molto velenoso se ingerito. Non va messo in bocca.
Aconito antora. Aconitum anthora. I fiori gialli sembrano elmi (come il suo consimile napello, blu, velenosissimo, era utilizzato dai pastori per curare gli animali. Specie a grappoli di steli, assai rara in stazioni erbose asciutte e in boschi radi della fascia montana. Si trova solo in Valfredda e all'Eremo di San Zen di Malcesine. Dagli 850 ai 1480.
Geranio argentato. Geranium argenteum. Alto 10 cm con foglie argentate e fiori rosati venati di violetto larghi 3 cm, cresce su suoli argillosi, rarissimi sul Baldo. E' abbondante a Costabella e in val del Parol a Nord dell'Altissimo. La fitta pelosità appressata delle foglie lo rende inconfondibile. È diffuso sull'Appennino settentrionale e in poche stazioni del margine meridionale delle Alpi dai 1840 ai 2120.
Gladiolo palustre. Gladiolus palustris. Stupendo, alto 50 cm ha i fiori cremisi solo da un lato, ha fioritura primaverile. Si tratta di un'entità strettamente palustre ma piuttosto legata a prati magri, asciutti e umidi. Sul Baldo è rarissima: è stata censita in sole tre are di crescita nell'areale confinario di Navene. Da 524 a 898 m.
Semprevivo irto della Vallagarina. Jovibarba globifera. Da un cuscino di seprevivum, quando decide di fiorire, esce un lungo getto, alto anche 40 cm che si apre a sfera con decine di fiori stupendi tra il rosso, il marron ed il rosa pallifdo. È esclusivo tra Preabocco e Maddona della Corona, e Sabbionara d'Avio in Trentino, cresce su rocce aride e pendii rupestri. Tra 350 e 850 di quota.
Centaurea con foglie di elenio. Leuzea rhapontica. Dai 1200 ai 1900 m. Alta fino a un metro con fusto eretto conclude in un capolino rosso vistoso di sette cm. Pianta assai caratteristica, tipica di versanti e di canaloni sassosi. Specie diffusa nel M. Baldo veronese, in quello trentino è molto più rara. Nell'erbario Aldrovandi (metà del XVI secolo) è conservato un suo reperto baldense.
Licnide fior di Giove. Lychnis flos-jovis. Dai 1200 1i 1900 m. Alta 50 centimetri ha fiori rossi a corimbi su calici lunghi bilobi. Specie inconfondibile per la densa lanosità biancastra delle parti verdi. Sul Baldo è nota per poche stazioni di crescita sul versante est del Monte Altissimo.
Infine: il giglio rosso di San Giovani, il martagone e la stupenda aquilegia alpina. Oltre alla Stella Alpina di cui il Baldo è tornato finalmente ricco: è forse il fiore su cui per primo si è puntato l'indice della protezione. L'inizio di una strada virtuosa.
B.F.