martedì, 22 maggio 2012

Chirurgia, Verona capitale

Chirurgia, Verona capitale

Il Polo della salute è in Borgo Trento

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Nuovo Polo chirurgico

30/11/2010In primo piano il paziente. Senza dimenticare la ricerca. Quindi le cure, la terapia intensiva e le trentatre sale chirurgiche. Oltre cinquecento posti letto, ventitré reparti (tecnicamente si chiamano Unità operative), trecento medici e mille professionisti sanitari. Per un investimento di oltre 212milioni di euro. Dopo duemila giorni di cantiere, l'ospedale di Borgo Trento abbandona i suoi vecchi padiglioni, dove soprattutto con gli interventi di chirurgia e i trapianti si è fatta la storia della medicina in Italia (qui, per dire, è stato realizzato, nel 1968, il secondo trapianto di rene di tutta Italia). Ora l'ospedale più grande del Veneto (con un totale di 1700 posti letto) scommette sul futuro. Lo fa con il nuovo Polo chirurgico intitolato a Piero Confortini, pioniere della chirurgia dei trapianti.
L'edificio avveniristico, sei piani da terra per sei anni di lavoro, viene inaugurato oggi e i primi reparti entreranno in funzione prima di fine anno. Una manciata di giorni necessaria per accentrare definitivamente nella nuova struttura le attività ancora distribuite nei diversi padiglioni che, prossimamente, verranno destinati ad altro uso ospedaliero.
Alta tecnologia, modernizzazione degli spazi, centralizzazione dell'attività operatoria, contiguità con il Pronto Soccorso, collegamento con le degenze chirurgiche sono i punti cardine attorno al quale si è sviluppato il progetto presentato alla Regione Veneto nel 2002, avviato nel 2004 e terminato nel rispetto di tempi e budget. Un ospedale nell'ospedale e un valore aggiunto per la salute del paziente che ora avrà a disposizione un unico edificio per la cura.
Sostanzialmente si abbandona il vecchio concetto delle isole-reparto, dislocate in singole unità indipendenti: il nuovo Polo raggruppa le sale operatorie, la terapia intensiva, le degenze, il Pronto Soccorso e la Piastra radiologica. Cinque in uno. Niente più reparti tradizionali, dunque. La cura diventa «polo»: i reparti sono organizzati in modo polispecialistico. Il filo conduttore di tutto il progetto è l'area omogenea e l'intensità di cura che prevede la suddivisione degli spazi ospedalieri non più per area di cura ma per i diversi livelli di gravità del paziente.
Anche gli ambulatori specialistici verranno attivati in prossimità dei reparti per evitare scomode trasferte fuori sede ai pazienti sia interni che esterni. Il monoblocco con la sua piastra chirurgica tra le più grandi d'Europa, (33 sale operatorie, 17 per la chirurgia generale, 10 per la chirurgia specialistica e trapianti e 6 per la chirurgia ambulatoriale) sarà il punto di riferimento per tutto il sistema sanitario del Veneto, soprattutto per gli interventi più complessi. Oggi, su oltre quattromila accessi giornalieri (ricoveri, interventi, prestazioni ambulatoriali), il 16 per cento riguarda pazienti provenienti da fuori regione.
«Il Polo chirurgico», conferma il direttore generale dell'Azienda ospedaliera integrata, Sandro Caffi, «resterà comunque l'ospedale di riferimento dei cittadini». Attualmente sono già entrati nel monoblocco gli ambulatori di Odontostomatologia e Otorinolaringoiatra. A seguire verranno trasferiti Gastroenterologia, Anestesia e Rianimazione, Cardiologia, Chirurgia generale, Chirurgia Toracica, Chirurgia Plastica, Neurochirurgia, Neurologia, Ortopedia, Oculistica, Urologia, Neuroradiologia, Radiologia, Pneumologia e per ultimo il Pronto Soccorso.

Silvia Bernardi



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