02/03/2011Peschiera. Altro esempio di stazione che funziona. Che pensa ai passeggeri, investe e offre loro servizi.
A Peschiera, il secondo scalo veronese dopo quello cittadino di Porta Nuova per flusso di utenti (1.750 persone al giorno), nel giro di un anno è stato risolto un problema non da poco: è stato installato l'ascensore per i portatori d'handicap, a disposizione anche di chi ha difficoltà motorie o, più semplicemente, di chi spinge carrozzine e passeggini.
Nel gennaio del 2010 titolavamo così il reportage dedicato a Peschiera: «La stazione funziona ma non per i disabili». Per raggiungere i binari, infatti, e pure i bagni pubblici, bisognava affrontare 34 gradini. Un ostacolo non da poco per chi vive seduto o fatica a camminare. La gente se ne lamentava. Ora c'è l'ascensore. Un sollievo per i tanti che da qui si spostano lungo una delle tratte più frequentate del nord, la Milano Venezia appunto, e un biglietto da visita importante per Fs dal momento che Peschiera, in estate, vede un incremento notevole dei passeggeri diretti al lago e ai parchi divertimento della zona: evitare l'accesso ai portatori di handicap era, in effetti, uno dei grandi «nei» della stazione. È stato risolto. E, già che c'era, Fs ne ha approfittato per dare una ripulita generale: le scritte che riempivano i muri della sala d'aspetto e i ripari lungo i binari, sono sparite. In generale, quindi, anche questo scalo, insieme a quello di San Martino Buon Albergo preso ad esempio per raccontare un caso «positivo» di politica ferroviaria, ad un anno di distanza continua ad essere il «fiore all'occhiello» del trasporto su rotaia a livello locale.
È la prova che, quando un luogo pubblico è presidiato, funziona meglio. E il servizio pure. C.F.