martedì, 22 maggio 2012

L'Arena ricorda Wojtyla

L'Arena ricorda Wojtyla

Un feeling speciale con i giovani

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Karol Wojtyla (1920-2005): domenica 1° Maggio sarà beatificato dal suo successore Benedetto XVI

28/04/2011I giovani e Giovanni Paolo II: un binomio indissolubile. Caratterizzato da spontaneità, battute, improvvisazioni, fuori programma. Come a Trento nel 1995 quando nell'incontro con i giovani, Papa Wojtyla, dopo la pioggia battente delle ore precedenti, aveva lasciato da parte il discorso preparato per improvvisare un dialogo. Sul filo conduttore della battuta in rima: «giovani oggi bagnati, domani forse raffreddati!»; a «chissà se i padri del concilio di Trento sapevano sciare» e «chissà se saranno contenti di noi»", fino a guidare il coro dei giovani roteando il bastone che già portava.
Salito sul soglio di Pietro, Karol Wojtyla ha immediatamente stabilito un rapporto speciale con i giovani, costruendo una nuova immagine di pontificato. «Ma quanto chiasso! Mi date la parola?», disse scherzosamente ma non troppo in una delle prime udienze, il 23 novembre del 1978, nella Basilica vaticana. «Quando sento questo chiasso», proseguì Giovanni Paolo II in quella occasione, «penso sempre a San Pietro che sta qui sotto. Mi chiedo se sarà contento, ma penso proprio di sì».
LE GIORNATE MONDIALI DELLA GIOVENTÙ. Da questo speciale feeling, scaturì soprattutto la decisione di istituire la Giornata Mondiale della Gioventù: forse nel 1984 né la Curia vaticano e neppure lo stesso Giovanni Paolo II si resero conto appieno dell'immensa macchina che stavano mettendo in piedi. La Giornata Mondiale, diventata presto in sigla Gmg, si è rivelata un'iniziativa straordinaria, che ancor oggi, a 27 anni di distanza, mobilita centinaia di migliaia di giovani.
Oltre un milione di ragazzi lo accolsero a Buenos Aires in Argentina nell'aprile del 1987 per il primo raduno mondiale che sotto il suo pontificato ha avuto cadenza biennale; centinaia di migliaia a Santiago de Compostela in Spagna nel 1989; un milione a Czestochowa in Polonia nell'agosto 1991; 300 mila a Denver in Colorado negli Usa nell'agosto del 1993. La cifra record di quattro milioni di persone fu raggiunta del gennaio 1995 a Manila nelle Filippine.
Poi furon un milione i giovani che si ritrovarono a Parigi nell'agosto del 1997; quasi due milioni a Roma per la Giornata Mondiale in coincidenza dell'anno giubilare, nell'agosto del 2000; 700.000 a Toronto, nel 2002 in Canada.
In quelle occasioni, Giovanni Paolo II non ha mai pronunciato discorsi facili. A Denver ad esempio, ha condannato con durezza le società permissive che consentono l'aborto e la contraccezione. A Roma ha spronato i suoi giovani interlocutori ad impegnarsi sul serio, senza paura. «Voi difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti», affermò di fronte all'immensa platea di Tor Vergata.
E poi gli incontri nelle parrocchie romane, sul filo dei ricordi e delle riflessioni. «Vi auguro di rimanere sempre giovani, se non con le forze fisiche, di rimanere giovani con lo spirito; questo si può ottenere e raggiungere e questo io sento anche nella mia esperienza. Vi auguro di non lasciarvi invecchiare; ve lo dico io, giovane vecchio e vecchio-giovane»(dicembre 1998).

Fabrizio Mastrofini



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