Emilietto Mirandola riceve le congratulazioni. FOTO DIENNEFOTO
17/05/2011Mirandola mette in fuori gioco il Carroccio
Giù la Lega nord, su il Pdl: è la legge dell'alternanza a Bovolone. Emilietto Mirandola (Pdl) è il nuovo sindaco, il terzo in cinque anni. È stato eletto con il 54,45%, ovvero 4.135 voti, più di quelli ottenuti da Riccardo Fagnani, il sindaco leghista uscente che aveva vinto nel 2009 con 3.921 voti (pari al 43,04%). Un risultato che spicca ancor di più in considerazione del fatto che la partecipazione al voto ha toccato il suo punto più basso. Un elettore su tre non è andato a votare, l'affluenza è crollata dal 78,04% del 2009 al 66,65% e 1.461 cittadini hanno disertato le urne.
Il conto più salato l'ha pagato questa volta la Lega, che ha dilapidato il patrimonio di voti che gli era piovuto addosso due anni fa: i 3.921 voti si sono ridotti a 2.162 e questo nonostante l'alleanza con due civiche di un certo peso, Città Futura (che aveva preso 1.434 voti nel 2009) e Bovolone Domani (che ne aveva avuti 1.275).
Le sorprese non finiscono qui. La sfida in famiglia Bertolini tra il padre Francesco, a capo di una civica «Centro sinistra per Bovolone» e il figlio Gianni, candidato del Movimento 5 Stelle, ha visto prevalere quest'ultimo. Gianni Bertolini ha preso l'8,5% dei voti, due punti in più rispetto al papa Francesco, e così è il Movimento 5 Stelle ad entrare in Consiglio, mentre il centro sinistra resta fuori.
Dal neo eletto Emilietto Mirandola arrivano parole pacate: «Credo che questa volta i bovolonesi abbiano votato più le persone che i simboli, hanno creduto al nostro messaggio, Bovolone aveva bisogno di stabilita. Gli elettori hanno puntato su persone credibili. Capisco l'astensione di molti, è segno del malcontento per come sono andate le cose negli ultimi tempi. La campagna elettorale è stata tranquilla, a parte i due volantini della settimana scorsa che non hanno influito sui risultati. Abbiamo una civica «Il cittadino di Bovolone" al nostro interno, perfettamente integrata, un gruppo di persone che non ha mai fatto politica prima d'ora. Nel complesso siamo una squadra compatta e monolitica».
Orfeo Pozzani, candidato sindaco nonché segretario della Lega nord, non si sottrae a una prima analisi del voto: «A volte è meglio una bella sconfitta che una brutta vittoria. Siamo stati noi i primi a voler andare al voto, i cittadini hanno deciso questo risultato e rispettiamo la loro scelta. Posso dire che ce l'abbiamo messa tutta, abbiamo pagato l'esito della scorsa amministrazione, quello che ci ha lasciato Fagnani. In campagna elettorale ho incontrato associazioni e imprese e ho avuto così occasione di rendermi conto di quanto i rapporti con i cittadini si fossero lacerati. Fagnani rappresentava la Lega, ci ha lasciato una eredita negativa e la Lega ha pagato il conto. I bovolonesi che incontravo in campagna non mi chiedevano il programma, mi chiedevano conto della passata amministrazione. Il Pdl ha approfittato della nostra debolezza, eravamo il gruppo da battere. Certo, avrei preferito un testa a testa. Speriamo che i vincitori riescano a resistere, ma sappiano che si sono dei problemi all'interno del Pdl, la lista che ha chiuso per ultima. Non erano d'accordo al loro interno. Sono comunque pronto a collaborare dall'opposizione».
Non nasconde la delusione Francesco Bertolini: «Il 6,5% è poco, ringrazio comunque chi ha votato per il centrosinistra. Non era facile, in un paese orientato da sempre a destra. Ci ho messo la faccia, ero alla prima esperienza in politica, ho sempre fatto altre cose. A mio figlio è andata meglio: li ho visti preparati e convinti, sono stati premiati».
Il figlio Gianni, al contrario del papà, ha deciso proprio di non metterci la faccia. Sul suo manifesto elettorale era infatti fotografato di schiena sotto lo slogan «Noi ci mettiamo le idee»: «Siamo noi la terza forza, la vera alternativa alla Lega e al Pdl in Consiglio. Abbiamo preso il 2% in più, nonostante mio padre sia molto più conosciuto di me. Abbiamo speso 1.200 euro, tutto autofinanziati. Facciamo politica senza soldi, abbiamo testimoniato come si fa».
Francesco Vicentini, di Progetto Nazionale, si è fermato al 2,26%: «In fondo tutto bene come prima esperienza. Siamo stati gli unici ad avere i cartelloni rovinati da scritte. Progetto Nazionale preferisce inserire propri iscritti in altre liste, ma qui abbiamo deciso di andare da soli. Era l'occasione per gettare le basi di un partito di destra, siamo contenti lo stesso».