Urne chiuse, iniziano le operazioni di scrutinio
17/05/2011Prefettura deserta. Nessun rappresentante di partito ieri pomeriggio era presente a commentare «dal vivo» i risultati del voto che pian piano emergevano dallo scrutinio delle schede. Il bilancio generale è che nei 20 Comuni veronesi in cui è stata rinnovata l'amministrazione, a «vincere» sono stati in primis i dieci sindaci uscenti, premiati dagli elettori sulla base del lavoro svolto in questi cinque anni; il Pdl ha portato a casa 11 Comuni, il Pd 2 e la Lega 4. È un dato importante: i veronesi hanno scelto la continuità privilegiandola soprattutto rispetto alle alleanze «alternative» risultate poco chiare e decifrabili. Dove i partiti si sono presentati da soli, rinunciando alle storiche coalizioni, hanno fallito; dove addirittura lo stesso schieramento si è «rotto» appoggiando per metà il candidato di una lista e per metà quello di un'altra, anche lì il bilancio è stato rovinoso; dove infine la proposta era mista con liste civiche appoggiate trasversalmente da centrosinistra o centrodestra, lì è stata premiata la persona, al di là del colore e del partito.
A sentire i portavoce locali di Pdl, Lega e Pd sono «in linea generale» (lo usano tutti) soddisfatti, nessuno - dicono - ha realmente perso e nessuno ha sbagliato. C'è qualcosa da sistemare e aggiustare in vista soprattutto delle comunali di Verona ma, pare di capire, questo è stato il banco di prova da cui uscire maggiormente rafforzati per gli appuntamenti futuri.
Alberto Giorgetti, coordinatore regionale del Pdl, critico con gli alleati lo è. «I risultati nel Veronese», spiega, «per noi "in linea generale" sono buoni, possiamo ritenerci soddisfatti di quanto siamo riusciti a portare a casa. Anche le liste civiche di centrodestra hanno centrato l'obiettivo, sono i casi ad esempio di Grezzana, Bovolone e San Pietro di Morubio. Vuol dire che il Pdl è saldo sul territorio, bene organizzato e riconosciuto dagli elettori. Dove la Lega si è svincolata e ci ha sfidato, invece, ha perso, uscendo danneggiata dal braccio di ferro. Che significa? Che dove ci siamo presentati separati», commenta Giorgetti, «nella maggior parte dei casi non ce l'abbiamo fatta quindi il centrodestra deve rimanere unito se vuole vincere altrimenti rischia grosso. La lezione per il futuro, da queste amministrative, è chiara: maggior compatezza e uomini fidati».
Anche l'onorevole Aldo Brancher, coordinatore provinciale del Pdl, punta il dito contro la Lega: «Come Pdl non possiamo che essere felici del risultato, personalmente sono soddisfatto. Da una verifica interna è risultato che sui 20 Comuni al voto, in 11 abbiamo vinto come Pdl mentre a Tregnago ce l'abbiamo fatta insieme alla Lega: bisogna proseguire sulla strada dell'unità, obiettivo che mi sono posto e al quale lavoro da settembre. È necessario tornare a fare insieme il percorso, è una scelta irrinunciabile anche in vista delle comunali di Verona». Poi, la stoccata: «Insieme ai leghisti potevamo vincere di più: a Garda, Colognola, Cologna e Grezzana, per esempio, non hanno voluto allearsi con noi e hanno scelto di correre da soli. Perchè? Perchè erano sicuri di superarci dappertutto, invece no, e adesso hanno avuto la prova che i personalismi non pagano». Morale di Brancher: «Un po' di umiltà fa bene a tutti, a cominciare da me».
L'onorevole Matteo Bragantini non ci sta. Il segretario provinciale della Lega cassa le critiche politiche fatte in casa Pdl. «Non condivido l'analisi di Giorgetti e Brancher. E, tutto sommato, "in linea generale" sono contento: abbiamo quattro nuovi sindaci, in altri quattro paesi, per esempio a Nogara e Bonavigo, abbiamo perso davvero per pochi voti e lì si deve proprio parlare di sfortuna; dove invece la sfida era con candidati che si sono presentati per fare il bis tipo a Isola della Scala, Garda e San Pietro di Morubio era molto difficile riuscire a spuntarla perchè gli elettori hanno riconfermato gli amministratori uscenti. Quindi», sospira Bragantini, «il bilancio non è negativo come alcuni vogliono far credere. Anzi: dove la Lega sulle schede era presente in modo chiaro, con il suo simbolo ben leggibile, lì ha avuto successo. Noi alla limpidezza ci teniamo e vogliamo che la gente capisca con chi ha a che fare. Il Pdl, invece, no: a Grezzana era in due liste differenti». Bragantini conclude: «La Lega non sta perdendo terreno e, per convincersene, basta guardare cos'è successo nelle grandi città: a Bologna abbiamo registrato un ottimo risultato, a Milano rispetto alle precedenti amministrative abbiamo preso più voti guadagnando 5 consiglieri rispetto all'unico che avevamo e anche a Treviso abbiamo preso importanti punti percentuali».
In casa del Pd, il segretario provinciale Vincenzo D'Arienzo parla di «sofferenze qua e là». «Abbiamo dato il nostro appoggio a Povegliano, Bevilacqua, Bonavigo, Badia Calavena e Affi, tutti in mano al centrosinistra», fa l'elenco, «e ce la siamo cavata bene anche nelle terre difficili di Belfiore, Castagnaro e Tregnago. Significa che il radicamento politico del Pd prosegue, va avanti e che il nostro ruolo in questa tornata elettorale è stato centrale». Poi, la spina nel fianco: «Sì, abbiamo punti di sofferenza sui quali è necessaria un'approfondita analisi: a Nogara e a Bovolone le cose sono andate male e bisogna ricostruire la fiducia e il senso di appartenenza al partito della gente». D'Arienzo va oltre: «Diciamo che le alleanze insolite non sono state premiate, come a Cologna e a Garda, dove invece abbiamo corso in modo caratterizzante, abbiamo ottenuto buoni riscontri: in molte alleanze il Pd è stato centrale e dove l'ha gente l'ha potuto vedere e capire, lì abbiamo portato a casa la fiducia». Come la Lega, anche il Pd deve fare i conti con una performance non del tutto entusiasmante: «Un grande dispiacere», ammette il segretario, «me l'ha dato Buttapietra: lì avevamo una grande opportunità e non siamo riusciti a sfruttarla; tutti i partiti, dal Pdl alla Lega, ne sono usciti con le ossa rotte».
Stefano Valdegamberi, consigliere regionale dell'Udc, canta il suo peana: «A Badia è stata premiata la buona amministrazione di Ermanno Anselmi. Mai avrei pensato che il mio piccolo paese diventasse meta di pellegrinaggi dei più importanti big del Pdl e della Lega, super politici che, come tromboni stonati, hanno suonato uno spartito sbagliato lanciando strali contro il sindaco uscente e il sottoscritto. Sono stato accusato di incarnare tutto il male possibile per la Val d'Illasi: il voto popolare, invece, ha nuovamente premiato l'amministrazione uscente, riconoscendone l'efficacia per la tutela del territorio. Consiglio i super big di cambiare registro per la prossima volta. Gli attacchi personali, "in linea generale", non pagano mai».
1 Andrea78vr 18/05/2011 09:58 959 commenti
Complimenti a coloro che hanno vinto e spero che faranno l opposto di quello che fanno giu a Roma che promettono e poi non mantengono altrimenti anche qui nel Veronese capiterà come a Milano !! Secondo la mia visuale di elettore meglio che coloro che si danno da fare mettano su liste civiche basate sulla persona e non sui partiti e vedrete che otterrete molti piu voti , ormai i partiti romani perdono voti e non se ne accorgono