domenica 26.05.2013 ore 09.05

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Blog - Giovani e lavoro

Giovani e lavoro

Alessia ha aperto la strada. Ha detto in poche parole ciò che i politici non hanno la dignità di ammettere: essere giovani, studiare, applicarsi nella speranza di ottenere un’occupazione dignitosa e stabile, oggi è un salto nel vuoto. Serve coraggio, assai più di ieri. Già altri hanno scritto a redazioneweb@larena.it per raccontare le proprie storie. Noi teniamo aperto questo canale: perché, talvolta, è meglio ascoltare che parlare.

LA LETTERA DI ALESSIA E IL COMMENTO DEL DIRETTORE CATTANEO
Caro direttore, mi chiamo Alessia e vi scrivo perché vorrei raccontarvi quello che succede a me a Verona. Ho 26 anni, neolaureata. Ho abitato 5 anni all'estero, lavorando come cameriera, facendo stage, lavando piatti, e ancora facendo corsi pagati con i soldi che ho risparmiato negli anni. In 10 anni esattamente. A 16 anni infatti avevo già il sogno di andare a lavorare all'Onu a Ginevra e allora dopo la scuola, correvo in un negozio a lavorare e il sabato e la domenica facevo servizi extra come cameriera. Così mi sono guadagnata i soldi che mi hanno permesso di pagarmi l'Università, l'Erasmus, i corsi di lingua all'estero (ho abitato in 7 Paesi diversi). Fino a che si realizza il sogno: uno stage gratuito a Bruxelles e uno a Ginevra presso l'Onu. Prendo i miei ultimi soldi risparmiati e vado a vivere a Ginevra. Finito lo stage torno a casa e mi laureo. Da quel momento il nulla. Nessun lavoro, nessun contratto. Mi chiedono di lavorare in un bar due ore al giorno. E io vado. Fino a che mi inviano un sms per dirmi che non servo più perché sono arrivati i controlli ed io , beh non ero in regola. Mi ritrovo senza lavoro e senza copertura sanitaria di cui pure avrei bisogno. Da allora ogni giorno telefonate anche umilianti per sperare di lavorare come cameriera per 6 euro l'ora. Ma non ho mollato e mi sono iscritta ad un altro corso. Corso che oggi non posso più pagare (380 euro). Beh, parlo quattro lingue, ho pelato patate in Irlanda e in Francia per avere un futuro migliore. Ora mi ritrovo senza sogno, quello che ho coltivato per tanti anni e che mi rendeva così determinata. Mi ritrovo senza soldi sufficienti, anche solo per emigrare. Non posso progettare. Che si dice in questi casi? Chiedo a voi
Alessia

Cari lettori, la lettera di Alessia vale più di molte analisi su questa crisi. Dietro ai numeri e alle statistiche, a parole come spread e debito, ci sono le troppe storie come quella di questa giovane. Eccoli, in tutta la loro drammaticità quotidiana, i frutti avvelenati degli errori dei nostri governanti. Ecco i guasti di un sistema inefficiente e corrotto fatto di sprechi e privilegi. Alessia ci chiede cosa si dice in questi casi. Vorrei risponderle che si sta cambiando. Che in molti sono al lavoro per dare nuove speranze ai nostri figli. In parte è vero, ma il dibattito ipocrita a cui assistiamo mi frena. Resta però la determinazione e il coraggio di Alessia. E questo sì, è un grande segno di speranza. Il più grande. Per lei, ma anche per tutti noi. Non mollare.
Maurizio Cattaneo
Chi vive altre storie come quella di Alessia scriva al nostro sito www.larena.it

26/06/2012 | 13:03
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Giorgia: «Insegnatemi un mestiere»

Caro Direttore, a conclusione della lettera di Alessia ha scritto una frase che mi ha dato il coraggio di scriverLe. Cosa succede a Verona? Cosa succede nel mondo che è sempre più paese? Siamo giovani, siamo inesperti e quando non lo siamo (perché ci siamo laureati con sacrificio, abbiamo collezionato esperienze formative, abbiamo viaggiato) annaspiamo in una selva di stage non retribuiti e porte chiuse in faccia. I miei genitori mi raccontavano di quanto era difficile trovare un lavoro, trovare le basi per un futuro solido. Ebbene, se  una volta .......
26/06/2012 | 13:04
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Colloqui a Verona, come si vive dall'altra parte della scrivania

Egregio Direttore, scrivo questa lettera per raccontare una, la mia, esperienza di tutto questo gran parlare di lavoro, disoccupazione, giovani, crisi, assunzioni e licenziamenti; già, proprio dalla prospettiva di un aspirante seduto dall’altra parte della scrivania, ben vestito, pettinato che stringe tra le mani il riassunto della propria vita e con il cuore strozzato in gola. Le mani inumidite dalla tensione e la gamba irrequieta che si muove rapida su e giù. Lì seduto in attesa, con un nervosismo che sicuramente farà balbettare, esitare ed arrossire, smarrire termini e sbagliare .......
26/06/2012 | 13:07
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Irene: «Il lavoro non viene a cercarti»

Nel leggere le lettere di Alessia e Claudio, non ho potuto non immedesimarmi. Ho 24 anni, e confermo che essere giovani oggi è il mestiere più difficile da praticare. Vorrei però invitare tutti gli indignati dalla situazione a visitare Gardaland, Movieland, o il teatro Filarmonico, Romano, l'Arena, i musei della città. Quanti giovani vedete lavorare? Quanti ragazzi che rinunciano alle vacanze, ai divertimenti estivi, per guadagnarsi qualche soldino? Chiedete loro qual è il titolo di studio che hanno conseguito, e in molti, moltissimi, vi risponderanno "Laurea". Certo, il lavoro che .......
26/06/2012 | 13:08
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Marco: «Sono tornato, devo farcela qui»

Non e' la prima volta che leggo lettere come quella pubblicata dal vostro quotidiano sotto il titolo «Grazie Alessia per il tuo coraggio», o che sento di prima persona storie simili. Eppure ogni volta mi colpiscono perche' vi riconosco parte della mia attuale situazione esistenziale.
Mi laureai a Padova ormai sette anni fa, ma quella laurea, a parte qualche breve esperienza di copywriter, non mi e' servita mai a nulla. Devo essere riconoscente alle insistenze di mia madre, che mi aveva spinto a frequentare il Conservatorio di musica qui a Verona, .......
26/06/2012 | 13:08
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Paolo: «Lavoro a Monaco, Verona non dà peso al merito»

Mi chiamo Paolo, sono un veronese di 29 anni che 2 anni fa ha maturato l'idea di abbandonare l'Italia e trasferirsi in Germania, per l'esattezza a Monaco di Baviera. Dopo aver concluso l'Università (laureato in corso con pieni voti in Economia e Commercio), ho lavorato per un'importante banca.
L'Italia, e pure Verona, mi sono poco a poco diventati stretti, così bloccati soprattutto dalla mancanza di vera meritocrazia, che permettesse davvero a chi si impegna di emergere. Ho così iniziato a ripassassare tedesco e ad approfondirne la conoscenza, desideroso di una .......
26/06/2012 | 13:09
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Luca: «Metereologo in Svizzera, ma in Italia non c’è posto»

Mi sono ritrovato a lavorare all'estero quasi per caso. Ma ora sarà veramente dura rientrare in Italia, e non solo per l'aspetto economico, ma anche e soprattutto per la motivazione al lavoro. Ho ottenuto la laurea triennale in Italia, e di sicuro si è trattato di un'ottima formazione, come poi ho avuto modo di realizzare quando ho studiato per il master in Inghiltera. Ho ottenuto un dottorato in Svizzera, e ho lavorato come ricercatore per altri due anni sempre in Svizzera nel Canton Ticino. Guardo costantemente alle offerte di lavoro .......
26/06/2012 | 13:10
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Stefano: «Ho 45 anni e il lavoro per me è un miraggio»

Ciao. Mi chiamo Stefano e vivo da sempre a Verona. Ho 45 anni e da più di 3 vivo con l'ansia di un futuro incerto e quasi inesistente, e non intendo solo un futuro lavorativo, ma anche personale. Ma vi racconto con ordine.
Anni fa (circa una quindicina) ho iniziato a lavorare come Magazziniere presso un'Azienda Manifatturiera che ha poi chiuso per fallimento. Da li è partita la mia passione per questo lavoro. Negli anni successivi mi sono fatto tutti i tipi di corso (antincendio, antinfortunistica, programmi gestionali, etc.) per .......
26/06/2012 | 13:12
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Giada: «Io, criminologa beffata dalla riforma»

Sono quasi le due di notte e, come al solito, non riesco a dormire per i troppi pensieri che attanagliano la mia testa in questo (lungo) periodo. Decido di navigare un po’ su internet e capito sulla pagina de «L’Arena». Vedo in primo piano la lettera di Alessia, la leggo e penso: «Allora esiste ancora qualcuno disposto ad ascoltare il "grido silenzioso" di noi giovani laureati precari, senza lavoro e, probabilmente, senza futuro, con un pezzo di carta in mano (tempi burocratici permettendo, visto che la tanto sospirata pergamena impiega .......
26/06/2012 | 13:13
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Claudio: «Mi dicono "prendi una vera laurea!"»

Scrivo dopo aver letto la lettera di Alessia da voi pubblicata. Ho 22 anni e da sempre ho desiderato lavorare nel settore della cooperazione internazionale o in organizzazioni internazionali. Ho quindi indirizzato i miei studi in questo senso. Mi sono laureato in due anni e mezzo in Scienze Politiche e delle relazioni internazionali, ho studiato un anno a Bruxelles, ho partecipato ad un Erasmus IP in Polonia, sono stato 3 mesi in Kenya a mie spese con una Onlus per poter fare esperienza ed acquisire competenze più «tecniche» del settore .......
26/06/2012 | 13:13
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Alessio: «Mai perdere la speranza»

Leggevo proprio oggi in prima pagina del vostro quotidiano la bella lettera di Alessia pubblicata con il titolo «Grazie, Alessia per il tuo coraggio», seguita dall'interessante commento di Maurizio Cattaneo: non ho potuto non ricollegarmi spontaneamente a quanto avevo scritto nel primo capitolo del mio saggio autobiografico «Non ho più il lavoro (le parole, quelle ancora sì)»...
Capisco ovviamente lo scoramento di Alessia, e condivido il «non mollare» nel finale del commento: mai smettere di credere in sé stessi, ed è questo proprio il punto di vista che io porto .......