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Catullo, polemiche sulla trasparenza
Passeggeri all’aeroporto Catullo
27/02/2012Verona. «Siamo passati da una gara d'appalto pubblicata sul sito ufficiale dell'aeroporto a un affidamento agli amici associati della Confcommercio di cui il presidente della Catullo è pure presidente provinciale». Rincara la dose il consigliere comunale e regionale Stefano Valdegamberi dopo la risposta fornita dal presidente Paolo Arena alla interrogazione che il consigliere presenta al sindaco Flavio Tosi, che è socio della Catullo spa. Arena si è giustificato spiegando che si tratta di un servizio per un punto di ristoro che non va messo a gara, ma di una subconcessione. Inoltre l'affidamento è temporaneo, probabilmente per coprire un periodo di emergenza. Il servizio era svolto dalla Marco Polo food di Venezia (lavora anche per Save) che lo ha sospeso «per scarsa redditività» e l'atto transattivo è stato definito «solo il 16 dicembre 2011», una data che coincide casualmente con l'uscita di scena dell'ex direttore generale Massimo Soppani (ex Save). Valdegamberi sottolinea che «la mancata gara o selezione non pare un esempio di trasparenza da parte di una società che sta bruciando risorse pubbliche, frutto delle tasse dei cittadini. Arena parla di una ricerca di mercato. Ma quale? Quella tra gli amici? Perché gli altri non hanno avuto il diritto di partecipare visto che non si tratta solo di un punto di ristoro anche anche del catering e della ristorazione? Gli altri, che pagano pure loro le tasse e quindi la ricapitalizzazione del Catullo, perché non sono stati invitati? E perché non viene comunicato, visto che si parla tanto di trasparenza, il costo di questo servizio affidato direttamente?». Il consigliere dell'Udc sottolinea poi un altro aspetto in merito all'assunzione del nuovo responsabile del personale Nicola Cattozzo: «La società Catullo comunica con grande risalto di aver individuato il nuovo responsabile delle risorse umane, ma in uno scalo aeroportuale con difficoltà enormi come il nostro, non sarebbe il caso di puntare di più sul commerciale? È vero che c'è un nuovo responsabile di questo settore? Il nuovo cambio però non è stato comunicato. E costui ha la stessa esperienza del nuovo capo del personale, visto che nel commerciale si decide il business dell'aeroporto?». Ma a proposito del nuovo capo delle Risorse umane Valdegamberi aggiunge: «Peccato poi che questo esperto, presentato come top manager migliore di tutti, secondo quanto risulta a Trieste ha avuto un contenzioso per motivi disciplinari con la sua azienda, la Trasporti Trieste, davanti alla Direzione provinciale del lavoro per assenza dal posto di lavoro. Mi auguro che quanto assicura il Catullo sia vero». «Stop alle polemiche sul Catullo», dice invece l'avvocato Michele Croce segretario de L'Officina (Pdl) che sollecita il presidente Arena a «avanzare proposte concrete». «Gli interrogativi ci sono sempre e siamo stati i primi a denunciare le inefficienze - gravi, plurime e ingiustificabili - che da anni gravavano sul Catullo. Ora finalmente ci sono le indagini della Procura: gridare ancora allo scandalo non ha più senso. Anzi è dannoso». Secondo L'Officina la politica dovrebbe provvedere a nominare «un temporary manager con compenso legato ai risultati e verifica al 31/12; elaborare il piano industriale del Catullo e del D'Annunzio e presentazione pubblica ai soci, alle banche, agli investitori, che comprenda necessariamente la cessione maggioritaria delle quote e della gestione dello scalo bresciano e la progettazione di una linea di collegamento veloce tra il Catullo e la città». Per Croce «il tempo è oramai scaduto. È l'ora di agire».
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1 fateviprendereingiro 27/02/2012 16:14 248 commenti
Il Catullo non e' solo un intreccio di voli nazionali ed internazionali, ma soprattutto un rapporto di amicizie di stampo mafioso veneto tra politici, ex politici, pseudo politici, ex dipendenti di uffici pubblici, amicizie furbe (poco furbe) e scambi di favori. Vediamo se per una volta qualcuno riuscira' a fare veramente chiarezza o se il tutto verra', come spesso accade, messo in qualche armadio nella speranza che l'opinione pubblica dimentichi.