martedì, 22 maggio 2012

Il caso Catullo

Il caso Catullo

Fumata nera al Catullo, si va allo sciopero

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Aeroporto Valerio Catullo

25/01/2012Verona. Trattative rotte e sciopero imminente. L'incontro che si è svolto ieri pomeriggio in Prefettura tra sindacati e la delegazione della società di gestione dell'aeroporto Catullo sulla posizione di alcuni lavoratori di Avio Handling - società controllata che gestisce i servizi di assistenza a terra - non si è concluso come sperato.
Ancora lontane le posizioni delle due parti in causa al punto che, nonostante la mediazione del capo di gabinetto Alessandro Tortorella, non è stato possibile raggiungere un'intesa.
Al centro della querelle, l'assunzione a tempo determinato (fino a fine febbraio attraverso un'agenzia interinale) di 15 persone, che si occupano dei servizi di check-in, rampa e centraggio, cioè il bilanciamento del peso degli aeroplani.
Assunzioni sempre accolte di buon grado in periodi di crisi occupazione come l'attuale, se non fosse che questi dipendenti sono tenuti a rispettare un orario giornaliero spezzato: ciò significa che le 8 ore di lavoro iniziano alle 5,30 e finiscono alle 9 per poi riprendere, dopo una pausa di 5 ore, e terminare alle 19,30.
Veri e propri turni di lavoro, secondo i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che hanno definito queste assunzioni «costose, inutili, contrarie alla dignità umana e potenzialmente pericolose per la sicurezza dei lavoratori».
Ieri, in presenza del direttore amministrativo dello scalo veronese Paolo Cavaliere e di Massimo Gasparato, responsabile delle relazioni industriali di Confindustria, i sindacati hanno chiesto di introdurre orari continuativi per andare incontro alle esigenze dei 15 neoassunti ed evitare che alcuni di loro siano costretti a trascorrere la pausa dormendo in auto.
Ma i vertici della società sono rimasti fermi sulle proprie posizioni e la trattativa è saltata.
La pace sindacale, sigillata dall'accordo del 2 dicembre scorso, ha avuto dunque vita breve. L'intesa allora raggiunta mirava ad applicare forme organizzative diverse per una maggiore produttività aziendale, anche attraverso la flessibilità degli orari di lavoro ma concordati con i sindacati.
Un mese e mezzo dopo, le due parti tornano a scontrarsi, i lavoratori sono nuovamente in stato d'agitazione e lo sciopero, la cui data non è ancora stata fissata, è ormai alle porte. M.Tr.



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