Crescono i passeggeri del Catullo ma i conti sono in rosso
10/12/2011Via libera della Giunta comunale a un'altra tranche di aumento di capitale dell'aeroporto Catullo, pari a 760mila euro. Già deliberato dal Consiglio di amministrazione della società il 28 luglio scorso la somma totale è di due milioni 640mila euro, finalizzata a realizzare gli investimenti previsti dal piano industriale 2010-2014 lo stanziamento era stato rinviato perché Palazzo Barbieri attendeva di introitare i soldi dalla vendita delle quote della Fiera di sua proprietà. Quest'ultima operazione è andata in porto (26 milioni nelle casse comunali) e ora si potrà procedere.
In pratica, con il provvedimento passato ieri in Giunta, Palazzo Barbieri esercita il diritto di prelazione per le azioni della società rimaste inoptate (su cui cioè gli altri soci del Catullo non hanno esercitato il diritto di opzione) alla data del 31 ottobre 2011. Il Comune ha deliberato contestualmente di monitorare a cadenza periodica l'andamento della società Catullo di Verona-Villafranca «in funzione della necessità che quest'ultima provveda tempestivamente al riequilibrio dei conti aziendali e concretizzi gli investimenti previsti dal piano industriale», dice il provvedimento.
Al primo semestre 2011 il risultato gestionale del Catullo, come risulta da una relazione svolta dal Comune sull'andamento della società, «evidenzia una perdita di 8,8 milioni, in peggioramento di 2,4 rispetto alla perdita registrata nel corrispondente periodo dell'anno precedente». Al 30 giugno scorso, inoltre, «per quanto riguarda la situazione finanziaria, il gruppo al 30 giugno 2011 presenta debiti verso banche per 45 milioni circa, in attesa di consolidamento a medio lungio termine, al quale va aggiunto un debito verso l'erario di 13,2 milioni (17 entro l'anno) per addizionale comunale incassata e non ancora versata». E ancora, «si prospetta la necessità di procedere entro la fine dell'anno alla ricapitalizzazione della società Avio Handling». E infattinei giorni scorsi è stata ricapitalizzata con tre milioni.
«Il presupposto dell'aumento di capitale è che noi riteniamo strategico per Verona avere una aeroporto, che non può andare alla deriva e pertanto lo sosteniamo in maniera convinta», dice l'assessore agli enti partecipati, Enrico Toffali. Ieri L'Arena (oltre a riportare notizie sul caso dell'area Calzoni, che sarebbe dovuta servire per un parcheggio ma che ora la dirigenza del Catullo non vuole più comprare perché non c'è copertura finanziaria) riferiva dell'ipotesi di alcuni soci per risanare l'aeroporto, viste le perdite dello scalo di Brescia-Montichiari (7 milioni l'anno, a fronte di investimenti per 19,7 milioni). Creare cioè una «bad company», in pratica scorporare il ramo meno virtuoso creando una nuova società di gestione, Catullo, in cui immettere i soldi dell'aumento di capitale e cercare partner internazionali. Si parla di operatori cinesi, interessati al cargo a Montichiari, ma anche di tedeschi per i passeggeri al Catullo. Toffali: «Scorporare il ramo virtuoso da quello che funziona meno per rilanciare la gestione è un'ipotesi da valutare, ma saranno i soci a doversi esprimere».
Intanto, il segretario e consigliere provinciale del Pd, Vincenzo D'Arienzo, interviene con una nota nel dibattito sul futuro dell'aeroporto, avviato dall'inchiesta de L'Arena. «Il Pd crede che il Catullo sia un grande valore per il territorio e il turismo, ma quanto emerso sullo stato dei conti dello scalo, aggravato da scelte incomprensibili, non è per noi una novità», commenta. «Non ci fermiamo al "l'avevamo già detto" perché una cosa ci stupisce: poiché i bilanci erano a conoscenza dei soci, possibile che fino a ieri nessuno ha avuto nulla da dire?». D'Arienzo aggiunge che «già nel 2009 avevo lanciato un segnale d'allarme, ai soci e pubblicamente. Le consulenze e alcune scelte strategiche non convincevano già allora. Ricordo chiaramente che alcune sollecitazioni erano contenute nelle note di bilancio e nelle relazioni dei revisori del conto, ma nessuno si è mosso. Sono sicuro che se i soci veronesi Comune, Provincia in primis avessero alzato la voce già allora, probabilmente le cose oggi sarebbero diverse».
Conclude D'Arienzo: «Grazie alla nuova dirigenza, oggi leggiamo di situazioni meritevoli di ulteriore approfondimento, oltre la politica, per intenderci. Da questo punto di vista rinnovo la disponibilità del Pd a sostenere eventuali azioni di responsabilità nei confronti di chi ci ha portato fino a questo punto».E.G.