martedì, 22 maggio 2012

Festival del Cinema africano 2011

Festival del Cinema africano 2011

Vince il Kenya delle baraccopoli narrato da Collet

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Una scena di Togetherness Supreme| La locandina del film vincitore | La locandina di Ithemba

21/11/2011 Si è concluso ieri sera, con il consueto appuntamento al Cinema Teatro Stimate per le premiazioni, il XXXI Festival di Cinema Africano di Verona. Edizione premiata da un'eccellente affluenza di pubblico, che ha confermato la forza di questo evento prezioso non solo per il panorama culturale cittadino ma a livello nazionale. Il compito di scegliere le pellicole più meritevoli, vista la qualità media dei titoli, di anno in anno compattamente più alta, è arduo e oneroso. A vincere, idealmente, è tutta la cinematografia di un continente giovane, vitale, che pretende il proprio peso legittimo a livello internazionale. Un continente che non si arrende e che ha molto da dire, incluse alcune lezioni alle quali l'occidente, per convenienza, vorrebbe fare orecchie da mercante.
La giuria ufficiale, composta dal critico cinematografico, giornalista e docente universitario Giancarlo Beltrame, dal poeta, fotografo e regista Cleophas Adrien Dioma e dalla produttrice Annabelle Alcazar, ha decretato la vittoria del kenyota Togetherness Supreme, di Natahan Collet. La motivazione: «Il film propone una storia molto potente ambientata in Kenya, ma che probabilmente riflette i problemi dell'intera Africa. Ci immerge nelle vite e nelle emozioni degli abitanti di Kibera così come sono nella realtà. È molto ben girato, con un cast eccellente e una storia avvincente e ben raccontata». Menzione speciale al bellissimo Voyage à Alger: «Un film che mette in luce il ruolo fondamentale delle donne nella lotta di liberazione dell'Algeria e racconta le loro difficoltà in un Paese che si evolveva in un modo diverso dalle loro speranze».
Il miglior documentario è il commovente Ithemba: «Un film che, senza nascondere la dura condizione della disabilità, con la forza del ritmo e della musica trasmette gioia di vivere e - come dice il titolo stesso - speranza. La vita è più forte di qualsiasi handicap. La giuria si augura che il premio in denaro sia devoluto dalla produzione ai ragazzi protagonisti della storia narrata». Menzioni speciali a Forgotten Gold e Subuwke, a Great Soul.
Miglior cortometraggio all'algerino Garagouz: «Il viaggio di un burattinaio e di suo figlio attraverso l'Algeria rurale di oggi diventa la metafora di un Paese dove la primavera deve ancora arrivare». Menzioni speciali a Les Sabres (Burkina Faso) e Precipice (Ghana): «Due interessanti sperimentazioni di utilizzo di stilemi narrativi tipici del cinema occidentale applicati a storie profondamente africane».
La giuria della sezione Viaggiatori e migranti, composta da Carlo Castiglioni, Issa Diallo e Francesca Mischi, ha decretato il trionfo di Ba ye ka ye, dei registi Cleophas Adrien Dioma e Alessandro Ceci. Menzione speciale a Le due storie di Adama, di Annamaria Gallone. Il premio Nigrizia è stato assegnato all'ottimo 18 Jours, una delle pellicole più interessanti viste quest'anno; cronaca corale dei moti di Piazza Tharir. Il Premio scuole è andato a Black gold, il film che ha aperto la rassegna e che si è aggiudicato anche il premio del pubblico. A Creating the blackness of Africa, invece, il Premio Associazione studenti africani Verona.