martedì, 22 maggio 2012

Speleolessinia 2011

Speleolessinia 2011

In 3.500 da tutto il mondo per la tutela delle grotte

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L’ingresso della cavità della Spluga della Preta, a cui è dedicato l’evento Speleolessinia 2011 che s’intitola infatti «In Preta al panico»

27/10/2011Un'invasione pacifica degli esploratori degli abissi e studiosi dei mondi sotterranei, abituati a strisciare al buio, catalogare rocce e anche ripulire il centro della Terra dai rifiuti, come moderni eroi alla Jules Verne. A Negrar sono attesi circa 3.500 speleologi dall'Italia e dal mondo per partecipare, da domani 28 ottobre fino a martedì 1° novembre, al raduno internazionale «Speleolessinia 2011».
È il primo congresso speleologico organizzato a Verona e provincia, il secondo nel Veneto, ed è intitolato «In Preta al panico» in onore della Spluga della Preta, simbolo delle oltre 850 cavità locali catalogate dalla commissione speleologica veronese. Progetto e organizzazione dell'incontro sono a cura del Gruppo grotte Falchi con il Centro speleologico «Mario Cargnel» di Fosse, la Società speleologica italiana e il Club alpino italiano, con l'appoggio di Regione, Provincia, Parco naturale della Lessinia e Comune di Negrar. Il grande tema di tutto l'evento è la tutela dell'ambiente carsico, cioè la salvaguardia di un patrimonio da non lasciare sepolto sotto l'immondizia o dimenticato nell'indifferenza generale. «È un argomento trasversale e strategico per il futuro del pianeta, per il mondo che intendiamo lasciare ai nostri figli», precisa il presidente dei Falchi e direttore del Centro Cargnel, Sandro Dalle Pezze, di Fane. «Da sempre lo speleologo vive l'inquinamento in prima persona, quando si cala in grotta. L'amore per un ambiente pulito e il rispetto verso ogni forma vivente li ha nel cuore».
Un compito impegnativo, a tratti disperato, attende pertanto i moderni speleologi, un po' scienziati e un po' sognatori. I primi sono già arrivati a Negrar, pronta a trasformarsi in una cittadella di studi e incontri per cinque giorni. Sono russi e cubani ospitati al centro parrocchiale, dove sono stati ricavati, con la collaborazione della parrocchia, gli alloggi per le delegazioni straniere. Molte strutture ricettive del capoluogo e delle frazioni registrano il tutto esaurito, mentre per i più spartani ci sono tre aree in cui campeggiare (ai campi sportivi di Negrar e vicino al Mercato cerasicolo) e due parcheggi riservati ai camper. Da lì si sposteranno alle scuole medie ed elementari, in Corte Vason Caprini, al Mercato e alla Cantina sociale per seminari scientifici, aggiornamenti tecnici, mostre, esposizioni di materiali e attrezzature, laboratori.
A «Speleolessinia 2011» si sono già preiscritti 1.300 speleologi, ma è solo l'inizio. Un buon inizio secondo Dalle Pezze: «È la prima volta che si utilizza questo sistema per un appuntamento di tali dimensioni». Altri 2mila almeno sono attesi in questi giorni per le iscrizioni nella segreteria allestita alla Baita degli Alpini, vicino alle scuole medie. La quota di 30 euro dà la possibilità a tutti di partecipare, ma ci sono sconti per i residenti e abbonamenti giornalieri per chi, da profano, si accontenta di poco o ha poco tempo. Mostre, convegni, proiezioni e laboratori, inoltre, sono aperti anche al pubblico non iscritto, con la precedenza però di chi ha pagato per posti e spazi. «Siamo fieri di ospitare a Negrar un incontro di questa portata», afferma il sindaco Giorgio Dal Negro, «da cui ci aspettiamo un ritorno turistico e di immagine non indifferente». Il primo cittadino sognava un evento internazionale per il suo Comune. «Complimenti a quanti si sono spesi nell'organizzazione», prosegue, «l'amministrazione ha fatto la sua parte con le modeste possibilità di questo momento».
Per l'assessore a cultura e istruzione, Gianni Pozzani, è una sfida: «Mettiamo in campo tutto quello che abbiamo, dalle scuole alle strade», aggiunge. «Questo congresso finirà nella storia di Negrar e speriamo sia di lancio per altre iniziative.



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