lunedì, 21 maggio 2012

68ª Mostra del cinema di Venezia

68ª Mostra del cinema di Venezia

Divertono le «damigelle» di Stillman

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Il regista Whit Stillman con gli attori di «Damsels in Distress»

12/09/2011VENEZIA. Con Damsels in Distress (Damigelle in pericolo) di Whit Stillman , film di chiusura, questa Mostra del Cinema numero 68, da appuntamento all'anno prossimo. Lo fa in modo strano, perché il film non è, al di la della facile apparenza, un'allegra commediola sul mondo universitario americano, è una spietata analisi del vuoto di quel mondo e della società che lo promuove, di più è angosciate ritratto di giovani incapaci di pensare a un futuro che sembra già sappiano non appartenere alle loro scelte. Si parla di depressioni, di suicidi, di amore e di sesso, duramente, nonostante non scorra sangue, non ci siano nudi, e i baci siano contati e casti. Niente viene mostrato, ma tutto aleggia in maniera persino soffocante in tutto il film. Il regista introduce così il film: «Secondo un detto, l'unico modo per vivere il futuro che desideriamo è quello di inventarlo noi stessi. Impossibile non ammirare gli idealisti che, insoddisfatti della realtà, inventano mondi alternativi», e idealisti sono, sembrano di essere, tre universitarie al terzo anno di corso, in una piccola università di provincia.
A capo del gruppo c'è Violet (Greta Gerwig), l'anima tranquilla è Rose (Megalyn Echikunwoke), e la terza è la sexy Heather (Carrie MacLemore). Hanno fondato un circolo per prevenire i frequenti suicidi dovuti a delusioni d'amore o sconfitte nello studio, soprattutto dovuti all'incapacità di affrontare qualsiasi evento negativo, è la generazione dei genitori che non hanno saputo dire «no». Per aiutarli Violet li costringe a ballare il tip tap. Le cose per il gruppo cambiano arriva Lily (Analeigh Tipton), viene da un'altra università, dove si usa il greco antico per riconoscere le case degli studenti. Anche Violet va in crisi per amore, ma riesce da sola ad uscirne, non userà più la danza come terapia, ma come divertimento vero. Ben girato e meglio interpretato il film regala divertimento e fa pensare a quanto poco servono i genitori che non sanno regalare ai loro figli civiltà, cultura e esperienze. Ha regalato una forte emozione Iz Tokio (Da Tokio), un cortometraggio capolavoro, firmato da Aleksej German Jr., già Leone per la regia nel 2008.
In pochi minuti il regista russo consegna allo spettatore la profondità del vivere dando un senso profondo ai ricordi: tutto si svolge all'interno di un aereo che torna quasi vuoto da Tokio portando dei volontari russi accorsi in Giappone per lo tsunami. Con loro hanno portato anche un anziano che ha perso tutto, compreso il contatto con la realtà e vede intorno a se nell'aereo tutti i suoi congiunti morti nel disastro, è appagato dalla loro presenza. L'uomo parla con la moglie morta, che vede accanto a sé. Entrambi non hanno bisogno di compagnia, l'hanno nella loro mente, in quel ricordo indelebile che è l'aver amato.



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