L’«interno» delle Fs. Chi non può fare le scale attraversa i binari in superficie FOTOSERVIZIO AMATO
06/02/2010Domegliara. Quello di Domegliara è un importante nodo della linea ferroviaria del Brennero sia per l'ampio bacino di utenti (444 viaggiatori al giorno da Valpolicella, Lessinia e Garda-Baldo) sia per lo scalo merci: vicino alla stazione c'è il terminal dove vengono smistate le materie prime come marmo, granito e ferro provenienti da ogni parte del mondo tramite i porti di Carrara, Venezia e del nord Europa. L'aspetto negativo è che (come scritto in un ampio articolo pubblicato su L'Arena di ieri) è che qui arrivano mediamente ogni giorno anche 25-30 treni carichi di gas pericolosi: il più nocivo di tutti è il gpl che, con cisterne su gomma, viene poi distribuito alle aziende. Il rischio? Esplosioni letali come quella di otto mesi fa a Viareggio in cui morirono 32 persone.
Da un problema all'altro. Alla «strategica» stazione Fs manca da sempre il parcheggio; i posti a disposizione sul piazzale non bastano e non basta più nemmeno la strada d'accesso. Nelle ore di punta pare di essere in mezzo al traffico di una grande metropoli: totale blocco della circolazione, con sosta selvaggia in doppia e tripla fila. All'emergenza sta provvedendo, in realtà da anni, il Comune che ha inserito nel piano triennale delle opere pubbliche 2010-2012 come prioritaria la realizzazione di un ampio parcheggio nell'area ex Manzelli, tra la stazione e la statale 12. Fino ad allora i disagi da congestionamento continueranno e per i fruitori dello scalo sono consigliate pazienza e mezzi alternativi all'auto. Logistica a parte, la stazione presenta i soliti guai di tutte quelle «disumanizzate» cioè senza personale: il biglietto lo emette la macchinetta automatica, la sua convalida è compito dell'obliteratrice gialla (quella in sala d'apetto è senza inchiostro, quella sui binari funziona), non c'è modo per chi ha difficoltà motorie di utilizzare il sottopassaggio e allora spesso accade - confermano testimoni - che chi non può fare le scale attraversa i binari in superficie a suo rischio e pericolo e in faccia al cartello che lo vieta severamente.
«Ma come si fa ad arrivare sulla pensilina», critica infatti il giovane Giovanni Veneri, «se siedi in carrozzina, se sei anziano o semplicemente mamma con bimbo in carrozzina e nessuno si prende la briga di trasportari a braccia giù per le scale?». In effetti quello delle stazioni non accessibili ai disabili è un problema in tutta la provincia di Verona: delle tante prese in esame, pochissime, sull'ordine di due-tre al massimo, sono state ristrutturate tenendo in considerazione le necessità dei portatori di handicap.
A Domegliara mancano anche i bagni: ci sono, su un lato dell'edificio, ma rigorosamente chiusi a chiave. «La gente mi chiede di usare i miei», spiega la barista, «ma io non posso passare le giornate a dirigere il via vai dei pendolari che hanno bisogno della toilette. È davvero una cosa assurda», commenta, «perchè i servizi esistono, basterebbe solo aprirli e tenerli puliti: qui passano molte persone e sarebbe doveroso garantire loro un minimo di assistenza. Sennò poi la gente, quando non ce la fa più, la fa dove capita e non credo sia un bene per nessuno».
La sala d'aspetto è accessibile dalle 5.30 alle 23.05. Chi va ad aprirla e a chiuderla potrebbe farlo anche per i bagni. Ma questa è un'altra storia.