lunedì, 21 maggio 2012

Volti di Cerro Veronese

Volti di Cerro Veronese

Il sorriso del carnevale portava soldi in chiesa

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Brunone Perini con la sua iseparabile dama, Nerina Poggese

07/04/2009El Canata è stata la maschera di Cerro che tutti ricordano con simpatia, perché Brunone Perini, morto nel 2007 a 88 anni, reduce di Russia, è stato un personaggio in vita e anche in morte. «Voglio la banda al mio funerale e che poi tutti mi ricordino con un rinfresco nella baita degli alpini», ripeteva. Così è stato: la banda di Grezzana ha accompagnato il suo corteo al camposanto e poi tutti a brindare. Terzo di 17 figli, era stato sui fronti greco-albanese e russo, come portaordini. «Mi sono fatto mezza Russia a piedi e sugli sci», ricordava. Fatto prigioniero dei tedeschi, fu liberato proprio da quei russi che aveva combattuto; per arrivare a casa, senza aspettare i convogli predisposti, attraversò a piedi il campo minato che circondava il lager, rimanendo gravemente ferito a una gamba e fu curato in un ospedale polacco. Queste traversie e la perdita di un figlio giovane in un incidente stradale non gli tolsero la serenità e la capacità di far coraggio agli altri.
È merito suo l'invenzione della maschera di Canata Terzo, re della Lessinia, titolo ricavato dal soprannome con cui era conosciuta la sua famiglia. Sfilava impettito nel suo abito da cerimonia, accompagnato dalla sua dolce dama, che negli ultimi anni è stata Nerina Poggese, alla quale, molto democraticamente, lasciava l'onore del discorso ufficiale.
Quando il carnevale a Cerro era un avvenimento, con la sfilata dei carri e la presenza di Papà del gnoco da Verona, El Canata faceva gli onori di casa. Poi la tradizione si è ridimensionata e sono spariti i carri, ma El Canata ha continuato a celebrare il carnevale, sfilando con la sua corte, visitando gli anziani e le scuole del paese. Era anche l'accompagnatore ufficiale di santa Lucia e amava travestirsi da Babbo Natale e da Befana. Per queste occasioni bardava a festa anche la sua fedele Stella, una cavallina che lo aiutava nei lavori per il resto dell'anno e che in quei giorni aveva la sua parte di celebrità. Le era talmente affezionato che dopo averla venduta se l'era ricomprata nel giro di un paio di giorni: «Non riesco a dormire al pensiero che finisca macellata», raccontò riportandola nel prato vicino a casa fino alla sua morte naturale. Era anche membro della Schola cantorum, del gruppo dei campanari, ed elemosiniere che passava tra i banchi della chiesa mettendo la borsa sotto il naso dei fedeli. Allargava il sorriso e faceva cadere qualche moneta in più. V.Z.