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10.01.2018

Parco della Lessinia
È fuoco incrociato
su Legambiente

Il ponte di Veja nel  Parco della Lessinia
Il ponte di Veja nel Parco della Lessinia

Il primo plauso alla delibera regionale che ridefinisce le aree del Parco naturale regionale della Lessinia, introducendo le zone contigue o pre-parco in quelle che erano le aree agro-silvopastorali dei vaj dei Falconi, dell’ Anguilla e di Squaranto, arriva dall’Associazione proprietari malghe e terreni della Lessinia, che ringrazia «la giunta regionale per aver definito i nuovi confini dell'area protetta a parco e il consigliere Stefano Valdegamberi per l'impegno profuso».

 

«Purtroppo, ancora una volta, non si può ignorare la presa di posizione preconcetta da parte di un certo mondo ambientalista che si ritiene depositario della verità assoluta, in barba non solo alle istanze dei legittimi proprietari dei terreni della Lessinia, ma anche dei Comuni che hanno avanzato le proposte per la nuova perimetrazione del Parco, così come richiesto dalla Regione», lamentano i proprietari di malghe e terreni. Il riferimento è alle dichiarazioni di Legambiente nei confronti della delibera regionale di fine anno, definita in un comunicato, come «bassa pratica di scambio e una pessima pagina scritta dalla Regione Veneto. Non ci vuol molto a pensare male. Io do una cosa a te, tu dai una cosa a me. Voto favorevole alla finanziaria in cambio del taglio del Parco. Pessima figura per entrambi. Valdegamberi nella veste di intrallazzatore, la Giunta cieca di fronte ai suoi stessi documenti».

 

È un attacco che lo stesso Valdegamberi definisce passibile di denuncia: «Se sono intrallazzatore io, lo sono anche undici su quindici sindaci e Consigli comunali della Lessinia che hanno chiesto e ottenuto questo dalla Regione. È la prima volta che sul Parco una decisione viene presa consultando la base nel pieno rispetto delle regole democratiche e proprio per questo assieme ai sindaci e ai Consigli comunali vengo definito intrallazzatore, quando invece proprio la nascita del Parco, 28 anni fa, fu calata dall’alto senza una vera consultazione e partecipazione della base».

 

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