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31.05.2010

Ventenne uccide il padre, lo taglia a pezzi
poi getta il cadavere nella spazzatura

La scoperta del cadavere nel garage
La scoperta del cadavere nel garage

Verona. Macabra scoperta ieri a tarda sera a San Massimo. All'interno di un garage di un condominio di Via San Euprepio, è stato trovato il cadavere di un uomo fatto a pezzi: si tratta di Giorgio Zorzi, 66 anni. Sono stati i condomini a chiamare la polizia per il cattivo odore che proveniva da uno dei bidoni delle immondizie. Sul posto sono intervenute le volanti, il dirigente della squadra mobile scaligera Giampaolo Trevisi e il suo vice Massimo Scannicchio che hanno portato il giovane in questura dove, sottoposto a un interrogatorio durato alcune ore, ha infine confessato davanti al pm scaligero Elvira Vitulli. 

Il parricida è Piergiorgio Zorzi, 20 anni: ha usato una sega - sembra - per tagliare gambe e braccia dal corpo, perché il corpo non stava nel bidone dei rifiuti organici. L’omicidio sarebbe avvenuto in casa, probabilmente una settimana fa. I rapporti tra Giorgio Zorzi e il figlio Piergiorgio erano tesi da anni. E la madre si era allontanata da casa, da una decina di giorni, per accudire a Peschiera l’anziana genitrice.

Zorzi, accusato di omicidio aggravato e occultamento di cadavere, ha ucciso il padre pare durante l'ennesima lite.Il volume troppo alto della Tv durante la partita Inter-Bayern: pare che sia questo il motivo che avrebbe fatto scatenare la sera del 22 maggio scorso la lite, l’ennesima, tra Giorgio Zorzi e il figlio Piergiorgio e ad armare la mano di quest’ultimo contro il padre. Sarebbe stato l’uomo a lamentarsi del volume mentre Piergiorgio seguiva l’incontro di calcio per la finale di Champions League. Il ragazzo ha tagliato il corpo del padre in cinque pezzi per buttarli in un bidone di rifiuti organici tenuto in garage. Il giovane è attualmente detenuto nel carcere veronese di Montorio.

I vicini di Giorgio Zorzi, ucciso e fatto da pezzi dal figlio Piergiorgio che ha poi confessato, ricordano le voci alterate delle frequentissime liti tra i due. «Era un continuo litigare», dice Sabrina Martelli, che abita al secondo piano in corrispondenza dell’appartamento degli Zorzi, «tuttavia era qualche giorno che da quella casa non si sentiva più nulla. Ho anche pensato che forse erano tutti andati via come già aveva fatto la mamma del giovane, Angela, che da giorni era andata a Peschiera del Garda a trovare a sua volta la madre gravemente malata all’ospedale».  La tragedia potrebbe anche essere messa in relazione al clima familiare pesante nato, oltre che dalle condizioni indididuali dei due protagonisti della tragedia, anche dalle condizioni di salute della donna, malata di sclerosi multipla e quotidianamente assistita dai volontari dell’Aism. Per la madre, lontana da casa, che in questi giorni gli chiedeva al telefono dove fosse suo marito, il figlio Piergiorgio aveva sempre pronta una scusa. A lei era impossibile chiamare il marito al telefonino perchè l’uomo lo aveva rotto da una ventina di giorni. Agli investigatori la donna avrebbe riferito che le era sembrato strano che il marito non rispondesse mai al telefono di casa.

Sono increduli gli amici di Piergiorgio. «Nessuno di noi si sarebbe mai aspettato un gesto simile», dice uno di loro. «So che c’erano tensioni tra lui e il padre ma non si pensava certo che potessero sfociare in questa tragedia». Alcuni giovani ricordano un «periodo difficile» della vita del loro amico sottolineando, senza però saperne specificare il motivo, che qualche anno fa era stato ospite di una comunità di recupero.

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