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10 dicembre 2016

Veneto

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31.01.2016

Venezia, si apre
il Carnevale:
100mila in piazza

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Vincent Van Gogh, zoccoli gialli e tela sotto braccio, scende lento i gradini del ponte. Anche il ’maestrò dovrà alzare la maschera per farsi riconoscere a uno dei varchi per entrare in Piazza San Marco, il ’salotto buonò di Venezia. ’Spartacus’, da Alessandria, no, gira a volto e torace scoperto. Dice che non ha freddo, ma si avvolge in un mantello di pelliccia, mentre fa il suo ingresso nel cuore del Carnevale. Sono due degli oltre 100mila calati oggi nella città lagunare per essere protagonisti, con travestimenti sontuosi, storici o semplicemente originali, o puri spettatori di una festa che quest’anno al piacere del divertimento e della spensieratezza aggiunge la parola ’sicurezzà. La giornata comincia di buon mattino nella nebbia con l’arrivo di gruppi, di famiglie con i bimbi travestiti nei miti dei loro sogni e giochi, di coppie di fidanzati. La stazione ferroviaria brulica di persone e dai treni scendono a getto continuo. Scie di coriandoli per terra indicano la strada verso San Marco. Le calli si fanno strette, si formano le prime code, ma tutto procede in mondo ordinato sotto l’occhio attento di un sistema di vigilanza interforze che una coppia finlandese definisce «di alto livello». La polizia municipale ordina il traffico pedonale nei punti più a rischio ’ingorgò. Il ’tappò è al momento dell’ingresso in piazza, quando davanti ai cinque varchi predisposti bisogna mettere in conto una attesa di 3-4 minuti. A quello vicino al Museo Correr, c’è una coppia parigina. Nei loro volti e nelle loro parole nessuna sorpresa: «è normale. Dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre scorso è giusto garantire la sicurezza. Non possiamo cambiare le nostre abitudini».

In piazza, Venezia il 24 novembre ha dato l’ultimo saluto a Valeria Solesin, vittima dell’orrore terrorista al ’Bataclan’. Alla gentile ma ferma richiesta fatta dagli agenti di polizia di alzare la mascherina qualcun altro ha mugugnato, ma poi via ’avanti un altrò. Metaldetector portatili a scrutare i pochi trolley e e tanti zainetti, ’visitatì anche con controlli diretti. Per questo ’cancellò è passato ’Spartacus’; dopo e prima di lui una marea di maschere, da quelle più tradizionali - dame e nobili del ’700, pronte a correre nei Caffè storici per farsi fotografare - agli elfi o frati, tanto per ricordarne alcune. Alle 12 in punto un boato tra il pubblico di pura sorpresa saluta la discesa dal campanile di Irene Rizzi nelle vesti dell’Angelo. «Mi sono lanciata senza paura e con tanta emozione dentro. Un’esperienza bellissima che mi resterà nella memoria tutta la vita» dice e sulle guance scende qualche lacrima. Ad aspettarla, tra centinaia di figuranti, il sindaco Luigi Brugnaro, assieme al direttore artistico della kermesse veneziana Marco Maccapani. Brugnaro rileva che è presto per fare bilanci, ma c’è subito il ringraziamento per le forze dell’ordine «che stanno lavorando per la nostra sicurezza». Il questore Angelo Sanna evidenzia la grande collaborazione data dai cittadini. Tutti sanno che la sicurezza in questo frangente storico non è un optional ma c’è tanta voglia di sorridere. Passano agenti dei corpi speciali, poco più in là seduti su una transenna due fratellini hanno la maschera della ’police squadra anticriminè e molti si fermano a fotografarli.

 

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