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29 giugno 2017

Veneto

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19.06.2017

Prof invita a cena
e massacra la ex
e il suo fidanzato

Stefano Perale, a sinistra, e le due vittime Anastasia e Biagio
Stefano Perale, a sinistra, e le due vittime Anastasia e Biagio

Una cena casalinga tra amici in una afosa notte di giugno si è trasformata in un caso di duplice omicidio a sfondo passionale. Le vittime sono un giovane ingegnere napoletano di 31 anni, Biagio Junior Buonomo, e la sua fidanzata russa di 30, Anastasia Shakurova. La mano che li ha uccisi è quella dell’ex compagno di lei, Stefano Perale, 50 anni, un docente formatore, e il luogo in cui si è consumato il delitto è proprio l’appartamento di proprietà dell’uomo, al primo piano di una palazzina degli anni ’90, decorosa e ordinata, in via Abruzzo, una strada dell’immediata periferia di Mestre.

È stato lo stesso Perale, in stato confusionale, a chiamare in piena notte la Polizia e confessare: «venite ho ucciso due persone». Quando gli agenti sono arrivati, i segni della carneficina erano ancora evidenti, a partire dalla grande macchia di sangue all’ingresso del condominio. L’uomo ha prima fatto bere alla coppia una sostanza narcotizzante, mescolata alle bibite servite a tavola, e poi li ha finiti. Si è accanito prima sulla sua ex, una bella ragazza dai lunghi capelli castani che aveva studiato all’Università Cà Foscari di Venezia, soffocandola in camera da letto, forse con un fazzoletto premuto a lungo sul volto, e poi ha rivolto la sua rabbia contro il "rivale", colpito a sprangate in cucina e finito, secondo una ipotesi, proprio nell’atrio del palazzo, raggiunto in un disperato tentativo di fuga.

 

Nessuno, almeno all’apparenza, ha udito nulla di quanto accaduto nella notte, complice anche il fatto che l’appartamento sovrastante è vuoto perchè in vendita. I vicini di casa parlano di Perale come di una persona tranquilla, che si vedeva in giro sempre da sola e che scambiava poche parole con chi incontrava. Nessuno sa raccontare di più, riferire particolari, testimoniare anche solo chiacchiere banali da ballatoio.

Uno solo dei condomini si è accorto del momento in cui l’uomo si è consegnato volontariamente agli agenti, avvolto sino alla testa da una coperta. Di lui parlano soprattutto le foto pubblicate sul profilo Facebook e raccontano l’apparenza di un uomo sorridente e pieno di interessi, conosciuto per organizzare periodicamente gli "spritz english" con gli studenti, incontri per bere assieme l’aperitivo parlando rigorosamente in inglese.

 

Il legale di Perale, l’avvocato Matteo Lazzaro, ha riferito che nel primo interrogatorio il suo assistito si è avvalso della facoltà di non rispondere. «È molto provato per l’accaduto - spiega -, molto stressato». Il collegio difensivo, di cui fa parte anche l’avv. Nicoletta Bortoluzzi, ha già provveduto alla nomina di un proprio perito medico legale e sta valutando l’ipotesi di chiedere una perizia ad un secondo consulente.

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