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17.09.2014

Tosi: sparate ai lupi
vicini alle case

La presenza dei lupi in Lessinia è diventata un caso: amministratori e allevatori sono sul piede di guerra
La presenza dei lupi in Lessinia è diventata un caso: amministratori e allevatori sono sul piede di guerra
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«Siccome il sindaco ha l'obbligo di tutelare la salute e l'incolumità dei propri cittadini, preparo un'ordinanza perché se il lupo si avvicina alle case gli si possa sparare».
Lo ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi nell'affollatissima sala polifunzionale del Comune di Velo dove lunedì sera era convocato il Consiglio comunale con all'ordine del giorno un solo tema: «Introduzione del lupo, problemi creati e determinazioni in merito».
Tosi è intervenuto quando il sindaco padrone di casa, Mario Varalta, dopo aver esposto le ragioni della presentazione di quest'ordine del giorno, ha dato facoltà ai cittadini presenti in aula di poter intervenire prima della votazione finale dei consiglieri per esprimere la proprie opinioni e preoccupazioni.
«Sapete tutti che Verona ha anche un territorio montano con le frazioni di Trezzolano, Cancello e Moruri. Io sono preoccupato per quando arriverà l'inverno», ha esordito Tosi, «non ci saranno più vacche in alpeggio e poca selvaggina nei boschi. Non sono tranquillo per i bambini che al mattino a bordo strada o alla sera al rientro dalla città aspettano lo scuolabus.
«Per questo ho dato mandato ai miei uffici», ha spiegato il sindaco Tosi, «di trovare il modo di fare un'ordinanza di tutela dei miei cittadini. Io sono responsabile della loro salute e della loro incolumità e siccome nessuno mi garantisce che il lupo non apprezzi anche questo tipo di prede, autorizzo l'abbattimento degli esemplari che si avvicinano ai centri abitati».
Tosi sa bene, perché oltre che sindaco è anche presidente regionale di Federcaccia, che ci sono leggi nazionali e comunitarie che tutelano i grandi predatori: «Certo che lo so, e so anche che qualcuno impugnerà questa ordinanza, ma intanto se ne parlerà e sarà mio compito spedire il modello a tutti i sindaci della montagna veronese perché lo adottino nei rispettivi Comuni al fine che tutto il territorio dove i lupi sono presenti sia coperto dal punto di vista della sicurezza.
«Penso a un bambino fermo a bordo strada che intravede il lupo o un branco - ha sottolineato il primo cittadino di Verona -: l'istinto è quello di scappare e sarebbe una preda troppo facile e troppo ghiotta per un lupo affamato, dunque per difesa personale si deve essere autorizzati a sparare al lupo in prossimità dei centri abitati».
Oltre all'ordinanza di Tosi anche un ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio comunale di Velo raggiungerà gli altri Comuni della Lessinia che si sono già dichiarati disponibili ad approvarlo negli stessi termini: Erbezzo, Bosco Chiesanuova, Cerro, Roverè, San Mauro di Saline e Selva di Progno.
Si chiedono due cose al presidente della Regione, Luca Zaia: di uscire dal progetto europeo Life WolfAlps e di trasferire i lupi presenti in Lessinia in aree più idonee.
Le ragioni le ha spiegate il sindaco Varalta: «Ci hanno raccontato una bella favola, che il lupo sia arrivato da solo dalla Slovenia. Poi l'hanno infiocchettata con un po' di romanticismo dicendo che ha trovato proprio qui la sua compagna».
Nulla di vero, secondo Varalta: «I lupi sono stati portati in Lessinia nel 2012, e nel 2013 ci sono stati numerosi capi aggrediti. Quest'anno, tra morti e feriti, si è arrivati a contarne 44, 10 sono state le vitelle predate nella sola notte del 25 agosto, tutte del nostro compaesano Ivano Brunelli a malga Moscarda, ma se ai capi uccisi si aggiungono quelli feriti di notte nella fuga scappando su terreni rocciosi, il danno aumenta a diverse decine».
«Si parla di benessere animale, giustamente», ha aggiunto Varalta, «e si viene denunciati se si dà un calcio a una vacca, ma per i bovini feriti e lasciati morire per ore dissanguati non si muove nessuno. Questo non è forse maltrattamento? Per noi il progetto Life WolfAlp, che doveva essere una risorsa, è diventato un danno, sia in termini economici che di paura, perché la scorsa settimana i lupi sono stati avvistati sulle contrade più a nord che confinano con le malghe», ha concluso il sindaco, ottenendo l'unanimità sulla sua esposizione e sull'ordine del giorno presentato.

Vittorio Zambaldo
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