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19.11.2014

«Termovalorizzare i rom»
Sindaco Zuliani shock

Cristiano Zuliani
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«I rom vanno termovalorizzati». Con questa frase-shock, scritta in dialetto veneto sul suo profilo di Facebook, il sindaco leghista di Concamarise Cristiano Zuliani ha voluto rispondere a modo suo alla presidente della Camera, Laura Boldrini, che in un'intervista di qualche giorno fa aveva invitato i partiti di destra a non strumentalizzare i cittadini di etnia rom, considerandoli alla stregua di ladri.
Il messaggio di matrice razzista del primo cittadino «tuttofare» – nel corso del suo primo mandato, terminato lo scorso maggio quando è stato riconfermato alla guida del municipio, si è improvvisato infatti autista di pulmino, vigilante davanti alle scuole e sorvegliante all'ecocentro - è comparso sabato scorso sul profilo in cui Zuliani, che è anche segretario locale del Carroccio, si firma con lo pseudonimo «Citiano de Concamarise». E proprio «Citiano» ha digitato la frase che richiama alla mente un fatto tragico realmente accaduto, ovvero lo sterminio di centinaia di migliaia di zingari, tra cui «rom» e «sinti», avvenuto nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale. Molte di queste persone vennero rinchiuse ed uccise nelle camere a gas del famigerato campo di concentramento di Auschwitz. A questo episodio, probabilmente, il sindaco del più piccolo centro della Bassa non ha pensato quando, in risposta all'invito di Boldrini «I rom vanno valorizzati» ha digitato, nella lingua veneta di cui si fa alfiere: «La gà reson... i rom i va termovalorizzati».
Tale affermazione, però, non è passata inosservata tra il popolo degli internauti. Anche se i «mi piace» ed i pochi commenti postati in fondo alla frase anti-rom sono stati di appoggio al primo cittadino. «Mi assumo la responsabilità di ciò che ho scritto», commenta stupito Zuliani, che non rinnega le sue origini di destra, tanto che sul suo profilo ha pubblicato la foto del nonno, Guido Zuliani, in camicia nera, accompagnandola con la frase: «Orgoglioso de me nono, eia eia alalà».
Ritornando all'affermazione che accosta i rom ai termovalorizzatori, Zuliani chiarisce: «Ho pensato anche alle conseguenze che le mie parole potevano susiscitare, ma è ciò che pensa la gente. Perché oggi in questo Stato viene tutelato chi ruba, ma non gli imprenditori che si suicidano per i debiti. E ci sono provvedimenti nazionali che non condivido, tra cui l'operazione Mare nostrum». Poi aggiunge: «Non mi sento assolutamente razzista, nella nostra scuola ci sono anche bambini marocchini e quando vado a visitare le classi mi salutano con affetto».
Il sindaco quindi puntualizza: «Da primo cittadino svolgo il mio ruolo istituzionale secondo la legge. Quello che ho scritto su internet è solo un giudizio personale. Se il post disturba vedrò di toglierlo». E cerca di limitare ulteriormente il danno: «Non volevo fare discriminazione, è un po' come quando allo stadio si urla simia o mona all'avversario, termini utilizzati comunemente verso chi sta dall'altra parte». Il sindaco anti-rom invita poi chi non la pensa come lui ad un confronto, «per riferire quanto faccio per aiutare in veste di amministratore anche le persone di colore o gli stessi zingari».
Dopo la frase shock, Zuliani ha pubblicato un nuovo post, sempre in vernacolo, firmandolo con nome e cognome: «Come sindaco zerco de garantìr tuti quanti, ghe proo, si vede che bisogna scrivar solo robe bele dela ministra, mona o simia je termini che podemo doparar solo par noialtri, parchè se te je dopari par qualchedun de color lè razzismo, e i zingali no conta se i ve frega e je di gran ladri, i gira con machine de lusso e ori e telefoni, puarini no, a gavemo da jutarli...ma fasime un piasèr va là». Dalle parole del collega prende le distanze il sindaco di San Pietro di Morubio, Giorgio Malaspina, amico su Facebook di «Citiano»: «È un'uscita veramente infelice ed assolutamente fuori luogo. Forse Zuliani, che conosco come persona equilibrata, si è fatto prendere troppo la mano dal social network». «Come sindaci», aggiunge Clara Scapin, primo cittadino di Legnago, «dobbiamo rammentare l'importanza del nostro ruolo istituzionale, evitando battute di questo tipo. Non bisogna cavalcare l'onda del populismo : spero vivamente che Zuliani ritratti quella frase offensiva».

Fabio Tomelleri
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