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19 aprile 2018

Sport

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16.12.2017

Tezenis si veste da samurai «Guerra di testa e di cuore»

Phil Greene, «macchina» da punti per la Verona di coach Dalmonte FOTOEXPRESS
Phil Greene, «macchina» da punti per la Verona di coach Dalmonte FOTOEXPRESS

Simone Antolini «Nessuna impresa è mai stata compiuta da un uomo ragionevole». Stavolta non è una frase strappata a Luca Dalmonte. La citazione è di Arthur Block, scrittore e umorista statunitense. E questa potrebbe essere una delle vie illuminate da scegliere domani. Quando Verona si troverà di fronte la capolista Trieste. Prima, imbattuta, in fiducia. «Miglior attacco e seconda miglior difesa» ricorda Dalmonte. «Di loro si è detto di tutto e di più. I numeri evidenziano i meriti e il clamoroso rendimento». Block, allora, torna utile quando si alzerà la palla a due. E la Tezenis non dovrà pensare più a niente. Solo a giocare. Al suo ritmo. Solo a difendere. Con orgoglio di un ammiraglio giapponese di fronte ad un plotone d’esecuzione su un’isola del Pacifico. Con la paura che si trasforma in rabbia e speranza. Con i timori da ingoiare. Con la calma di un consumato samurai, capace di diventare un tutt’uno con la sua katana. Proprio lì dove si credeva risiedesse l’anima dell’antico e nobile guerriero. Verona non dovrà essere ragionevole. Dovrà compromettere se stessa. Toccare le corde delle sue giovani certezze e andare oltre. Trieste, di fatto, è uno schema rigido con acuti di talento. Miscela esplosiva, oggi. Mentre la Scaligera è un bosco nel quale perdersi per trovare la via che porta al castello incantato. Viaggio pericoloso, finale da decidere, happy ending non scontato. Ma il viaggio, oggi, conta più della meta. «Trieste ha un sistema fondato negli anni, che ha acquisito il suo attuale valore grazie all’inserimento progressivo di individualità di assoluto livello», dice ancora Dalmonte. «La filosofia di coach Dalmasson trasportata nel tempo è l’identità che si è data oggi Trieste». Un re: Green. Due regine: Juan Fernandez e Da Ros. A seguire: Cavaliero, Bowers, Cittadini. E gli altri. La vita a corte Trieste oggi regala banchetti e benessere. Dalmonte è minimal zen. «Trieste non si affronta a viso aperto. Trieste non si affronta a campo aperto. Dovremo centrare un paio di obiettivi tattici. E non perdere mai il livello di energia necessario per restare dentro alla partita fino in fondo. Dall’inizio, alla fine. Perché Trieste è quella squadra che appena vedi nero, ti punisce. Alzi gli occhi al tabellone e vedi che sono già ad un vantaggio in doppia cifra. E fin che ti chiedi: cosa è successo? Trieste va». Trieste ha «tre giocatori chiave per numeri di possessi giocati ed alta efficienza nella costruzione di situazioni positive. Penso a Fernandez, Da Ros e Green. Ma l’Alma non finisce lì. Perché questa è squadra con tanti attori protagonisti. Baldasso e Loschi portano numeri importanti. Bowers, dato in ripresa, riesce ad avere impatto sulla partita. Con loro dovremo essere pronti a tutto. Trieste ha rotazione lunga e grande intensità difensiva e offensiva. Ed è proprio nelle rotazioni che dovremo essere pronti a rigenerarci per pareggiare il loro livello di energia». Sarà anche sfida tra Greene (Phil) e Green (Javonte). Verde speranza al potere. Verona si aggrappa ai suoi uomini guida. E prepara un’impresa. Più di cuore che di testa. •

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