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21 settembre 2018

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26.02.2018

Tezenis, orgoglio senza fine Spacca il derby con il cuore Rimonta, supera e trionfa

Jamal Jones, 18 punti e prova lucidissima FOTOSERVIZIO EXPRESSMitchell Poletti, rabbia guerriera e otto punti
Jamal Jones, 18 punti e prova lucidissima FOTOSERVIZIO EXPRESSMitchell Poletti, rabbia guerriera e otto punti

Da pazzi, ragazzi. Da supereroi, ragazzi. La Tezenis si prende il derby nel modo più bello. Era sotto di tredici, rimonta, sorpassa, conserva, conferma. E trionfa 78-75. Ferma la striscia positiva di Treviso, reduce da nove vittorie di fila. Fa l’impresa. Un’autentica impresa. Dimostra di avere sette vite. Riattacca la spina e va. Leggera. Toglie il sonno all'avversario e lo castiga. Devastandone le certezze. Per i quasi 4.800 del Forum sarà una di quelle notti da ricordare a lungo. Quattro in doppia cifra. Diciotto punti per Jones, diciassette per Greene. Sedici per Udom. Ma è la vittoria di tutti. Dentro alla partita. Da subito. Treviso fa spalle larghe in area. Verona sceglie di caricare dalla distanza. E funziona. Perché le percentuali dal perimetro mettono paura ai trevigiani e tengono la Scaligera incollata agli uomini di Pillastrini. Greene soffre. Si vedrò solo alla fine del primo quarto. Uno straordinario Jones bombarda. Dall'altra parte Imbrò e Brown trovano il ferro con continuità. La Tezenis deve fare i conti con le mani addosso e la taglia di un avversario che non concede nulla. Ma alla prima sirena Verona è lì, sotto 21-24. Un possesso di differenza. Colpa di una gestione pigra degli ultimi due possessi. Ma dentro alla prima corsa c'è un break di 10-0 per i gialloblù, ispirato da perfetta transizione, difesa da mastini e le triple di Amato e Jones (undici punti nel quarto iniziale). La Scaligera, avanti 19-14, viene ripresa e superata dalla premiata ditta Brown-Imbrò. Verona tiene nel secondo quarto. Palleggia troppo, non affretta dalla distanza. Trova l’area ancora blindata. Fantinelli da tre per il 30-25 trevigiano. Risponde per le rime Amato. Poi la De’ Longhi apre le ali e prova la prima fuga. Antonutti e Brown portano a casa falli e punti e i trevigiani vanno a +8 (36-28). Reazione pronta di Verona. Ma Musso da tre fa malissimo (30-39). Il finale, però, è tutto Tezenis. Con un break 8-4 i ragazzi di Dalmonte accorciano, ritrovano fiducia e pure i primi punti di Greene, fino lì fuori ritmo. Intervallo con quattro punti da recuperare (38-42). Ma è partita apertissima. Treviso ha capito che non può concedere attimi di ribalta ad una Scaligera cattiva, a volte arruffona, ma coraggiosa e traboccante di orgoglio. Mancano ancora i punti di Greene, solo quattro all'intervallo. Da tenere sotto controllo le palle perse. Costate ai gialloblù 13 punti al passivo. Swann non spaventa. Ma Imbrò ha già 13 punti. Occhio, allora, da dove arrivano i pericoli veri. Ma Verona spegne la luce. Anzi, la spegne Treviso in faccia ai gialloblù, partendo con un pesantissimo 8-0 che manda la De’ Longhi sul 50-38. Sembra lo strappo decisivo. Con i trevigiani padroni del rimbalzo, e della seconda opportunità e lucidi al tiro. Quando Brown deposita i punti del 56-43 sembra davvero finita. Ma non per Verona. Che risorge proprio lì. Decide di vincere una partita, per molti, data per persa. Rinasce. Domina. Difende duro. Timbra dall'area, spara veleno con le triple di Udom, Greene e Jones. Non concede più nulla all'avversario. Accorcia, aggancia, sorpassa con una tripla di Greene e alla sirena è avanti 61-60 (con break marziano di 17-3). Ultimo quarto spettacolare. Greene e tripla di Amato. Verona avanti di sei (66-60). Poletti risponde a Sabatini. Jones martella. Tripla di Musso. Phil gli fa eco. Il Forum è una polveriera. Tripla di Antonutti. Ancora Greene dalla distanza. Il tempo vola. Si fa per dire. Verona difende tostissima. Treviso si ritrova negli istanti finali. Accorcia con Brown e Antonutti (76-72). Poi Amato fa fallo su Musso e lo manda tre volte in lunetta. Sul 76-75 e palla in mano, la De’ Longhi commette fallo su Udom. Due tiri, due punti. Ultimo assalto di Treviso con una manciata di secondi a disposizione. Verona diventa leonessa. Toglie ritmi e tempo a Treviso. Il tiro disperato dall’arco di Swann trova il ferro. È finita. Tripudio è festa. Pazza Verona. •

Simone Antolini
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1
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