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23 settembre 2018

Sport

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20.02.2018

«Tezenis, mi tengo reazione e orgoglio»

Mitch Poletti lotta per il possesso, circondato da Diop e Dykes FOTOEXPRESS
Mitch Poletti lotta per il possesso, circondato da Diop e Dykes FOTOEXPRESS

La corsa continua. La Tezenis a due facce cade a Udine ma resta in piena lotta per un posto nei play off. Non esce ridimensionata. Dimostra fragilità ma pure una grande capacità di reazione nel momento in cui c’era da solleticare l’orgoglio. Battuta dai friulani. Ma a testa alta. Da un avversario di peso, di taglia e di esperienza. In piena lotta per il podio in campionato. Capace di randellare e menar fendenti. Impaurito, però, dal ritorno dei veronesi. Peccato per la coda del film. Senza lieto fine per Verona. RICORDO. Luca Dalmonte racconta così la sua partita: «Siamo partiti condizionati dalla sirena di Bologna. Intendo dire: con una fiducia molto relativa per quello che riguarda tiri aperti. Devo riconoscere che a differenza di domenica scorsa contro la Fortitudo, però, siamo riusciti ad esorcizzare questo problema, giocando la seconda parte di gara con una presenza positiva. È questo vuole e deve essere una eredità che ci portiamo a casa». NUMERI. «Credo, inoltre» continua il coach di Verona, «che ci siano due numeri che oggettivamente sono stati condizionanti per l’economia di una partita che nei tempi regolamentari poteva comunque essere decisa a nostro favore per un possesso. Subire diciotto rimbalzi in attacco e avere una differenza, sommando le palle perse, di quindici possessi è forse il rammarico più grande che ci portiamo a casa. Sapevamo che Udine, tra l'altro prima squadra per rimbalzi in attacco del nostro campionato, poteva essere incisiva e mortale per quanto riguarda il secondo possesso. Questo, pur sapendolo, ci ha condannato. E di conseguenza in alcuni momenti ha reso vani gli sforzi difensivi, ci ha sempre fatto finire l'azione, comunque sia, con grande ansia per il controllo dei rimbalzi. E non ci ha dato la possibilità di correre in contropiede». INIZIO SHOCK. «Nei primi venti minuti, al di là delle percentuali, abbiamo fatto veramente qualche errore banale. Che non avrebbe ribaltato il punteggio ma ci avrebbe permesso di essere più vicini alla fine del secondo quarto. Non è stato così, però, voglio tenermi stretti gli ultimi venti minuti. Tenendo conto del valore dell'avversario. Ma anche del nostro modo di interpretate la partita e dei reagire con presenza di fronte ad una situazione di difficoltà. Abbiamo attaccato per vincerla. Ribadisco: l'analisi va fatta nella globalità e nella globalità è evidente che avere una disparità di quindici possessi, ai quali vanno aggiunte le quattordici palle parse (otto nei primi venti minuti), non ci ha permesso di poter avere a disposizione un numero di possessi equo per poter poi gestire la partita. Questa disparità, nell'arco di tutta la partita, ci ha condannato in modo prioritario nel risultato finale. IL FINALE «Poi, nel supplementare che si vive di tensioni nervose, una bomba che entro o che invece picchia due volte il ferro, determina la corsa finale. La mia non può essere, però, un'analisi figlia di un tiro libero o di un ultimo tiro. Mi rifiuto di farlo. Tengo, invece, un’analisi dei primi venti minuti troppo legati al ricordo della sirena con Bologna. Mi tengo altrettanto i secondi venti minuti che hanno dato valore alla nostra prestazione». Nulla di compromesso. Si passa oltre. E Verona comincia da oggi a preparare il derby di domenica prossima contro Treviso. •

Simone Antolini
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
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Fiorentina
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10
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9
Spal
9
Sampdoria
7
Inter
7
Parma
7
Genoa
6
Lazio
6
Roma
5
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5
Udinese
5
Cagliari
5
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4
Milan
4
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4
Bologna
1
Frosinone
1
Chievoverona
-1
Bologna - Roma
Chievoverona - Udinese
Fiorentina - Spal
3-0
Frosinone - Juventus
Lazio - Genoa
Milan - Atalanta
Parma - Cagliari
2-0
Sampdoria - Inter
0-1
Sassuolo - Empoli
3-1
Torino - Napoli