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19 novembre 2018

Sport

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10.09.2018

Primi passi nel futuro Tezenis scopre Terry

Jazzmarr Ferguson e Tommaso FantoniTerry Henderson, classe 1994, nuova guardia americana di Verona FOTOSERVIZIO EXPRESS
Jazzmarr Ferguson e Tommaso FantoniTerry Henderson, classe 1994, nuova guardia americana di Verona FOTOSERVIZIO EXPRESS

«La vera nobiltà è essere superiori a chi eravamo ieri». Citazione presa in prestito da Colin Firth, che nel ruolo dell’agente segreto Harry Hart (nel film Kingsman: Secret Service) consegna alla Tezenis la chiave di accesso spirituale al suo nuovo mondo. Più nobili del giorno prima. In un percorso di crescita fisico e mentale. Corsa, intesa, applicazione. Il debutto al Città di San Bonifacio è già finito in archivio. La Scaligera si è solo sciolta i muscoli. Teacher Dalmonte è appena alla «lesson one». Impossibile interrogare, impossibile giudicare. Tuttavia, c’era curiosità di vedere in campo Terry Henderson, la guardia americana che per la prima volta ha solcato l’oceano, mettendosi alle spalle la sua America. Tifosi e addetti ai lavori sono alla caccia di impressioni, non ancora di certezze. Quelle, semmai, arriveranno più avanti. E si spera, magari, il prima possibile. Pure per Terry vale l’assunto di Colin Firth. Che prevede il cambiamento, a crescere. E qui entra in gioco Dalmonte, chiamato ad indottrinare l’americano. Libero di dare la sua variazione al tema solo dopo che sarà entrata dentro agli schemi di Verona. Non una gabbia ma un posto sicuro nel quale muoversi. Premesso questo, Henderson promette bene. Per applicazione, per leggerezza (quella positiva e non scanzonata) con la quale si è preso il perimetro e ha iniziato a piazzare le sue bombe. Buona meccanica, esecuzioni rapide. Spesso anche in condizioni precarie. Non ha quasi mai forzato Terry. Che non sembra intenzionato a bruciare i tempi per prendersi oggi una gloria che già domani non avrà ricordo. I 20 punti raccolti contro Ferrara sono puro dettaglio. Ma raccontano, seppur in maniera ancora distaccata, qualcosa di lui, del suo essere, del suo stare in campo. Presto riceverà da Dalmonte nuovi disegni da colorare, sui quali sfumare il suo modo d’essere. In area Henderson muove sicuro. Esecuzioni mai affrettate. Appoggi ed entrare in surplace. Dall’arco si è portato a casa un 4/8 contro Ferrara. Desiderio di iniziare a prendere la mira. Cercando da subito inneschi sicuri e quella protezione di squadra che arriverà solo con il tempo. Terry lavora duro anche al rimbalzo. Quando può, quando entra di petto nei giochi difensivi, ancora tutti da costruire. La Scaligera conta molto sul suo atletismo. Una taglia, quella dell’americano, che può permettere cambi difensivi mai audaci. Poi, toccherà sempre a Dalmonte, dentro al suo sistema, ritagliare nuovi spazi per la guardia statunitense. Il resto? La disciplina con la quale cerca di mettersi in gioco può essere carta jolly per Terry. Che in Italia troverà un basket diverso. Ma questa è vecchia storia. Spogliato dai suoi ricordi “made in Usa“ Henderson potrà consegnarsi al nuovo ruolo. Protagonista, non per forza. Insieme a Jazzmarr Ferguson, che a San Bonifacio si è visto a tratti. L’impenitente bomber dell’Angelico Biella non può rivelarsi oggi. C’è tanta strada da fare. E il percorso di crescita, assemblaggio e, per certi versi, rinascita di Verona è appena iniziato. Toccherà proprio a Jazz far entrare Henderson nei meccanismi mentali della pallacanestro italiana. E Dalmonte, in merito, era stato chiaro. «Henderson? Prima di pretendere, dobbiamo dare». Prossima tappa, Montebelluna. Mercoledì alle 20 palla a due con Treviso. Aria di derby. •

Simone Antolini
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