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14 dicembre 2018

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17.03.2012

«Le schiacciate di West su lancio di Porta? Che show»

West in uno dei suoi spettacolari canestri
West in uno dei suoi spettacolari canestri

Due scudetti, una Coppa intercontinentale, una Coppa delle Coppe, una Coppa Italia con la mitica Ignis Varese negli anni dal 1962 al 1969, 16 presenze in nazionale, Massimo Villetti è veronese di adozione.
Classe 1944, play, in carriera ha vestito anche le maglie di Livorno, Venezia e Cagliari, poi, una volta smesso di giocare, ha accolto l'invito di Giuseppe Vicenzi di guidare la Scaligera Basket, allora targata Vicenzi Biscotti.
La prese in serie C, la portò in B, poi seguì un'altra retrocessione, tra il 1975-76 e il 1977-78. Massimo Villetti, da allora, non si è più mosso da Verona. Ed ha sempre seguito la Scaligera al PalaOlimpia.
Villetti, cosa pensa della Tezenis?
«È una squadra molto forte che, però, ha un rendimento abbastanza altalenante, senza il quale potrebbe benissimo lottare per le prime posizioni. Ha un giocatore di livello superiore come Porta, sicuramente il miglior play della Legadue, uno che potrebbe giocare stabilmente in A1, veramente forte. Dall'inizio del campionato, avrà fatto cinque-sei passaggi deviati al volo da West: non ce sono altri capaci di farlo».
Detto da un play è un bel complimento.
«Allora si giocava in modo diverso. Al massimo c'erano due americani in squadra e il gioco era meno impegnativo dal punto di vista fisico, avevamo 30" a disposizione per andare al tiro e non c'era il tiro da tre punti. Porta può essere considerato uno dei migliori, non dico come un Marzorati, ma a un livello decisamente buono. E poi è uno che ce la mette tutta, incita il pubblico quando questo, come a volte capita, non si scalda e interviene solo quando le cose vanno bene. Contro Scafati, però, anche il pubblico è stato bravo a incitare sin dall'inizio».
E poi?
«In più West è una forza della natura. Spesso non riesce a controllarsi, ma sa essere immarcabile. Non ce n'è uno uguale, poi, quando fa quelle schiacciate sui passaggi di Porta: irresistibili».
Quali lacune individua nella Tezenis?
«A difesa schierata, spesso
forza, non ha la pazienza di continuare a giocare di squadra, non ha la tranquillità di far girare la palla e trovare la persona libera: è l'unico appunto che mi sento di fare alla Tezenis. La squadra, poi, è deficitaria nel tiro da tre punti: è una delle ultime della Legadue e sarebbe importante alzare le percentuali. Alcune sconfitte sono venute dalla bravura delle avversarie nel tiro da fuori».
In casa, la Tezenis ha battuto le grandi del campionato.
«Contro le squadre forti, la Tezenis ha sempre difeso bene. Magari, le manca un po' di forza sotto canestro. Renzi, ora, è un po' demoralizzato perché ha avuto alti e bassi di rendimento, ma è giocatore dotato dal punto di vista tecnico ed ha un buon tiro. Waleskowski sembra non faccia niente, invece, due tiretti di qua, tre rimbalzi di là, è quanto mai utile. DiGiuliomaria, poi, è un punto di riferimento importante, molto forte fisicamente. Purtroppo, ogni anno, la squadra viene cambiata quasi tutta e così, prima di poter entrare a regime, passa un po' di tempo. Mi spiace, ad esempio, che ci sia solo Boscagin di veronese, uno che ce la mette tutta, anche se a volte forza».
Il rendimento in trasferta è stato inferiore a quello al PalaOlimpia.
«A volte, la Tezenis è stata frenata dalla "paura di vincere" e da qualche periodo buio. Allora va in confusione. Lo stesso Porta, se vede che la squadra non gira, perde lucidità e tende a forzare. Anche contro Scafati, la Tezenis da "più 25" è scesa a "più 12". Se non ci fossero questi appannamenti e fosse accantonata qualche forzatura, la Tezenis se la giocherebbe con tutte».
Ritiene possa arrivare ai play off?
«Penso ci arrivi di sicuro. Se gioca come contro Scafati, la Tezenis non avrà problemi. Anzi, potrà cercare di andare avanti bene nei play off».
Cosa le sembra di McGrath?
«È un giocatore pulito. Si vede che è di scuola americana. Non è uno che lavora per sé, ma si mette al servizio della squadra ed è ben impostato. Può dare una mano a Porta quando questi è marcato troppo stretto. Ma anche Mariani, in questo senso, ha disputato delle discrete gare».
Come valuta il livello della Legadue?
«Penso che il livello sia migliorato rispetto all'anno scorso. Non c'è una differenza abissale con la A1. La Legadue è a buon livello anche perché, non dimentichiamo, diverse squadre hanno anche quattro-cinque giocatori di scuola americana».
Quali squadre le sono piaciute di più?
«Più di tutte, mi aveva fatto una bella impressione Brindisi. Poi Brescia».
Del periodo d'oro, cosa ricorda?
«Il segreto sta nell'organizzazione a livello societario. Vicenzi ci ha sempre messo anima e soldi. E poi sono venuti risultati insperati perché sono stati scelti giocatori stranieri importanti come Dalipagic, Schoene, Williams, Iuzzolino».
La Scaligera, dopo otto anni nelle "minors" ha ripreso la marcia dalla Legadue.
«La società è molto seria, come al solito. Il pubblico risponde, anche se non tantissimo. D'altra parte, a Verona, calcio e pallacanestro dipendono anche dai risultati. Se la Tezenis gioca come domenica scorsa, quando ha ritrovato il contropiede e regalato qualche schiacciata, il pubblico viene ripagato».

Renzo Puliero
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