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14 dicembre 2018

Sport

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12.02.2018

Fortitudo di un altro pianeta E la Tezenis deve inchinarsi Resa a testa alta per il Forum

Leonardo Totè prende la miraLe mani su...Poletti. Sotto canestro Bologna alza il muroAndrea Amato esce dal pick and roll con Udom FOTOEXPRESS
Leonardo Totè prende la miraLe mani su...Poletti. Sotto canestro Bologna alza il muroAndrea Amato esce dal pick and roll con Udom FOTOEXPRESS

Passa la regina. E la Tezenis deve inchinarsi. Con onore. Con lo sguardo di chi lotta e non manda in frantumi l'orgoglio. Ma la Fortitudo ha dimostrato di avere altro passo, altro ritmo, altro talento, altra esperienza rispetto alla Scaligera. Ci sta di perdere. I gialloblù lo hanno fatto nel modo migliore. Lottando, rincorrendo, non abbassando mai il capo. Anche quando sulla testa di Verona ha iniziato a grandinare. Usando, forse, troppa frenesia. La “Effe“ vince netto: 67-54. Lo stop, però, non cambia di una virgola il senso della stagione della Tezenis. Pensata per il futuro. E non per il presente. Ingabbiato Greene. Jones a sprazzi. Sofferenza pura sotto canestro. L'aggressività bolognese ha ferito e annichilito Verona. Va così. Ora la testa subito a Udine. È resa con onore. Dalmonte presenta un quintetto inedito: con Palermo, Greene e Jones dentro anche Totè e Nwohuocha. Verona regge al primo impatto. Sia il ritmo che la taglia dell'avversario. La Fortitudo è squadra profonda, cattiva, rabbiosa e piena di talento. Forse la migliore del torneo. E il Forum stracolmo (5.200 spettatori) sa che solo una grandissima Tezenis, al limite della perfezione, può venire a capo di una partita impossibile. Nei primi cinque minuti la Scaligera si fa trascinare da furore agonistico ed entusiasmo. Jones rompe il ghiaccio, Curtis si regala una stoppatona, Totè non ha paura a prendere la mira. La “Effe“ si fa condurre da Fultz, perfido dal perimetro e inarrestabile in entrata. Bologna è un diesel. Che parte piano, e poi non lo fermi più. A Greene viene riservata una marcatura asfissiante. E Phil ne soffre parecchio. Zero punti all'intervallo, un disagio evidente. Entrano in gioco Mancinelli e Rosselli. Giganti proporzionati al talento. Verona non trova spazi in area. Va alla guerra ma sbatte contro un muro. Primo break significativo della capolista: un 8-0 firmato proprio dalla coppia d'oro bolognese e dal solito Fultz che manda la Fortitudo avanti 17-8. Time out Dalmonte. La Scaligera rifiata e chiude il primo quarto sotto di sette: 19-12. Il secondo quarto è pura sofferenza. Con illusione iniziale. Perché la Tezenis si fa sotto e arriva ad un possesso dai bolognesi (19-21) grazie alla tripla piazzata di Ikangi e al lavoro sporco di Poletti sotto canestro. Lì, però, l'Aquila apre le ali e prende il volo. La “Effe“ è devastante quando parte in campo aperto, quando attacca l'area, quando gira la palla e trova soluzioni sempre cattive dagli angoli. La Scaligera non trova la forza di rispondere in rima. E la Fortitudo piazza un altro parzialone: un 12-0 che spacca la partita: 35-21 per Bologna. Amici e Fultz martellano dalla distanza. Mancinelli e Rosselli in area trovano il ferro con facilità. E i gialloblù faticano maledettamente a reggere l'onda d'urto provocata dal talento bolognese. Il canestro diventa piccolissimo. A volte inarrivabile. Bologna usa tutto il fisico che può nei raddoppi e nel far scottare la palla quando arriva in mani veronesi. Palermo entra e deposita ma Bologna è sempre lontana (37-25). Italiano inchioda da tre. Udom per l'orgoglio dalla media. Ma all'intervallo lungo Bologna è in fuga: 44-28. Fortitudo regina al rimbalzo. Gli americani di Verona imbavagliati. La partita ha già scelto suo padrone. E la Fortitudo danza sul velluto anche nel terzo quarto. Troppo forte per questa Tezenis. Generosa, certa, ma frastornata al tiro, indifesa contro un avversario di alto rango, capace di attaccare il ferro senza pause. La Fortitudo, con tripla di Italiano, tocca il +22 (55-33). La Tezenis rialza la testa. Jones piazza due triple d'onore. E Verona va all'ultimo intervallo sotto di 12 (43-55). L'ultima corsa regala i primi punti di Greene e la Scaligera che tocca il -10. Ma La Effe non concede sconti. Martella con McCamey, congela la vittoria, gestisce i possessi, cala magari la tensione sotto canestro. Ma fugge via, e chiude 67-54. •

Simone Antolini
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