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15 luglio 2018

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18.11.2017

La Tezenis punta Treviso e l’emergenza

Curtis Nwohuocha difende la palla dalle mani di Valerio Amoroso FOTOEXPRESS
Curtis Nwohuocha difende la palla dalle mani di Valerio Amoroso FOTOEXPRESS

Emergenza in vista derby. Una storia infinita per la Tezenis. Costretta domani a fare a meno, per la quinta partita di fila, di Marco Maganza, centro titolare di Verona. Problema di rilievo. Al quale si aggiunge la situazione precaria di Curtis Nwohoucha, l’altro centro di Verona, reduce da una settimana decisamente difficile. Curtis, infatti, si è fermato martedì a causa di un risentimento al polpaccio. La Scaligera lavora per recuperarlo ma la sua presenza resta in dubbio.

Inutile dire che la coperta si accorcia sempre di più. E Dalmonte, che non vuole parlare di alibi, affronterà la partita di domani a Treviso in piena emergenza. Una costante, purtroppo, in questa prima parte di stagione. Una situazione che non ha permesso al coach di lavorare mai a pieno regime (va ricordato pure l’infortunio estivo di Totè). Ed è naturale che il processo di assemblaggio e crescita della squadra risulti notevolmente rallentato.

«Creiamo opportunità» dice Dalmonte. «Ogni situazione ci deve far trovare pronti. E quindi, comunque vada, a Treviso dovremo avere da subito l’impatto giusto sulla gara. Per certi versi, si ricreerà un ambiente simile a quello già visto al PalaDozza. Quindi, la partita di Treviso potrà dirci se la lezione con la Fortitudo è servita a qualcosa. Troveremo una squadra motivata, sospinta da un grande pubblico e in fase di crescita. I rientri di Fantinelli e Antonutti hanno enorme valore per Treviso. Ne prendiamo atto e andiamo a preparaci all’impatto. Una cosa è sicura: non possiamo subire la loro energia o restare a vedere quello che succede».

La scena. «Ci esibiremo su un palcoscenico di prestigio. Treviso ha idee chiare. Le aveva già questa estate quando ha scelto di fare a meno di uno straniero. E non si è fatta ingolosire nemmeno quando ha dovuto fare fronte agli infortuni di Fantinelli e Antonutti. La De’ Longhi fa valere la forza delle idee oltre a fare leva sulla solidità del club e sul valore tecnico della squadra consegnata a coach Pillastrini».

Un passo indietro. Treviso, in classifica, si trova alla pari di Verona: sette giocate, tre vinte. «Ha sofferto all’inizio. Ripeto: le assenze di rilievo non aiutano. Ma giusto con noi, rieccoli tutti a disposizione. Già a Trieste, contro quella squadra e su quel campo caldissimo, Treviso ha disputato partita coraggiosa e di energia, pur uscendo sconfitta. Il messaggio che ha lasciato è molto chiaro: la squadra è in crescita».

L’avversario nel dettaglio. «Antonutti è un “quattro“ di straordinaria perimetralità. Brown è un “cinque“ non di volume ma dotato di energia debordante. Musso e Imbrò garantiscono la “garra“ ad una squadra che non aspetta ma attacca. Sabatini è imprevedibile. Fantinelli resta riferimento per tutti. Senza dimenticare Bruttini, l’uomo che porta esperienza e che sa sempre cosa fare. Con lui anche gli altri ragazzi che escono dalla panchina: Nikolic e De Zardo, pensati in prospettiva».

Il piano partita? «Treviso ha grande aggressività sul perimetro, nella ricerca del contropiede e anche nel contimento difensivo. Pillastrini dispone di giocatori abili nell’uno contro uno come Fantinelli, Sabatini e Negri. E poi c’è Brown che gioca il trenta per cento dei possessi di squadra. Ci aggrediranno da subito e noi dovremo farci trovare pronti e rispondere colpo su colpo. Dovremo avere coraggio e personalità anche nella lettura delle nostre nuove situazioni».

Simone Antolini
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1-0
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1-2
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Milan - Fiorentina
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