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18 ottobre 2018

Sport

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11.12.2017

L’Avesa rinasce dalle ceneri Ora vuole tornare grande

I ragazzi dell’Avesa che partecipano al campionato di Terza
I ragazzi dell’Avesa che partecipano al campionato di Terza

Un sussurro che arriva dal mondo Avesa: «Vogliamo tornare grandi. Tutti assieme. Mettendo ognuno le proprie competenze e l’esperienza di tanti anni di calcio per risalire la china remando tutti dalla stessa parte». La società, che dopo qualche scivolone di troppo si è notevolmente rinnovata, nell’anno in cui compie 107 anni di vita spera di poter mettere le ali. La passione che tante persone hanno messo e stanno mettendo in campo per far tornare l’Avesa in una categoria che gli appartiene di diritto. «Abbiamo cambiato molto soprattutto come società», spiega il diesse Mattia Trimeloni, «ci siamo affidati alla nostra storia per riportare alcuni ragazzi che in passato hanno vestita la casacca dell’Avesa. Siamo ripartiti dalle ceneri in cui ci hanno lasciato due retrocessioni. Amare quanto inaspettate. Vogliamo risalire. Piano, piano ma con tanta determinazione partendo dal basso con un progetto definito che ci spossa far fare il salto di categoria sul campo. La dirigenza si è arricchita di giovani preparati che stanno imparando in fretta ed hanno portato freschezza e entusiasmo in un ambiente che aveva bisogno di una ventata di gioventù. Quest’anno, pur mantenendo il profilo basso abbiamo fatto le cose per bene», spiega ancora Trimeloni, «mettendo in campo una squadra competitiva. Siamo partiti col piede giusto ma la strada per raggiungere l’obiettivo promozione è ancora lunga. Il nostro è un girone in cui ci sono almeno sette squadre ben organizzate che possono vincerlo. Ci siamo anche noi. Non possiamo nasconderci dietro il classico dito, ma, ripeto la strada è ancora lunga e impervia». L’Avesa affidata a mister Giancarlo Borhy studia da grande. Una squadra costruita dal direttore tecnico esperto come Walter Bucci che pur mantenendo il profilo basso sta dimostrando di avere le carte in regola per puntare alla promozione in Seconda. «E’ vero», conferma Bucci, «abbiamo allestito una squadra competitiva affidata ad un allenatore giovane e preparato. Dopo una stagione tribolata che si è conclusa con la retrocessione dello scorso anno, abbiamo voltato pagina. Ci siamo rimboccati le maniche ed allestito una formazione che sin qui ha dimostrato di essere molto competitiva». Ed ha ragione da vendere Bucci, perché era da tempo che ad Avesa non si respirava un’aria così frizzante e carica di buone sensazioni. Finora il ruolino di marcia dei rossoblù è stato di tutto rispetto. L’Avesa, società storica del Borgo guarda anche al futuro con un settore giovanile di tutto rispetto che comprende più di 200 tesserati, dalla scuola calcio agli Juniores. • L.P.

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