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16 dicembre 2018

Sport

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04.12.2017

L’ultima gara di Veronica «Pronta a una nuova sfida»

Veronica Zorzi con i giovani talenti del golf club Paradiso del Garda di Peschiera
Veronica Zorzi con i giovani talenti del golf club Paradiso del Garda di Peschiera

Sandro Benedetti Stamattina Veronica Zorzi salirà su un aereo destinazione Dubai. Andrà a giocare l’Omega Dubai Ladies, gara che vede al via le prime 90 giocatrici del mondo e che chiude la lunga stagione del golf femminile. Ma non sarà un torneo qualunque. Sarà l’ultimo atto della sua lunga carriera. L’ultima fatica agonistica della golfista veronese, che dopo la manifestazione a Dubai chiuderà i battenti. L’addio di una grande protagonista. Veronica, emozionata? «Un po’, logico. Ma allo stesso tempo contenta. Sono arrivata alla fine, con questa gara darò l’addio alle competizioni». Il nome Zorzi nel golf ha significato molto, soprattutto per la nostra città. L’hai onorato al meglio... «Sì... Posso dire di aver avuto una bella carriera, ricca di soddisfazioni. Non ho grandi rimpianti». Un palmares di cui essere fiera? «Direi proprio di sì. Sono professionista dal 2001, ho conquistato due vittorie nel tour europeo, una in quello asiatico. Per sei mesi sono stata in testa alla classifica europea tra il 2005 e il 2006, aggiungiamoci 45 top ten e un titolo italiano professioniste in singolo e tre titoli nel doppio. Nel 2006 sono riuscita a raggiungere la cinquantesima posizione mondiale. Sono numeri che mi rendono davvero orgogliosa di quello che ho fatto». Il momento più emozionate di tutti questi anni? «La prima vittoria. Open di Francia 2005, alla 18 ho fatto birdie con un putt da due metri. Momento straordinario, di grande intensità emotiva». E quello più brutto, la delusione maggiore? «Mah, forse la mancata convocazione alla Solheim Cup, la Rayder cup al femminile. Non mi è stata data la wild card che meritavo ampiamente. Mi è dispiaciuto non giocare quella gara, è particolare, un clima unico». E adesso cosa farai? «Ho già iniziato una nuova avventura. Da qualche mese al golf club Paradiso del Garda di Peschiera abbiamo aperto il club dei giovani e lo alleno. Mi piace tanto, per ora abbiamo una decina di bambini dai 7 ai 10 anni. Poi seguo individualmente altri ragazzi. Ci siamo già presi le nostre soddisfazioni. Leon Castelletti, 7 anni, e Siria Ballini che ne ha 9, hanno appena vinto un’importante competizione regionale. Ci sono tre o quattro ragazzini davvero promettenti. Collaboro anche con un ex tennista professionista, Claudio Pistolesi. Lui vive negli Stati Uniti e ha creato una sorta di accademia per permettere a qualche giovane italiano che non ne ha le possibilità di frequentare le università americane e al contempo giocare a tennis. L’idea è quella di farlo anche per dei giovani golfisti. Una sorta di doppia opportunità, nel campo del golf e dello studio». Da un paio d’anni sei mamma. Se tuo figlio si appassionasse al golf lo incoraggeresti? «Certo. Il golf mi ha dato tanto. Spero che mio figlio possa avere questa passione. L’importante è che faccia sport, perché lo sport è formativo e altamente educativo. Dà l’opportunità di stare lontano dai tanti pericoli che ci sono in giro. Fare sport è salutare, per il fisico e per la testa. Dovrebbe essere la scuola a tracciare questa via». Che momento sta vivendo il golf italiano? «In Italia mancano giocatori. Le strutture ci sono e sono anche buone, ma abbiamo pochi praticanti. Bisogna fare di più per avvicinare la gente al golf, anche perché chi prova questa disciplina solitamente se ne innamora. Bisognerebbe provare la strada dei campi pubblici, in molti Paesi in Europa ci sono. Tanto si è fatto, ma c’è ancora molto da fare». A proposito, cosa sta succedendo a Manassero? Lo senti? «Poco. Vai a sapere cosa è successo a Matteo... Rimane comunque un grande, e poi è ancora giovanissimo». Chiudi gli occhi. Siamo a Dubai, sei sul tee della 18, l’ultima buca di una lunga carriera, l’ultimo drive, l’ultimo putt... «Bella emozione. Vado a divertirmi. Sono leggera in tutti i sensi, non ho alcuna pressione e voglio godermi sino alla fine questo momento. È stata una bella storia, adesso spero davvero di poterne avviare un’altra come allenatrice». •

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