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Sport

08.08.2016

Scartezzini acciuffa i Giochi
«Grande sorpresa, un sogno»

Michele Scartezzini vola a Rio col quartetto azzurro dell’inseguimento su pistaUn bel primo piano del velocista Scartezzini
Michele Scartezzini vola a Rio col quartetto azzurro dell’inseguimento su pistaUn bel primo piano del velocista Scartezzini

Renzo Puliero

Michele Scartezzini è volato ieri sera a Rio de Janeiro. La pattuglia veronese ai Giochi olimpici acquista un nuovo elemento e sale così. «La sorpresa è grande, la felicità grandissima, è il sogno di ogni atleta che si realizza», riferisce mentre è a Roma, al laboratorio dell’Acqua Acetosa per le visite mediche di rito. A Rio sarà uno dei cinque da cui uscirà il quartetto dell’inseguimento su pista, specialità nella quale l’Italia è stata inserita al posto della Russia.

Tutto si è svolto nelle ultime 48 ore. Scartezzini racconta: «Giovedì pomeriggio ero sul lago. Mi telefona Marco Villa, il commissario tecnico. Mi dice: parti per Rio, i russi sono fuori. Tutto non è ancora ufficiale perché la Russia ha presentato ricorso al Tas di Losanna. Ma noi siamo pronti, dobbiamo esserci».

In breve tempo, il programma è stilato: «L’altro ieri mi sveglio e c’è la conferma. Io, Ganna e Lamon abbiamo pronto il biglietto per Roma, partenza alle 11, atterriamo alle 12, visite mediche, rientro in serata a Verona perché devo sistemare alcune cose prima del volo su Rio». Michele è ai settimo cielo, «straordinario, incredibile». Sottolinea: «Ci eravamo mangiati le mani per aver mancato di pochissimo la qualificazione per Rio, settimi su sei posti disponibili, ma solo per le tante vicissitudini che abbiamo dovuto sopportare nei due anni precedenti i Giochi. Ora, veramente, il detto tutto torna, tutto si realizza. Con i tempi che abbiamo realizzato col quartetto nell’ultimo periodo, alle Olimpiadi meritavamo di andarci». L’aveva sottolineato, in preparazione a Montichiari, il c.t. Villa: «Non tutti, negli anni scorsi, hanno creduto nella possibilità di qualificarci anche col quartetto e, così, abbiamo perso occasioni di fare punti in Coppa del mondo, Europei, Mondiali. Ma, poi il quartetto ha fatto notevoli progressi». Infatti, ha sgretolato il primato italiano che durava da vent’anni, portandolo da 4’00"958 a 3’57"800 all’ultimo Mondiale di Londra e arrotondandolo poi a 3’56"393 il 13 luglio agli Europei Under 23 da Ganna, Consonni, Lamon e Plebani.

A crederci sempre, di sicuro, è stato Elia Viviani, sempre disponibile a sobbarcarsi anche l’onere del quartetto oltre che quello della "maratona" dell’omnium. Senza di lui, di sicuro, mai sarebbe arrivata questa qualificazione. «È proprio così, conferma Scartezzini. Non è pensabile, comunque, a che ai Giochi, Viviani possa correre anche il quaretto. «Sicuramente» dice Scartezzini, che con Elia ha, recentemente, vinto la Sei Giorni delle Rose a Fiorenzuola «vorrà concentrarsi solo sull’omnium, non come ai Mondiali di Londra».

Le qualificazioni del quartetto sono in calendario giovedì prossimo. «Il primo obiettivo sarà entrare nelle prime otto, per poi giocarsi tutto venerdì prossimo. Di sicuro, non possiamo dire di essere in grado di lottare per la medaglia d’oro. Nel ciclismo, nulla si inventa, ma mai dire mai. Anche a Londra 2012, nel pattinaggio vinse quello considerato più scarso. Intanto, già partecipare è un grosso risultato».

La chiamata inattesa e improvvisa non dovrebbe influenzare sulla prestazione. Scartezzini osserva: «Non abbiamo più fatto lavoro specifico di squadra, ma io, tra Sei Giorni di Fiorenzuola e Tre sere di Pordenone, mi sono sempre allenato.

Tra noi ci conosciamo alla perfezione e conosciamo tutti i meccanismi. Insomma, le sensazioni sono buone». Michele, piuttosto, potrebbe essere la riserva tra i cinque (con Ganna e Lamon, completano il trenino Consonni e Bertazzo). «So che Villa ha lottato per avere a disposizione cinque corridori. Vedremo a Rio, quali saranno le valutazioni finali: spero di poter trovare spazio, in qualificazione o dopo. La mia condizione è buona. Sono uscito dimagrito dalla Sei Giorni, poi mi sono allenato su strada ed i miei valori sono molto buoni. In ogni caso, già essere a Rio, godere l’atmosfera dei Giochi e del villaggio olimpico, partecipare all’avvenimento sportivo più importante che esista, è veramente un sogno che si realizza».

Renzo Puliero
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