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Rio 2016

07.08.2016

Musica, colori, energia
Vanderlei eroe di Rio

Il gruppo azzurro preceduto dalla portabandiera Federica PellegriniVanderlei da Lima sale al braciere: è stato lui l’ultimo tedoforo dei Giochi di RioSfila Gisele Bundchen, sintesi di  eleganza e femminilità
Il gruppo azzurro preceduto dalla portabandiera Federica PellegriniVanderlei da Lima sale al braciere: è stato lui l’ultimo tedoforo dei Giochi di RioSfila Gisele Bundchen, sintesi di eleganza e femminilità

RIO DE JANEIRO

Nel medagliere di tutte le Olimpiadi della storia non compaiono mai, le chiamano «medaglie di cartone»: ma quella di Vanderlei da Lima, l’ultimo tedoforo di Rio 2016, è una storia perfino più amara di qualsiasi quarto posto. Una storia finita con la rivincita più bella, e il Brasile intero che lo applaude come simbolo del riscatto di tutti i suoi sconfitti. «Quando stavo per accendere il tripode avevo il cuore in gola: sentivo che quello era il mio oro, quello che non ho potuto vincere ad Atene», ha dichiarato nella notte di Rio il maratoneta che nell’ultimo giorno di gara delle Olimpiadi 2004 era in testa nella sua gara, e fu frenato da un folle, un predicatore irlandese.

Vinse Baldini, entrando nel mito nella terra di Fidippide.

Vanderlei arrivò terzo ma divenne subito il Dorando Pietri all’incontrario del Brasile: inutili le petizioni per fare assegnare un oro ex aequo, per il Cio valeva solo il verdetto della strada. Poco conta che Vanderlei, per gli osservatori indipendenti, sarebbe comunque stato rimontato: per il Brasile divenne il simbolo di tutti i suoi figli vittime di ingiustizie e soprusi. E così nella notte della cerimonia di Rio è diventato il re carioca.

Perfino più di Gisele Bundchen che pure ha incantato prima con la sua passerella sensuale alle note della «Garrota de Ipanema» e poi ballando tra il pubblico come una spettatrice qualsiasi.

C’è stata anche la coda polemica per la top model brasiliana: la famiglia di Vinicius de Moraes ha annunciato che querelerà gli organizzatori, perché nella sua passeggiata è stato ricordato solo Jobim, e non anche l’altro compositore del famoso inno carioca. E comunque Vanderlei ha colpito i brasiliani anche più di Gisele, che tra l’altro vive all’estero.

Evidentemente gli occhi del Brasile sono abituati alla bellezza più di tutti gli altri.

Così, a conti fatti, a colpire il Brasile è l’ultimo - per modo di dire - che diventa primo. «Ha ragione il mio rivale di quel giorno», l’omaggio reso ieri da Baldini. «A Rio ha vinto il suo oro. Bravi gli organizzatori, è stata una scelta piena di spirito olimpico».

A dire il vero il comitato di Rio 2016 è riuscito a scivolare perfino su una favola come questa. «Confessiamo: il piano A era Pelè ma purtroppo all’ultimo il medico ha detto no a O Rei», le parole del portavoce di Rio 2016. «La sua magia è mancata al popolo brasiliano ma ha dato l’ok al piano B». In ogni caso Vanderlei è abituato, e mantiene la sua semplicità. «Sapevo che sarei stato alla cerimonia, non che avrei acceso il tripode: me lo hanno detto, e l’adrenalina è salita a mille».

E ora? «Vorrei tornare a casa mia, a Maringa. Per pescare nel Rio Paranà».

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