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08.08.2016

Basile fenomeno del tatami
Italia, è il trionfo numero 200

Il torinese Fabio Basile festeggia la conquista della medaglia d’oro nel judo, categoria 66 chili. In finale ha battuto il coreano Baul An: è stato il primo successo italiano a RioUn momento della finale
Il torinese Fabio Basile festeggia la conquista della medaglia d’oro nel judo, categoria 66 chili. In finale ha battuto il coreano Baul An: è stato il primo successo italiano a RioUn momento della finale

Fabio Basile ha vinto il primo oro dell’Italia ai Giochi di Rio 2016, battendo il coreano Baul An nella finale del judo 66 chilogrammi per ippon: il suo è un successo storico per lo sport italiano, perchè è l’oro numero 200 dell’Italia alle Olimpiadi estive. Il suo successo ha anticipato di meno di una mezz’ora quello di Garozzo, conquistato nella scherma.

Il cammino di Basile è stato inarrestabile: dopo aver superato per ippon il tedesco Sebastian Seidl al primo turno, Fabio ha battuto l’azero Nijat Shikhalizada, numero sette del tabellone. Il piemontese ha prima portato un waza-ari, poi ha chiuso con una torsione al braccio che ha costretto il caucasico alla resa. Ai quarti si è trovato davanti il numero due del seeding, il mongolo Tumurkhuleg Davaadorj: anche lui è stato battuto con un ippon, il colpo con il quale si mette l’avversario con la schiena a terra senza alcun appoggio sul tatami, che nel judo dà l’immediata vittoria a chi riesce a portarlo a segno.

In semifinale, il 21enne tpromese ha sconfitto lo sloveno Adrian Gomboc e a quel punto si è trovato davanti il coreano An Baul: ennesimo ippon poi, incredulo, si è inginocchiato sul tatami e ha messo le mani sul volto: l’oro era una realtà.

Fabio Basile è ora, è il caso di dirlo, un caporal maggiore tutto d’oro. È nato a Rivoli, in provincia di Torino, il 7 ottobre 1994. Veve a Settimo Torinese (Torino). Alto 1,72 metri per 66 kg (la sua categoria), una promessa fin dalla categoria Cadetti, dove conquistò un oro, un argento e due bronzi tra europei e mondiali giovanili. Poi due terzi posti, ai Giochi del Mediterraneo 2013 (quando aveva 19 anni) e agli ultimi Europei. Nell’ultimo appuntamento di qualificazione olimpica a disposizione ha avuto la meglio sull’«amico-rivale» Elio Verde, che a Londra 2012 aveva chiuso al quinto posto. Visto il suo stato di forma, tutti i big lo temevano. E a ragione. Il suo vero segreto - racconta chi lo conosce bene - sta nella famiglia, che lo ha sempre seguito nel percorso della sua giovane e brillante carriera. Fabio ama stare in compagnia e relazionarsi con le persone anche attraverso i social: su twitter, poche ore prima dell’inizio della prova olimpica, aveva postato una frase emblematica sulla sua avventura a Rio: «Il sogno di ogni atleta.. Ora comincia il mio». E il suo sogno si è realizzato.

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