20 gennaio 2019

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20.10.2009

Remondina come Prandelli Finalmente l'Hellas sale in vetta


 L'urlo di Gian Marco Remondina: siamo primi in classifica FOTO EXPRESS
L'urlo di Gian Marco Remondina: siamo primi in classifica FOTO EXPRESS

Dieci anni dopo si ripete il miracolo. Il Verona è di nuovo primo. La banda Remondina comanda, seppur in compagnia, il girone B del campionato di Prima Divisione.
La nostalgia, invece, riporta la mente al campionato di B '98-'99. Quello della promozione, quello targato Cesare Prandelli. L'ultimo esaltante spicchio di storia gialloblù. L'ultima grande emozione prima di entrare negli anni bui del terzo Millennio. Viene quasi naturale, allora, creare un parellelismo, seppur forzato, tra l'Hellas di oggi e la squadra di Claudio Cesare. Certo, le premesse erano diverse. Ma il rampantismo che accomuna le due squadre sembra essere lo stesso.
Forse è l'anno buono. Forse dopo tanto tedio anche Remondina potrà essere ricordato per una grande cavalcata. I protagonisti di ieri ne sono convinti. Parla spesso il cuore. Nessuno a Verona ha dimenticato Cesare Prandelli. In viaggio con la sua Fiorentina verso Budapest (oggi i viola giocano in Champions contro il Debreceni), l'ex allenatore dell'Hellas viaggia con i ricordi. «L'amore per Verona è sempre lo stesso. Non cambierà mai. Vedo anch'io quello che stanno facendo. Non penso siano finiti in testa per caso. Ma prima o poi le cose dovevano cambiare. Lo merita la piazza, lo meritano i tifosi. Spero che possano ripetere la nostra cavalcata». Esaltante fino in fondo. Condita anche da otto vittorie di fila. «Nessun segreto - ammette Prandelli - solo la voglia di fare sempre meglio degli altri. Eravamo una squadra che giocava a calcio. E lo faceva fino in fondo, non buttando mai via il pallone. Poi, strada facendo, si è creara una fortuna alchimia. La parola chiave? Continuità. Dovranno viaggiare sempre a questa velocità». Cesare vola per i cieli d'Europa. Gianluca Falsini oggi si allena con il Figline. Ieri volava sulla fascia. Inarrestabile. Per lui 38 presenze, nessuno stop. Una stagione vissuta sempre da protagonista. «Eravamo un brutto anatroccolo, poi ci siamo trasformati in cigno. Ma non è stato cos' scontato. Anzi. Il gruppo era giovane, ha saputo esaltarsi al momento giusto. Volevamo rilanciarci. E per molti Verona è diventata trampolino di lancio. Non c'erano, però, primedonne. Il gruppo eccezionale ha permesso alla squadra di crescere alla distanza. E poi Prandelli è stato bravissimo a pescare il meglio da ognuno di noi. Ha fatto sgorgare il talento, ha dato un'anima alla squadra. Dell'Hellas di oggi mi piace Pugliese. Mi pare abbia qualità importanti». Un'ultima riflessione. «Una squadra che porta allo stadio tredici o quattordicimila spettatori in Prima Divisione non può rimanere fuori dal grande calcio. Quest'anno si giocano una grande possibilità. Tutti gli indizi mi portano a dire che il Verona è pronto per la B».
Alfredo Aglietti l'anno magico della promozione ha messo a segno sette reti. Oggi allena la Primavera della Samp, e parla da allenatore. «Il Verona di Prandelli ha proposto un calcio nuovo. Avvincente e dinamico. Siamo stati i precursori del 4-2-3-1. Brocchi e Melis si accentravano e io viaggiavo in verticale a Cammarata. Fate le dovute distinzioni, prima della Roma di Spalletti ho visto solo l'Arsenal giocare così». Natale Gonnella è stato tra i protagonisti della cavalcata. «Vedo tante analogie tra la nostra storia e quella del Verona di oggi. Entusiasmo, qualità, organizzazione. Forza e tecnica unite. Ho visto due volte l'Hellas gicare quest'anno: al debutto contro il Foggia e nel posticipo serale contro la Ternana. La crescita è costante. Ieri come oggi sento che è il gruppo a fare da traino. Prandelli era preparatissimo. Remondina non mi sembra da meno». Forse è davvero la volta buona.
Simone Antolini

Simone Antolini
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