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18.09.2010

Pioli alza la guardia «Conosco Iachini Brescia da temere»


 Verona '87-'88:  Elkjaer, Soldà, Fontolan, Terraciano, Pacione, Berthold; seconda fila, Copparoni, Verza, Pioli, Iachini, Volpecina, Bruni, Giuliani; in basso, Di Gennaro, Gasparini, Galia, Volpati, Sacchetti
Verona '87-'88: Elkjaer, Soldà, Fontolan, Terraciano, Pacione, Berthold; seconda fila, Copparoni, Verza, Pioli, Iachini, Volpecina, Bruni, Giuliani; in basso, Di Gennaro, Gasparini, Galia, Volpati, Sacchetti

Stefano Pioli ritrova un amico. Compagno di ventura ieri. Rivale per forza di cose, oggi. Chievo e Brescia si specchiano nei loro due allenatori. Pioli il pretoriano, Beppe il gallico. Gente che lotta, lo ha sempre fatto. Lo fa per una causa nobile. Ma si trova oggi su sponde opposte. Ragazzi fatti in provincia. Pronti a stupire, preparati alla vita. In panchina non recitano. Seguono la spontaneità dei gesti ispirati dalle emozioni. Prima il lavoro, poi tutto il resto. Tutti e due "figli di Bagnoli", in quelle stagioni passate con la maglia dell'Hellas, altra sponda, altra storia. Tutti e due avevano Verona e il Chievo nel destino. Iachini lo ha riportato in A, Pioli lotta per farcelo restare. Oggi si ritrovano di fronte, felici di stupire, piedi per terra ma un'infinita voglia di sognare. Non a caso, Chievo e Brescia sono state tra le rivelazioni di questo avvio di campionato. Domani tocca a loro.
Pioli, chi è Iachini?
"Beppe è un ottimo allenatore, un ex compagno con il quale ho avuto un buon rapporto, e al quale sono legato da ottimi ricordi".
Le sue squadre hanno un marchio di fabbrica?
"Credo di sì. Sono sempre molto organizzate, sanno avere i giusti equilibri e a livello motivazionale, di mentalità e di spirito sono protese sempre al massimo".
Diamanti, Caracciolo, Eder. A Brescia proprio non scherzano.
"E dove li mettiamo Possanzini, Cordova, Budel? È una squadra costruita con i nostri stessi obiettivi. Punta alla salvezza ed è stata migliorata a livello qualitativo durante il mercato. L'errore che non dobbiamo fare è quello di andare in campo e fare nostro anche inconsciamente il pensiero che questa partita possa essere più facile di quella di Genova. Non esiste, non sarà così".
Sulla carta si affronteranno due formazioni 'speculari'. Dove cercherete di rompere l'equilibrio?
"Spazi e movimenti che potrebbero garantirci dei vantaggi. Ma 'sulla carta' non si vince nulla. Sarà indispensabile anche questa volta avere continuità di atteggiamento, di attenzione e di intensità di gioco".
Chievo capolista per una settimana. Ha cercato di far dimenticare tutto ai suoi ragazzi?
"Non ne ho avuto bisogno. Questo gruppo ha valori forti, dentro. È abituato a ripartire ogni volta daccapo. Certo, il pericolo, in questi casi è dietro l'angolo. Ma loro sanno già chi siamo e dove dobbiamo andare. Va sottolineato un aspetto, però: il Chievo si è trovato davanti perché ha sfornato prestazioni di alto livello".
Migliorare questo Chievo si può?
"Nella fase di non possesso dobbiamo concedere qualcosa in meno ai nostri avversari. Molto dipenderà dalla familiarità che andrà a crearsi tra i ragazzi. Credo sia solo questione di tempo".
Ci spiega la regola delle 3C? Chievo, Cesena e Cagliari ammazza grandi. Come mai?
"In questo momento stanno meglio le piccole che non hanno dovuto fare i conti con i 'reduci' dal Mondiale. E quindi qui da noi si è lavorato con maggiore continuità. Cosa che le grandi squadre non sono riuscite a fare. E poi loro devono fare i conti con l'andirivieni dei tanti nazionali. Purtroppo, però durerà poco".
A questo punto, per cercare di essere imprevedibili, come farà a non dare mai agli avversari gli stessi riferimenti?
"Il nostro è un sistema di gioco che di per sé non può essere statico. In più gli interpreti che ogni volta scendono in campo sanno svariare su tutto il fronte d'attacco. Il discorso vale per attaccanti e centrocampisti. Chi ci affronta non deve mai trovarsi di fronte una squadra prevedibile. E al Brescia cercheremo proprio di non dare riferimenti. Chi non si muove, va in difficoltà".
Oggi la copertina se l'è presa il Chievo e Moscardelli. Si aspetta a breve altri protagonisti?
"Tutti i nuovi. Da Guana a Constant, da Thereau a Bogliacino. Senza dimenticare Fernandes, Andreolli e Cesar. Mi aspetto tanto da chi è appena arrivato e ha voglia di imporsi con la maglia del Chievo".

Simone Antolini
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