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11 dicembre 2018

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26.03.2011

Murelli fa cinque passi avanti con il Chievo


 Giacomo Murelli è da anni il vice di Stefano Pioli in panchina F. EXPRESS
Giacomo Murelli è da anni il vice di Stefano Pioli in panchina F. EXPRESS

Quando arrivava Diego Maradona, toccava sempre a lui marcarlo. Giacomo Murelli, vice di Stefano Pioli sulla panchina del Chievo, è diventato famoso per le sue marcature asfissianti al «Pibe de Oro». Mica l'ultimo della classe. Da giocatore ha cambiato spesso maglia. Parma, Avellino, Padova, Taranto, Bologna, Brescello. Difensore intelligente, ed elegante all'occorrenza. Amava giocare d'anticipo. «Perchè se aspetti di vedere cosa fa uno come Maradona – raccontava - , sei finito». Riflessioni di ieri. Oggi il mister gialloblu è reduce da un lungo pellegrinaggio per le vie del calcio vissuto fianco a fianco di Pioli. Chievo è solo l'ultima tappa. E probabilmente non sarà quella definitiva. La pausa manda in vetrina Murelli, nei giorni dedicati da Pioli al silenzio, alla riflessione, e al riposo.
Murelli, aspettando la Sampdoria, qual è il vostro primo pensiero?
«Il cammino sembrerebbe essere quasi alla conclusione. Mancano ancora cinque passi. E poi credo che potremo tranquillamente ritenerci salvi. Penso che tutti vogliano chiudere questo discorso il più velocemente possibile. E quindi sarà fondamentale ricaricare le pile per bene in questi giorni».
La Samp sembra essere l'avversario peggiore che vi poteva capitare in questo momento
«Potremmo esserlo anche noi per loro. Mi rendo conto che la Samp sta attraversando un periodo particolarmente difficile. Ma è altrettanto vero che noi 'sentiamo' vicino il traguardo salvezza. E non vogliamo lasciarci scappare l'occasione di chiudere il discorso».
L'ultimo Chievo che indicazioni le ha dato?
«A Bari? Naturalmente positive. E non solo per la vittoria. Perché ho visto una squadra concentrata e pronta ad approfittare del minimo errore dell'avversario al momento giusto. Così si fa strada».
Non ha l'impressione che forse si poteva faticare di meno?
«Scusate: se a inizio stagione mi avessero detto che a otto turni il Chievo avrebbe avuto 35 punti e sette lunghezze di distacco dalla terz'ultima, avrei di certo sottoscritto tutto. Quindi, non possiamo che ritenerci soddisfatti. Siamo in linea con i nostri programmi. Ci è stata chiesta la salvezza. E l'obiettivo può essere raggiunto. Certo, dopo le vittorie contro Brescia e Napoli, anch'io ho pensato che nelle partite successive sarebbe stato più facile portare a casa qualche punto in più. Ma spesso il calcio è strano. Credo, comunque, che la bravura di questa squadra sia sempre stata quella di rialzarsi al momento giusto per mettersi in marcia».
Quale partita sceglie come simbolo del miglior Chievo di stagione?
«Penso a più di una gara. Contro Inter e Roma ho visto una grande squadra. E poi io ci metterei dentro anche l'ultima di Bari. Magari non bellissima. Ma quando una squadra è concreta, e strappa all'avversario quello che si era prefissa prima della gara, deve essere per forza di cose celebrate».
Cosa cancella invece?
«La partita d'andata contro il Brescia. Proprio una brutta gara. Ma anche la gara di Cagliari. Quasi tutto da cancellare. Ma poi…».
Cosa?
«…vorrei rigiocarmi altre cento volte la partita di Bologna. Perdere così, proprio all'ultimo secondo della gara ci ha fatto davvero male. E se la rigiochi non finisce mai in quella maniera».
Qualche rammarico?
«L'infortunio di Luciano. In estate la squadra era stata costruita anche su di lui. In due partite ci siamo resi conto della sua grande importanza. Purtroppo siamo stati costretti a fare a meno di un giocatore che ancora oggi riteniamo fondamentale per gli equilibri di questa squadra. Lucio ha vissuto una stagione travaglia. Lo abbiamo rivisto contro la Fiorentina. Sembrava potesse essere il suo nuovo inizio. E, invece, si è infortunato nuovamente. Ha giocato solamente pochi minuti».
E Pioli? Come ha vissuto finora la sua avventura al Chievo?
«Bene, Stefano è molto equilibrato. E ha un segreto: riesce a tenere nascosti molto bene pensieri e preoccupazioni. Ora abbiamo tutti voglia di chiudere il prima possibile il discorso salvezza».S.A.

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