20 gennaio 2019

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20.11.2013

La zampata di Lombardini

Graziano Battistini respinge un rigore di Ciro De Cesare, il Chievo riuscirà lo stesso a battere il Verona, due a zero il risultato finale
Graziano Battistini respinge un rigore di Ciro De Cesare, il Chievo riuscirà lo stesso a battere il Verona, due a zero il risultato finale

Venticinque chilometri, da Codogno a Crema. Massimo Lombardini conosce bene la strada. Da casa sua al campo della Pergolettese. I suoi Giovanissimi Nazionali non se la passano granché bene, ma contro certi squadroni c'è poco da fare. Dura stare al passo dell'Atalanta così come del Como, dove in panchina c'è l'amico Giuliano Gentilini, vecchio capitano del Chievo. Incroci del calcio, uno dei tanti, dopo un'onesta carriera da centrocampista di valore. Ha superato i quaranta Lombardini, alle spalle anni di pallone sempre a testa alta, con alti e bassi. Il giorno di gloria di Lombardini cadde il 16 maggio di 14 anni fa, quando quel pallone di Franceschini era talmente invitante da meritare proprio una battuta tanto pulita e perfida così come uscì dal piede educato di Massimo. Il Chievo vinse, Lombardini di più. Chi l'avrebbe mai detto, contro un Hellas dominante per tanti mesi. Con Prandelli a fare l'innovatore geniale di una creatura potente ma anche bella a vedersi. Soprattutto efficace, «con Melis e Brocchi affiancati ad Aglietti sulla verticale di Cammarata». Prandelli prende quel blocco ancora ad esempio, precursore di quel 4-2-3-1 che una decina d'anni dopo avrebbe spopolato in Europa ma anche in Italia. La Roma di Spalletti in primis.
STOCCATA DA OSCAR. Lombardini ferma il tempo, per una volta si può. «Ho in testa quell'azione come se fosse ora. Non ho dimenticato, né ci sarei riuscito», racconta Massimo mentre sta per uscire di casa, in un giorno come tanti altri ma in una settimana diversa dal solito. Almeno per Verona, ma anche per tanti ex sparsi per il mondo. Lombardini è sempre molto legato a quei colori che ha fatto suoi per due stagioni, versione primordiale di un giocattolo in fase di costruzione che Malesani aveva quasi portato a regime e che da lì a qualche anno Delneri avrebbe proiettato nel punto più alto della storia. Il Chievo di allora era bello tosto, il Verona di Prandelli stette a guardare. Poco male, la sconfitta fu assolutamente indolore. Venti giorni dopo sarebbe comunque arrivata la promozione in Serie A con la stoccata di Totò Marasco al Napoli in un Bentegodi vestito a festa. Era destino, la strada era ormai quella. Troppo forte l'Hellas, anche per avversarie comunque di ottimo livello. Il derby di ritorno fu però pane durissimo per l'Hellas. Lombardini aprì i conti, li chiuse. Punti tutti al Chievo, quello operairo e dedito alla fatica indirizzato da Luciano Miani e Lorenzo Balestro alla fine undicesimo senza troppo penare. Un altro mattone di sostanza, un'altra salvezza da applaudire.
FATTORE-CHIAVE. Lombardini veniva dal Torino, prima ancora era stato al Vicenza e alla Cremonese. Dopo il Chievo transitò dall'Alessandria per chiudere al Fanfulla e al Montichiari. Strade semisconosciute, buie, a senso unico. Col pallone però ci sapeva fare. E il Chievo proprio per quello l'aveva preso. I pensieri di Massimo non hanno bisogno di essere stimolati. «Avevamo molte motivazioni, sapevamo che era una partita importante e volevamo giocarcela al meglio. Fu proprio così, nonostante davanti avessimo una signora squadra come il Verona, piena di giocatori di ottimo livello», continua Lombardini, fra un flash al passato ed uno verso quel che sarà sabato. Doveroso, immancabile. «Tiferò Chievo, quello è sicuro. Ho giocato lì, mi piacerebbe si salvasse anche se la condizione è delicata. Vi dico la verità, io ho visto la partita in casa della Roma e non mi è sembrata il Chievo una squadra in così grande difficoltà. Anche se la classifica dice evidentemente che qualcosa finora non ha funzionato. Punto però sull'orgoglio. Sulle motivazioni. Con quelle dalla tua parte vai ovunque, anche contro pronostico». A.D.P.

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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
53
Napoli
44
Inter
40
Roma
33
Lazio
32
Milan
31
Sampdoria
29
Atalanta
28
Parma
28
Torino
27
Fiorentina
26
Sassuolo
26
Cagliari
20
Genoa
20
Udinese
18
Spal
17
Empoli
16
Bologna
13
Frosinone
10
Chievoverona
8
Cagliari - Empoli
Fiorentina - Sampdoria
Frosinone - Atalanta
Genoa - Milan
Inter - Sassuolo
0-0
Juventus - Chievoverona
Napoli - Lazio
Roma - Torino
3-2
Spal - Bologna
Udinese - Parma
1-2