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09 dicembre 2018

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01.08.2012

La caduta degli dei del nuoto. Michael e Fede, può succedere

Michael Phelps, recordman di medaglie nel nuoto
Michael Phelps, recordman di medaglie nel nuoto

Non ha vinto Phelps, ci può stare che non vince nemmeno la Pellegrini. Certo, la delusione è forte. Ma va così ogni qualvolta si è preceduti da un battage pubblicitario che ti esalta e che ti mette addosso gli occhi di una nazione. Inutile girarci troppo intorno: si è visto che la forma non era quella delle altre volte. Ma questo non è un problema solo di Federica. Ho sentito pure Magnini parlare del momento difficile. Ha sottolineato che non si sente l'unico responsabile del risultato che non è arrivato. Insomma, toccherà alla Federazione del nuoto adesso fare una profonda riflessione per capire cosa non ha funzionato e trovare la chiave di lettura migliore. Anche perché le sconfitte si archiviano e si volta pagina. Anch'io la considero una defaillance di squadra che non ha escluso nessuno. Poi, si sa, Federica era fiore all'occhiello della nostra Olimpiade e tutti gli occhi erano puntati addosso a lei. Dispiace, e qui nascono tante domande. Cosa non ha funzionato? Perché non erano pronti? Non tocca a me dare una risposta. Di sicuro va trovata una motivazione a questa situazione che non ha regalato nessun sorriso e nessuna medaglia. Un'altra riflessione: il giorno dopo si analizza, si critica, si riflette. Giusto. Ma allo stesso tempo credo sia giusto non 'dare addosso' a chi non ha vinto e non ci ha regalato la tanto agognata medaglia. Federica ci ha dato record, medaglie, esaltazioni. Tutto questo non può essere di certo dimenticato tutto d'un colpo. Ci vuole equilibrio. E la delusione non deve assolutamente alimentare cattivi pensieri.  Mentre scrivo penso anche alla ragazza coreana della scherma che non voleva più abbandonare la pedana dopo la sconfitta. Ha vissuto momenti terribili. Avvolta dal dubbio e da tanti pensieri. Sinceramente non vorrei essere stata al suo posto. Penso abbia vissuto un autentico dramma personale. Ma va così quando tra te e l'impresa ci sono di mezzo tanti ostacoli e il giudizio è affidato ad altri. Non era il mio caso. In pista scendevo sgombra da cattivi pensieri. Anche perché sapevo che la sfida era tra me e l'asticella. Niente di più. Io contro di lei. E se non restava al suo posto, la colpa era solo mia. Un ultimo pensiero di questa giornata olimpica: le ragazze della ginnastica meritano di essere citate. Non sono arrivate a medaglia ma ugualmente si sono rese protagoniste di una prestazione di rilievo. E chi soffre e lotta merita assolutamente tutta la nostra considerazione. Sono ragazzine, hanno iniziato prestissimo a convivere con il sacrificio. Questa disciplina le ha costrette a crescere in fretta. L'Olimpiade le ha messe a dura prova. E loro si sono fatte trovare pronte. A volte si può vincere anche senza una medaglia appesa al collo.

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