20 gennaio 2019

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26.06.2013

Il mondo di Giorgia con il cuore nel pallone

Giorgia Brenzan al lavoro con le rappresentative nazionali giovanili
Giorgia Brenzan al lavoro con le rappresentative nazionali giovanili

Ha giocato oltre 700 partite in serie A, ha collezionato 110 presenze con la maglia numero 1 della Nazionale Italiana femminile, ha partecipato a 2 mondiali e a 6 campionati europei. Ha vinto due scudetti, quattro Coppe Italia e due Super Coppe. Per 4 anni consecutivi è stata premiata come miglior portiere italiano e da Carolina Morace definita «il portiere che tutto il mondo ci invidia». Inoltre nel '91 a Coverciano, ha conseguito il patentino di Allenatore di Base di Calcio di 2^ categoria; nel '98 quello di Preparatore Atletico Professionista e da qualche anno anche il patentino di Preparatore dei Portieri. Tanto basta e avanza per considerare Giorgia Brenzan uno dei personaggi di spicco del calcio femminile italiano. Nata ai piedi della Mole Antonelliana da genitori veronesi, Giorgia si è laureata nel '94 all'Isef di Torino. Ha allenato diverse squadre giovanili, i portieri del settore giovanile del Foroni e i portieri delle squadre nazionali femminili. Da quest'anno assieme a Stefano Modena si prenderà cura del Raldon conservando sempre l'incarico federale di responsabile tecnica dei portieri delle Nazionali Under 17 e 19. Spontanea e affabile quanto sincera e schietta Giorgia Brenzan non si dimostra per niente a disagio anche di fronte alle domande più insidiose. Come mai ha scelto il calcio nella panoramica di tutti gli altri sport? «Non ritengo sia una scelta. Uno sport non lo scegli, ma è lui che sceglie te. Il gioco del pallone mi è sempre piaciuto, sin da bambina quando potevo giocare anche in strada». Qualche ostacolo da parte dei genitori? «No nella maniera più assoluta: nè paletti, nè condizioni Anzi mio padre mi ha aiutato a trovare la prima squadra». Il calcio femminile potrà diventare famoso come quello maschile? «Nel mondo si sta facendo grossissimi passi in avanti e alle Olimpiadi di Londra se ne avuta la dimostrazione. Negli Stati Uniti, per esempio, il calcio femminile viene addirittura insegnato nelle scuole. Per quanto ci riguarda credo che sia pura utopia solo pensarlo». Anche le donne in campo si comportano scorrettamente? «Stiamo parlando del gioco del calcio e quindi i falli esistono, ma nel calcio femminile c'è senz'altro meno cattiveria, anche se più ingenuità». Soddisfatta della sua carriera? «Sì, molto. La mia gioia più grande? Aver vinto con la nazionale Under 19 il campionato europeo nel 2008». Le delusioni più cocenti? «Aver perso gli europei a Cesena contro la Norvegia a due minuti dalla fine e non aver partecipato alle Olimpiadi di Sidney». Le calciatrici più forti che ricorda? «La Schiavo e la Vignotto, tanto per citarne un paio». E il calciatore? «Buffon». Come è visto il calcio femminile in Italia e specificatamente nel veronese? «In Italia non è proprio visto. Nel veronese invece, grazie alla passione e alla buona volontà di alcune persone, il calcio femminile va abbastanza bene. E lo dimostra il fatto che ci sono tante ragazzine che si dedicano a questa attività e parecchie squadre che militano in A, A1 e in altre categorie». Ci sono ancora pregiudizi riguardo questa disciplina? «In Italia assolutamente si, come in pochi altri paesi di cultura antifemminista. Nel resto del mondo no». Perché ha scelto di lavorare nei dilettanti anche se nel veronese ci sono squadre femminili che militano in categorie maggiori? «Soprattutto perché nonostante sia in possesso dei patentini da professionista diventa complicato proporsi come donna. Poi per necessità a causa dell' insegnamento nelle scuole e dell' impegno con le squadre nazionali». Perché il Raldon? «Perché sia a Stefano Modena che alla sottoscritta è piaciuto il progetto che la società ci ha sottoposto». I progetti per il domani? «Cercare di allestire una buona squadra e di portare a termine un buon campionato. Con una bella salvezza e, magari, qualcosa di più. Chissà». Il suo sogno nel cassetto? «Mi piacerebbe che la Federazione potesse offrire l'attenzione che merita il settore femminile così si aprirebbero delle prospettive diverse anche per noi allenatori. Il sogno nel cassetto? Avere la possibilità di partecipare al campionato del mondo e pensare di vincerlo. Niente male come sogno, o no?».

Franco Lerin
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Milan
31
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Atalanta
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20
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Spal
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16
Bologna
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Frosinone
10
Chievoverona
8
Cagliari - Empoli
Fiorentina - Sampdoria
Frosinone - Atalanta
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0-0
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Spal - Bologna
Udinese - Parma
1-2