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22 ottobre 2018

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29.01.2018

Prima la contestazione Poi è solo gioia Hellas

I tifosi gialloblù allo stadio Franchi di Firenze FOTOEXPRESS
I tifosi gialloblù allo stadio Franchi di Firenze FOTOEXPRESS

Gianluca Tavellin FIRENZE «Che domenica bestiale/la domenica con te/ogni tanto mangio un fiore/lo confondo col tuo amore/com'è bella la natura e com'è/bello il tuo cuore...». È Fabio Concato che ci riporta ai favolosi anni ottanta quando Passarella non riusciva a prendere Galderisi e Di Gennaro era più forte di Socrates. Qualcuno dopo il ko con il Crotone, ieri, sarà andato al lago, come raccontava la canzone, altri, gli irriducibili hanno mangiato un fiore, la Viola, e si sono goduti un inaspettato anticipo di Primavera. Già che bella la natura del tifo a Firenze dove il cuore è diviso a metà, fra il gialloblù e il viola proprio. GIORNI CALDI. Il ritiro ad Imola, le scelte tecniche e quelle di mercato. Bessa che va e poi invece è ancora a Peschiera. Le verità nascoste e quelle che sono venute a galla. I tifosi in sede. La rabbia contro la triade gialloblù: Setti, Fusco e Pecchia. E poi la giornata di ieri. Poteva davvero essere una domenica bestiale. Quella che hanno passato i guardiani di Coverciano e l'impiegata della reception dell'albergo della Nazionale. In cento a richiamare società, tecnico e squadra alle loro responsabilità. Uno striscione che paragona Setti ad uno Zar ormai senza corona e Fusco ad un Rasputin capace di imbrogliare tutto e tutti. Questa la chiave dei tifosi sulla crisi dell'Hellas. Gialloblù scossi e scortati a Firenze. Ma come nella città del Giglio, dove al posto delle pietre sono sempre arrivati fiori per l'Hellas dai tifosi viola. Ma è possibile? Eppure sembrava Napoli con quel pulmino della celere a chiudere la coda dei mezzi dell'Hellas. Fuori il clima è mite in tutti i sensi. Abbracci e sciarpe gialloblù al collo dei fiorentini e viceversa. Entra il Verona e ci sono i fischi e poi quello striscione che si alterna con l'altro rivolto al tecnico. CLAMOROSO AL FRANCHI. Passano tre minuti e Fares liscia ma la Fiorentina non ne approfitta. Sembra il preludio alla goleada, alla domenica bestiale. Ed invece eccola qua la testina dell'armadio venuto dalla Serbia, anzi per la precisione dalla Grecia: Jagos Vukovic. Segna uno stopper nella porta dove segnò lo stopper più famoso della storia gialloblù, quello dello scudetto: Silvano Fontolan. Anche quel Verona che vinse il campionato a Firenze fu fortunato. Garella fu più impegnato di Nicolas mentre Galderisi realizzò con la maglia numero nove due reti come l'altro nove, Kean. Entrambi di scuola juventina che pure a questa latitudine non è amata. L'Hellas passeggia sulle macerie della Fiorentina. I viola finora non avevano mai perso così pesantemente. L'Hellas non vinceva segnando almeno quattro reti fuori casa dal 2013. La pazienza ha un limite e come era accaduto col Crotone sette giorni prima, questa volta è la Fiesole a svuotarsi prima del tempo. Se ne vanno anche nei settori centrali. La contestazione è dura. I tifosi viola vivono una domenica bestiale ed anche il diesse Pantaleo Corvino. SCUSA A TUTTI. L'ha chiesta il dirigente:«Una prestazione bruttissima. Chiediamo scusa al popolo viola. Però vorrei ribadire che qui non ci sono le condizioni per poter lavorare». Ed il Verona? Niente pay-tv, niente inviati, niente tifosi, niente Kean alla prima doppietta e niente Vukovic. Il silenzio stampa continuerà a data da destinarsi. Un peccato, un'occasione persa. Chi sbaglia non viene punito e chi merita non viene premiato. L'ha detto Piero Angela parlando dell'Italia. Un pensiero adattabile anche al grande caos che ha travolto l'ambiente gialloblù dopo il massacro col Crotone. A noi è piaciuto l'abbraccio di tutta la squadra a centrocampo dopo i tre fischi. Non vorremmo che dormendo a Coverciano qualcuno abbia pensato di scimmiottare gli azzurri di Vigo e il solo Zoff deputato a dire due parole in croce. Qui per il momento non ci sono ancora campioni. I tifosi stanno cercando uomini veri. Magari a Firenze è stato gettato il seme, per vedere se nascerà un fiore bisognerà attendere la primavera. Il Diavolo illuse, la speranza che la Viola non sia l'ennesima bugia. •

Gianluca Tavellin
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1-5
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Frosinone - Empoli
3-3
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