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16 ottobre 2018

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24.12.2017

Disastro Hellas L’Udinese batte quattro colpi

Luca Mantovani UDINE L’Hellas? Non pervenuto. Probabilmente i gialloblù non sono nemmeno saliti sul pullman che ha portato la squadra alla Dacia Arena. Novanta minuti senza calciare in porta nemmeno una volta, una sconfitta pesante che potrebbe lasciare il segno non solo sulla classifica ma anche nella testa dei giocatori di Pecchia. Disordine tattico, zero carattere, atteggiamento sbagliato dal primo all’ultimo minuto, l’Udinese rifila quattro gol all’Hellas ma potrebbe farne molti di più visto che nel secondo tempo i gialloblù alzano bandiera bianca e si rifiutano di combattere, come se tutto fosse già deciso. Solo sette giorni fa l’impresa con il Milan, sembrano passati anni luce. Una resa incondizionata e l’emergenza infortuni non può diventare un alibi. LE SCELTE INIZIALI. Fuori Buchel per squalifica, a poche ore dall’inizio della gara dà forfait anche Martin Caceres. «Mal di schiena», la giustificazione ufficiale. Indisponibili Cerci, Valoti e Fares, il tecnico deve rivedere la formazione titolare che aveva fatto benissimo proprio con il Milan. Così Samuel Souprayen prende il posto di Caceres a sinistra, a destra Alex Ferrari, al centro Heurtaux e Caracciolo. In mediana Bruno Zuculini e Fossati. Kean gioca centravanti, Bessa, Romulo e Verde giostrano alle spalle del giovane bomber. Oddo non cambia volto all’Udinese e si affida al solito 3-5-2 che ha portato tre vittorie di fila. Grande fisicità in mezzo al campo e in avanti la rapidità di Lasagna che si sposa alla perfezione con i chili e la presenza di Maxi Lopez. Il primo quarto d’ora scivola via senza grandi emozioni, anche se il Verona soffre le sovrapposizioni a destra di Widmer e Barak e non riesce a organizzare ripartenze degne di questo nome, surclassati dal pressing a tutto campo dei padroni di casa. Suona un campanello d’allarme intorno al quarto d’ora. Palla dalla sinistra, sponda aerea di Widmer a destra, colpo di testa di Lasagna, Nicolas para a terra. Il gol è nell’aria, arriva intorno alla mezzora. Ancora un lancio da sinistra a destra, Souprayen chiude con colpevole ritardo, Widmer tocca in mezzo per Barak che controlla, elude l’intervento di Zuculini, si gira e batte Nicolas. Il vantaggio dei friulani non risveglia i gialloblù che non reagiscono e arretrano sempre di più il raggio d’azione. Oddo capisce che non bisogna mollare la presa e getta la sua squadra all’attacco. Nicolas fa quello che può sulle incursioni dei bianconeri ma in pieno recupero arriva il raddoppio. Percussione centrale di Barak, sinistro dal limite, il portiere brasiliano ribatte, ci prova Lasagna, ancora Nicolas, Widmer va a botta sicura e mette la firma sul due a zero. RITOCCHI. Si va al riposo, l’Hellas cerca di riorganizzarsi, Pecchia toglie Kean e getta nella mischia Pazzini senza toccare gli schemi tattici. Il capitano tocca qualche pallone in più e sa dettare i tempi quando si cerca di dare continuità all’azione offensiva ma il Verona lascia troppo campo agli avversari e l’Udinese completa la tripletta al 23’ quando Barak firma la tripletta. Sulla corsia destra c’è una prateria libera per i bianconeri, Widmer se ne va indisturbato, palla al centro, delizioso l’assist di Lasagna che serve di tacco il fantasista ceco, rasoiata a fil di palo, palla in fondo al sacco. La partita si chiude qui anche perché l’Hellas non ha la forza e le idee per riaprire la gara, i giocatori sono già con la testa sotto la doccia, l’Udinese gioca come fanno i gatti con i topolini, cercano soprattutto la giocata l’applauso del pubblico, il gran tiro da fuori. Sembra una partita virtuale alla Playstation, un’amichevole tra la corazzata e la squadra di B, il Verona si adegua al ruolo di sparring partner. Arriva il poker dei bianconeri firmato da Lasagna che scatta tra Heurtaux e Romulo, riceve un assist al bacio da Barak e scarica un gran sinistro sotto la traversa. Nicolas resta a guardare. Non c’è più storia. Solo un paio di buone parate del portiere brasiliano e la traversa salvano il Verona da una batosta clamorosa ma la «figuraccia» resta e la delusione dei tifosi anche... • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Inter
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15
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14
Roma
14
Fiorentina
13
Sassuolo
13
Parma
13
Milan
12
Torino
12
Genoa
12
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9
Spal
9
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8
Bologna
7
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6
Empoli
5
Frosinone
1
Chievoverona
-1
Atalanta - Sampdoria
0-1
Cagliari - Bologna
2-0
Empoli - Roma
0-2
Genoa - Parma
1-3
Lazio - Fiorentina
1-0
Milan - Chievoverona
3-1
Napoli - Sassuolo
2-0
Spal - Inter
1-2
Torino - Frosinone
3-2
Udinese - Juventus
0-2